La mia relazione con un quadro divisionista

Scritto da Camilla Castellani on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Il Divisionismo in mostra al Castello Visconteo di Novara.

Novara, Italia.
È tutto così perfettamente confuso e vivo. Leggo che questa tela è 93×119 centimetri ma io la sento immensa. Poche immagini che vediamo sui libri di scuola, su internet o sui cataloghi rendono giustizia alle opere d’arte: alcune vengono sopravvalutate, altre ingiustificatamente mitizzate, tantissime sottovalutate o comunque rimangono lì. Baci di Sole è un olio su tela che voglio conoscere e scoprire, non mi basta ammirarlo nonostante mi lasci senza parole. Ne fotografo delle parti, qualche dettaglio, sarebbe ingiusto immortalarlo nella sua interezza. Il quadro di Plinio Nomellini è un inno alla vita, tutta: è sensuale ma estremamente tenero, selvaggio ma invita alla tenerezza. Una vegetazione folta incornicia una scena familiare: sono la moglie e il figlio Vittorio. La donna, seduta al centro del barchino, contempla probabilmente divertita il suo bimbo dai riccioloni biondi. Noto uno sguardo di ammirazione, forse verso se stessa e suo marito, per la vita che hanno dato al mondo. È come se lo esortasse a scoprire, ad andare oltre le foglie fitte e i sentieri impervi. Nomellini presenta un divisionismo maturo figlio del nuovo secolo: il 1908, a metà tra l’inizio del secolo delle Avanguardie e quella che sarebbe stata la prima delle due devastanti guerre mondiali. L’artista non esorta alla macchina, alla modernità; spinge alla vita a contatto con la natura e un mondo di cui non si conosce mai abbastanza. In questa tela si equilibrano due mutue tensioni, due forze uguali e contrarie: sovrapposizioni cromatiche, la trasposizione in olio del vitalismo dannunziano, e l’intimità del fanciullino di Pascoli che ingenuo si prepara a trovare la sua strada. 

La mia breve, fugace e intensa relazione con Baci di sole è avvenuta nella Sala 8 della mostra Divisionismo. La rivoluzione della luce al Castello Visconteo di Novara. L’esposizione ha l’ambizione di essere la più importante mostra dedicata al Divisionismo degli ultimi anni. La curatela è firmata da Annie-Paul Quisnac, tra i primi storici dell’arte ad essersi dedicata al movimento sul finire degli anni Sessanta. 

Il protagonista di questa rassegna è il colore, di cui il Divisionismo ne è promotore di rivoluzione. È grazie a Vittore Grubicy de Dragon e all’introduzione del tubetto che si diffonde l’idea di sperimentare un accostamento diretto del colore sulla tela, eliminando la miscela sulla tavolozza. Si possono osservare pennellate voraci e veraci in una sintesi tonale e piena, che danno maggiore luminosità nei dipinti. La pennellata divisa diventa strumento privilegiato nella traduzione di una poetica della natura in una messa a fuoco delle tematiche sociali. Il Divisionismo è un movimento molto personale, come personale è l’approccio al colore dei suoi artisti come Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini e Gaetano Previati che, insieme a Plinio Novellini e molti altri, si possono ammirare in questa esposizione. 

Divisionismo. La Rivoluzione della luce è visitabile dal 23 novembre 2019 al 5 aprile 2020.

Per maggiori informazioniwww.ilcastellodinovara.it/event/divisionismo-la-rivoluzione-della-luce/

Camilla Castellani
camilla@agendaviaggi.com

Camilla Castellani

Camilla Castellani

Arte, fotografia e musica i suoi giù grandi interessi. Appassionata di cultura urbana. Le entusiasma viaggiare e lo farebbe, se avesse soldi. Le piace scrivere di tutto, tranne la sua bio.