Dal 17 al 29 marzo 2026, il Teatro Manzoni di Milano ospita “A qualcuno piace caldo”, diretto da Geppy Gleijeses. Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato guidano un cast di tredici attori in un omaggio vibrante al capolavoro di Billy Wilder. Tra proiezioni tecnologiche, costumi d’epoca e l’indimenticabile colonna sonora jazz, lo spettacolo fonde comicità e riflessione. Un appuntamento imperdibile per rivivere la magia di una storia dove, dopotutto, “nessuno è perfetto”.
Milano, Italia.
Un classico senza tempo tra crimine e jazz
Il sipario del Teatro Manzoni si alza su uno dei titoli più iconici della storia del cinema. La versione teatrale, curata dal compianto Mario Moretti, non è una semplice copia del film del 1959, ma una trasposizione rispettosa che mantiene intatta la scintilla dell’originale, arricchendola di una nuova linfa drammaturgica. La trama ci trascina nella Chicago del proibizionismo, dove il sassofonista Joe e il contrabbassista Jerry, testimoni involontari della strage di San Valentino, sono costretti a fuggire dalla gang mafiosa guidata dal temibile Ghette, interpretato con il giusto piglio dal solido Salvatore Esposito, colonna portante della compagnia di Gleijeses. Per scampare alla morte, i due squattrinati musicisti si travestono da donne e si uniscono a un’orchestra jazz tutta femminile diretta verso la Florida.

Un cast stellare per una sfida da brividi
Firmare la regia e le scene di un’opera così radicata nell’immaginario collettivo è, come ammette lo stesso Geppy Gleijeses, un’impresa “da far tremare le vene ai polsi”. Tuttavia, l’esperienza maturata dal regista ha permesso di comporre un “sistema compagnia” in perfetto equilibrio. Nei panni che furono di Marilyn Monroe brilla Euridice Axen, una Zucchero Candito stupefacente per duttilità e freschezza, capace di incantare il pubblico con una versione impeccabile di “I wanna be loved by you”. Al suo fianco, Giulio Corso (Joe/Josephine) conferma di essere uno dei migliori giovani attori italiani, mentre Gianluca Ferrato (Jerry/Dafne) sfrutta una mimica facciale straordinaria per tradurre le gag cinematografiche in un linguaggio teatrale travolgente.

Tecnologia e artigianalità sul palcoscenico
L’allestimento risolve la sfida spaziale grazie a un uso sapiente della tecnologia e delle videoproiezioni curate da Luca Condorelli. Gli elementi scenografici di Roberto Crea, Light designer Francesco Grieco creano atmosfere suggestive: dal blu profondo dell’oceano notturno al rosso vibrante del proscenio dove Dafne balla un indimenticabile tango con il suo milionario. I costumi di Chiara Donato, fedeli all’estetica dell’epoca, garantiscono la funzionalità necessaria per i frenetici cambi d’abito, mentre le musiche di Matteo D’Amico punteggiano con autorevolezza il ritmo folle del jazz.

Il tocco del genio: il ricordo di Billy Wilder
Nelle note di regia, Gleijeses condivide un aneddoto personale: da ragazzino ebbe la fortuna di fare la comparsa in un film di Billy Wilder con Jack Lemmon. Il segreto di quei geni, ricorda il regista, era la loro “disarmante semplicità”, la capacità di essere normali pur creando l’eccezionale. Questo spirito permea l’intero spettacolo, che non scade mai nella macchietta ma analizza con ironia temi attuali: la difficoltà degli artisti e la complessità delle relazioni umane. Completano il cast caratteristi di classe come Stefania Barca, Maria Rosaria Carli, Antonio Tallura, Davide Montalbano, Teo Guarini, Francesco Laruffa (un delizioso Oscar Fielding) e Michele Demaria.

Un inno all’imperfezione e all’amore
Tra travestimenti rocamboleschi, equivoci e fughe dai gangster, lo spettacolo corre verso quel finale rocambolesco che, oggi, acquista un sapore nuovo. Quando risuona il celebre «Beh… nessuno è perfetto!», la platea non ride soltanto per l’equivoco: percepisce un potente manifesto di libertà. In un mondo che esige perfezione e definizioni rigide, l’opera di Gleijeses ci ricorda che l’imperfezione è il luogo dove l’amore e l’identità trovano finalmente spazio. Una creazione nuova e autonoma che regala al pubblico milanese pura evasione e grande qualità artistica.
Foto Tommaso Le Pera. Courtesy of Ufficio Stampa Teatro Manzoni Milano
INFO
Teatro Manzoni MIlano
Euridice Axen
Giulio Corso Gianluca Ferrato
Dal 17 al 29 marzo 2026



