Non un semplice agriturismo, ma il cuore pulsante di un’azienda agricola biodinamica che invita a riscoprire i ritmi lenti della natura. Tra i filari de L’Antica Quercia, una casa colonica del primo Novecento rinasce oggi come dimora di charme, celebrando l’unione indissolubile tra architettura etica, design del riuso e benessere sensoriale. Qui l’ospite non è un semplice visitatore, ma parte integrante di un ecosistema vivo, dove il profumo della terra si fonde con il comfort contemporaneo, regalando un’esperienza di pace assoluta nel cuore del Veneto più autentico, tra vigne, boschi e un orizzonte punteggiato di meraviglia.
Scomigo di Conegliano (TV), Italia.
Di fronte allo spettacolo delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, l’ospitalità agricola trova oggi una nuova, raffinata declinazione. Si chiama La Ghiandaia Farmhouse ed è l’ultimo tassello del mosaico de L’Antica Quercia, storica realtà vinicola che ha scelto di trasformare una visione agronomica in un’esperienza di soggiorno immersiva. Qui, il lusso non è ostentazione, ma essenzialità, rispetto e radicamento.

Un recupero etico nato tra i filari
La storia di questo luogo inizia quasi per caso nel 2019. L’esigenza primaria de L’Antica Quercia era puramente agronomica: acquisire due ettari confinanti per ampliare lo spazio dedicato al compost aziendale. Ma quella proprietà custodiva un tesoro: una grande casa colonica dei primi del Novecento. Dopo cinque anni di progettazione e lavori, la struttura è tornata a nuova vita senza tradire le sue origini. Il restauro, che ha restituito al paesaggio collinare di Scomigo uno spazio rigenerato, è stato pensato per raccontare ciò che accade ogni giorno tra i filari, trasformando l’ospitalità in un’estensione naturale del lavoro in vigna.

L’organismo agricolo come filosofia di vita
Soggiornare alla Ghiandaia significa entrare a far parte di un organismo vivente. L’Antica Quercia, fondata negli anni Sessanta e acquisita nel 2001 dalla famiglia Francavilla, non è infatti una semplice cantina. Con i suoi 30 ettari a corpo unico (di cui 20 vitati), certificati biologici dal 2007 e in conversione biodinamica dal 2018, l’azienda è un ecosistema complesso. Qui la vigna dialoga con boschi, oliveti, frutteti e orti: un mosaico di biodiversità che anticipa la complessità dei vini prodotti. La Farmhouse risponde agli stessi principi: abitare l’azienda significa condividerne le scelte produttive e lo spirito.

Architettura del terroir: dormire nella materia
Il progetto architettonico, curato dall’architetto Simone Agresta con il contributo di Daniele Fecchio per gli esterni, ha fatto della terra stessa una materia da costruzione. Gli intonaci delle aree comuni incorporano le terre crude provenienti dagli scavi della proprietà, mentre pietra locale e materiali naturali definiscono ambienti sobri. La Farmhouse ospita otto camere panoramiche affacciate sulle colline, suddivise tra due Suite Superior — una dotata di vasca idromassaggio e l’altra con sauna privata —, tre eleganti Suite con salottino e tre accoglienti Deluxe Room. Quasi tutto parla di riuso: il rovere antico recuperato da vecchi casali rivive in porte e arredi, mentre i tessuti portano la firma dell’artista Fosca, che trasforma scarti e filati naturali in complementi biologici con imbottiture riciclate e compostabili.

Sostenibilità invisibile e benessere sensoriale
Il comfort alla Ghiandaia è garantito da una tecnologia amica dell’ambiente. La struttura è alimentata esclusivamente da fonti rinnovabili e sfrutta un impianto geotermico per il riscaldamento e il raffrescamento, eliminando i combustibili fossili. Il relax prosegue nella Wellness Area interna, dotata di sauna, bagno turco e doccia emozionale, oppure nel giardino dove si trovano due vasche idromassaggio panoramiche. La giornata inizia con una colazione biologica a km zero, con materie prime locali e preparazioni fatte in casa che onorano i sapori più autentici del territorio.

Un organismo in evoluzione: il bio-lago e il parco
La Ghiandaia è un progetto aperto al futuro. Nei prossimi mesi il paesaggio si arricchirà di nuovi orti, frutteti e sentieri di collegamento diretto con la cantina, oltre a spazi dedicati agli animali, rafforzando l’idea di un’azienda agricola intesa come corpo unico. Il parco preserva il patrimonio arboreo originario, oggi integrato con nuovi gelsi e carpini. Ma la vera promessa per il futuro è la realizzazione di un bio-lago balneabile nel fondo valle: un’oasi dove gli ospiti potranno rigenerarsi all’ombra di grandi alberi, immersi nella quiete assoluta delle colline UNESCO.
Photo courtesy of Affinamenti Ufficio Stampa




