LA FERROVIA ALPINA DEL BERNINA

La ferrovia alpina del Bernina

Scritto da Stefania Mezzetti on . Postato in Coppia, Destinazioni, Famiglia, Itinerari, Single, Weekend

DOPO MESI CHIUSI IN CASA LA VOGLIA DI TORNARE A VIAGGIARE È UNO STIMOLO PER RICERCARE LUOGHI D’INCONTAMINATA BELLEZZA DOVE RESPIRARE ARIA PURA, TENENDO BEN PRESENTE LE NORME DI SICUREZZA. PER QUESTO UNA GITA A BORDO DI UNO DEI PIÙ FAMOSI TRENI SVIZZERI FARÀ TORNARE LA VOGLIA DI SPENSIERATEZZA E DI CONVIVIALITÀ

Svizzera.
La celebre Ferrovia del Bernina, percorsa dal Bernina Express, congiunge Tirano a Saint Moritz attraversando il confine italo-svizzero della Valtellina. La linea che s’inerpica a fatica sulle montagne attraverso paesaggi d’ineguagliabile bellezza, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Mondiale UNESCO dell’Umnaità.

Data la conformazione del suo territorio, la Confederazione Elvetica vanta una serie di ardite linee ferroviarie d’alta quota e fra queste la Ferrovia del Bernina che giunge anche in Italia, non lontano da Sondrio. La linea collega Saint Moritz, celebre località turistica dell’Alta Engadina, alla cittadina di Tirano, situata presso il confine svizzero della Valtellina.

Nel suo breve percorso che dura due ore e mezzo circa, il Bernina Expres coi suoi convogli rossi s’immerge fra intensi giochi cromatici: nel tratto che va da Saint Moritz fino al Passo del Bernina, il verde dei prati contrasta piacevolmente con il grigio della roccia e con il candore dei ghiacciai, mentre in quello successivo, lungo la valle di Poschiavo, i vigneti si alternano alle bianche casette dei villaggi creando una suggestiva cornice al passaggio dei trenini rossi del Bernina Express.

Un viaggio su questo treno, il cui percorso segue il tracciato di antiche mulattiere, offre la possibilità di compiere un salto nel passato in uno dei più maestosi scenari alpini. I reperti archeologici confermano infatti che il passo fu utilizzato come valico fin dall’era del bronzo e che i Romani transitarono di qui per le loro conquiste oltralpe. Poco dopo Saint Moritz, la ferrovia attraversa la più lunga galleria della tratta, necessaria per superare la stretta gola del fiume Inn e giungere alla stazione di Celerina. Quindi comincia a salire, offrendo una piacevole vista dell’Engadina e dei suoi villaggi per poi raggiungere Pontresina, dove si trovano il deposito e l’officina. Il treno riparte alla volta della valle di Roseg, interdetta ai veicoli privati ma percorsa dai calessi in estate e in slitta a cavalli d’inverno. Superato un grande ponte in pietra sul fiume, la linea entra nel bosco di Tais, affrontando una ripida ascesa con una pendenza del 70 percento. Si arriva quindi in successione a Surovas e poi a Morteratsch (I896 metri): qui, ai tempi della costruzione della linea, il ghiacciaio giungeva a lambire i binari. Poco dopo aver percorso in salita il tornante di Montebello, da cui si gode di una vista spettacolare sul gruppo del Bernina, si entra nella stazione di Bernina Suot; da qui in poi il percorso originario e stato più volte modificato e ora costeggia i grandi parcheggi degli impianti sciistici di Pizzo Lagalb e Diavolezza.

Il trenino continua la sua arrampicata fino ai 2253 metri della stazione di Ospizio Bernina, situata sulla riva del Lago Bianco, uno dei quattro bacini artificiali che sorgono sotto i ghiacciai. Questo è il posto che da solo identifica la spettacolarità di questa linea che riproduce scenari dal fascino incontrastato. Lo sguardo è in primo luogo attirato dal Sassal Masone (3031 m) con il suo omonimo rifugio (2355 m) e dal Piz Cambrena (3604 m) che, con il suo imponente ghiacciaio domina la piana dell’Ospizio Bernina. Sul ventoso Passo lungo le trafficate rotte commerciali nord-sud fra la mite Valtellina e il rigido Nord, per secoli l’Ospizio, un imponente fabbricato in pietra, è stato il luogo di sosta e di trasbordo merci.

Segue una delle discese più ripide del mondo affrontate da una linea ferroviaria, con ripetute curve a gomito, nonché una serie di galleria paravalanghe. Fra gli alberi che coprono le numerose pendici, compaiono scorci sulla valle e a breve si raggiunge la graziosa cittadina di Poschiavo che merita di essere visitata. Sulla via di Tirano, dal finestrino s’intravedono i campanili italiani di Brusio, che annunciano l’ultimo ornamento ingegneristico della ferrovia. Il viadotto circolare a nove arcate, tutto costruito in pietra, grazie al quale la linea gira su se stessa come se fosse sulle montagne russe, completa la sensazionale esperienza di questo viaggio che nel suo breve tratto concentra una incredibile varietà di emozioni.

A bordo del treno saranno attivate tutte le misure di sicurezza anticovid che la Svizzera applica in tutto il comparto turistico con il programma “Clean & Safe“, attraverso il quale viene attestato il rispetto delle misure protettive da parte delle strutture e rafforzando, così, la fiducia degli ospiti nei confronti della Svizzera come destinazione di viaggio sicura.

Tutte le informazioni e prenotazioni sul sito: www.trenino-rosso-bernina.it/it/

Informazioni turistiche: www.svizzera.it

Foto courtesy by Bernina Express

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Stefania Mezzetti

Stefania Mezzetti

Una vita in viaggio, un destino che mi vede sempre con le valige pronte. Ho vissuto parecchi anni della mia gioventù all’estero, grazie a mio padre che con il suo lavoro mi ha fatto girare il mondo. La mia esperienza di viaggiatrice si è consolidata negli anni con reportage e servizi da tutto il mondo, spesso a bordo di un treno che mi accompagnava alla scoperta di paesaggi e località incredibilmente affascinanti. La mia specializzazione nella stampa turistica è attestata dal GIST (gruppo italiano stampa turistica) e dai tanti articoli che scrivo in collaborazione con testate del settore.