La Settimana Santa rappresenta un momento ricco di suggestione e fascino, in cui la fede si anima e prende corpo in una intera collettività.

In mostra i riti della settimana santa

Scritto da Giuseppina Serafino on . Postato in Appuntamenti, Cultura

La Settimana Santa rappresenta un momento ricco di suggestione e fascino, in cui la fede si anima e prende corpo in una intera collettività.

La Settimana Santa a Matera rappresenta un momento ricco di suggestione e fascino, in cui la fede si anima e prende corpo in una intera collettività.

Matera, Italia.
Presso l’ex ospedale San Rocco a Matera, fino al 5 maggio è presente una bella mostra denominata “I riti della settimana santa”. Gigantografie, video, abiti e simulacri che ricordano la flagellazione di Cristo e che intrecciano storia, folclore e leggenda in molti Comuni della Basilicata e della Puglia. Il Sindaco della città Capitale europea della cultura 2019, ha dichiarato: ”Il percorso di rinascita del Sud passa attraverso il recupero delle identità storiche delle nostre comunità. Il Mezzogiorno ha un patrimonio enorme di storia e di tradizioni ed è questa la sua vera ricchezza. I riti della Settimana Santa di Fancavilla Fontana, i suoi Pappamusci, hanno caratteristiche uniche riconosciute in tutto il mondo“. È quello che Matera ha fatto nella sua lunga marcia verso la rinascita”.

La Settimana Santa rappresenta un momento ricco di suggestione e fascino, in cui la fede si anima e prende corpo in una intera collettività. I Pappamusci con il loro incedere lento verso i Sepolcri, e i Crociferi, con le loro pesanti croci trascinate lungo le vie cittadine, sono i due simboli principali di questi riti che coinvolgono da secoli fedeli o semplici turisti. Proprio questo incedere, il cammino a piedi scalzi, sotto la fatica di una croce, sono simboli di una comunità in movimento che nonostante le avversità vuole mantenere intatto il patrimonio culturale delle proprie radici e guardare con fiducia al futuro.
Testo e foto Giuseppina Serafino

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Giuseppina Serafino

Giuseppina Serafino

Tutto è nato per caso…dai viaggi d’infanzia al Sud, da quell’osservare il mondo dal finestrino di un treno, che procurava un senso di pienezza e di libertà. E poi...la passione per la bicicletta e il cicloturismo, la scrittura, da letterata a giornalista; la musica come una sorta di azione terapeutica, per il cuore prima ancora che per la mente. In seguito sono sopraggiunti il cinema e il trekking, come metafora di un obiettivo da raggiungere in un perenne viaggio sempre da costruire. Sì, i viaggi,in stile low cost e “fai da me”. Una vita forse frenetica, ma inebriante… sia pure, a modo mio!