Hiking in Svizzera, una dedica a noi stessi

Hiking in Svizzera, una dedica a noi stessi

Scritto da Camilla Castellani on . Postato in Cultura, Destinazioni, Weekend

Hiking in Svizzera, una dedica a noi stessi

San Salvatore – Morcote, tra natura e cultura. Una piccola fuga e ritrovarsi.

Hiking in Svizzera, una dedica a noi stessi

Lugano, Svizzera.
[…] Occorre respiro. E il respiro si fa da soli. Altro immenso vantaggio della solitudine è poter respirare. Prima cominci per strada, passeggiando. Poi il respiro, nel tempo, diventa una sorta di meditazione, una preghiera laica, che fai in mezzo alla natura. Prima sul terrazzo sul mare, poi con lo sguardo nei boschi. Impari, compiendo consapevolmente un piccolo gesto, quanto sia importante l’ossigeno per vivere, scopri il profumo del vento. Distingui i luoghi inquinati dall’aria pura. Adesso sai dove l’uomo si avvelena. Per questo sali sempre più spesso sui monti. E d’altra parte “Se uno va a stare in alto, è perché in basso non lo lasciano in pace” scrive Paolo Cognetti in Le otto montagne. […] – Michele MarzianiIl suono della solitudine – Piccole storie da raccontare a te stesso 

Io, onestamente, avevo bisogno di riprendere a respirare. C’è qualcosa che va oltre l’atto del riempire d’aria i polmoni, oltre la fisiologia del fenomeno: ed è spesso quello che manca. Siamo così saturi di immagini, messaggi e informazioni il più delle volte di un’inutilità pazzesca a cui diamo importanza. Abbiamo, scusate, ho – che sto cercando di trasformare in avevo – la malsana abitudine di sostituire la formula “due pesi due misure” in un unico grande fardello dove tutto sta sullo stesso piano e pesa incredibilmente. 

Nel mio caso mi riferisco principalmente ai miei stessi pensieri. Camminare – da quando ne ho capito effettivamente il valore – e correre – ancora di più – mi han sempre fatto bene e, in fin dei conti, la Svizzera non è poi così lontana: dalla stazione di Milano Centrale il viaggio in treno dura all’incirca un’oretta. 

Il libro di Michele Marziani, un po’ per caso e un po’ per fortuna, lo stavo leggendo proprio in quel periodo, anche quel sabato mattina diretta a Lugano – Paradiso.

[…] Pensi che ognuno debba trovare la propria strada e possa trovarla da solo. Proprio per questo stare appartati, acquattati, in silenzio, in disparte, aiuta a riflettere, a capire dove si vuole andare. Dove il tuo tempo ti chiama, qual è la tua inclinazione, il tuo desiderio, il motivo per cui stai al mondo. […] – Michele Marziani, Il suono della solitudine – Piccole storie da raccontare a te stesso 

Quel giorno non ero proprio sola, avevo dei compagni di viaggio, ma nella mia testa dovevo e volevo focalizzarmi su me stessa: la mia intenzione. 

Da Lugano – Paradiso (San Salvatore) saliamo in funicolare fino al Monte San Salvatore. 912 metri di altitudine noti anche come “Pan di Zucchero di Lugano”, una montagna composta da sette grotte. Dalla vetta la vista sulla regione, il Lago di Lugano, la Lombardia e le Alpi è piacevole e rilassante, perfetta per fare un bel respiro prima di iniziare la camminata in direzione Morcote: il villaggio più bello della Svizzera secondo Ringier e SSR nel 2016.

Il percorso è lineare e di difficoltà media: la discesa verso Morcote ha un inizio piuttosto ripido, ma da Ciona si cammina senza grandi dislivelli su comodi percorsi escursionistici. 

Arrivati a Carona, paese dove Herman Hesse si ritirava spesso per trovare l’ispirazione, visitiamo il giardino botanico di Parco San Grato dove sbocciano rododendri e azalee adombrate da conifere. Passando per il santuario della Madonna d’Ongero (XVII secolo), una piacevole strada da Carona scendiamo in un’ora all’Alpe Vicania.

Quel giorno, lo ammetto, faceva molto caldo. Un’umidità anomala per Lugano. Ma eravamo in compagnia e si stava bene, non importava. Oltretutto, negli oltre cento gradini panoramici verso Morcote, un bosco di castagni ci ha graziato con la sua ombra e la sua bellezza così semplice.

Perciò tra chiacchere, passi e silenzi raggiungiamo Morcote o la “perla del Ceresio“: un concentrato di edifici del tardo Medioevo, XVI al XVIII secolo circa.

Morcote si affaccia sul Lago di Lugano di cui è stato porto principale nell’antichità. I portici al pianterreno, un tempo ricovero per le barche, sostengono palazzi signorili e luoghi affascinanti, avvolti nella storia e nel mistero come la Torre del Capitano e la chiesa di Santa Maria del Sasso che fonde elementi dell’architettura romanica e rinascimentale.

La piccola Morcote è un crocevia di miti e leggende. Simboli incastonati nei muri, affreschi senza tempo che si celano nelle viette, l’arte sacra e l’architettura perfettamente austera e ponderata. Qui ho respirato vite vissute, memorie e ricordi di epoche lontane.

Stanchi e soddisfatti, tra un accenno di temporale e qualche goccia, siamo ritornati sulla via di Lugano a bordo di un battello.

Spesso ci troviamo a pensare a posti lontani, a situazioni future, al domani incentro. Non dimentichiamoci di ciò che abbiamo vicino: possono nascere le scoperte migliori. Ad esempio, noi stessi.

Consiglio di viaggio – dove mangiare? Ristorante Alpe Vicania– Costruito in una tipica casa di montagna ticinese, il Ristorante Alpe Vicania è perfetto per tutti i tipi di viaggiatori che vogliono concedersi una pausa dall’hiking. Immersi nel verde si possono assaggiare tutti i gusti del Ticino insieme ad una buona birra fresca.
Testo e foto Camilla Castellani

Per maggiori informazioni: www.ticino.ch 
Usa gli hashtag: #hikeTicino #ticinomoments 

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Camilla Castellani

Camilla Castellani

Arte, fotografia e musica i suoi giù grandi interessi. Appassionata di cultura urbana. Le entusiasma viaggiare e lo farebbe, se avesse soldi. Le piace scrivere di tutto, tranne la sua bio.