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Grandi comprensori, lusso e piccoli resort esclusivi da scoprire  

Non solo Sankt Moritz e Davos, sono numerosi i piccoli resort da scoprire nel Cantone che è stato culla del turismo invernale a livello internazionale. E nel vicino Canton Ticino il turismo si conquista con uno stagionale a prezzo da saldo.

Svizzera.

Organizzare una vacanza nel Cantone dei Grigioni vuol dire avere una scelta tra oltre duemila chilometri di piste servite da più di quattrocento impianti di risalita e suddivise tra grandi comprensori e piccoli resort. Un’offerta sterminata in grado di accontentare i più sportivi, ma anche amanti del benessere. Per chi invece, magari abitando sul confine, cerca proposte particolarmente interessanti sotto il profilo economico, Il Canton Ticino ha lanciato uno stagionale a prezzi vantaggiosi e che, oltre ad aprire le porte alle ski area regionali, permette l’accesso a prezzi scontati anche nei maggiori comprensori vicini.

Ecco, quindi, nove destinazioni per sciare tra Grigioni e dintorni con le date di apertura della stagione invernale e i prezzi (proiezioni a due settimane per l’acquisto di uno skipass giornaliero a inizio stagione).

Sankt Moritz


Sankt Moritznon
ha bisogno di presentazioni: culla del turismo invernale e mecca per le nuove tendenze dello sport della neve, è una destinazione che ogni anno riserva nuove soprese e un fitto calendario di eventi in ogni stagione dell’anno.
In questo paradiso delle attività outdoor e del lifestyle dell’Alta Engadina, la stagione si è aperta sul Diavolezza a ottobre anche se solo per qualche settimana (gli impianti sono stati riaperti il 21 dicembre), sono seguiti il 23 novembre al Corvatsch, entrati nel vivo il 30 novembre a Silvaplana e arrivati a pieno regime il 21 di dicembre. La chiusura è attesa tra fine aprile e il 4 maggio (per Diavolezza).
Il prezzo dinamico e per l’intero comprensorio si attesta, in questo inizio stagione, intorno ai 65 franchi, ma non mancano offerte mirate anche per gruppi.


Il comprensorio vanta 350 chilometri di piste distribuiti su 88 tracciati compresi tra i 1800 e i 3300 metri di altezza e dislocati su entrambi i versanti della valle. L’area di Corviglia è raggiungibile direttamente dal centro cittadino e offre 155 chilometri di piste a iniziare dalla leggendaria pista nera di Piz Nair. Il Corvatsch, invece, è situato sopra Silvaplana ed è collegato alla città da navette. Qui, ogni venerdì sera, a partire dal 6 dicembre si scia anche dalle 19 all’una di notte (da febbraio fino alle 2 di notte) sulla pista numero 10 (quattro chilometri di tracciato dalla stazione intermedia di Murtèl fino a Surlej) illuminata a giorno e si fa festa nei locali aperti per l’occasione.


Il Diavolezza è raggiungibile in treno e in autobus dal centro di Sankt per sciare, letteralmente immersi tra cielo e ghiacciai su 35 chilometri di piste abbastanza impegnative, compreso il percorso che parte a 3mila metri, dal ghiacciaio del Morteratsch, e scende per dieci chilometri fino a valle circa. Dopo una giornata sulla neve, sul Diavolezza ci si può rilassare in una vasca jacuzzi (al Berhaus Diavolezza) ammirando i ghiacciai del Piz Palü, del Piz Bernina e del Piz Bellavista. Fanno parte del comprensorio anche Zuoz 32 chilometri di piste ideali per bambini e famiglie sette piccole aree dell’Alta Engadina.

 San Bernardino (Confin)

La stagione, la seconda dalla rinascita di questo comprensorio della Val Mesolcina a due ore di autostrada da Milano, aperta lo scorso 7 dicembre, arriva fino al 30 marzo. Un giornaliero per inizio stagione costa 45 franchi circa.
Concedersi una giornata, o meglio ancora una piccola vacanza al San Bernardino, ha un gusto retrò da un lato e, d’altro, permette di gettare uno sguardo sul futuro vivendo in prima persona la metamorfosi della destinazione.

Il comprensorio vanta 46 chilometri di piste (15 tracciati in tutto), comprese tra 1642 e 2515 metri di altezza e servite da 11 impianti, ed è tornato in pista dopo anni di chiusura solo la scorsa stagione grazie all’operazione di rilancio della destinazione avviata da San Bernardino Swiss Alps e tutt’ora in corso. Il San Bernardino, infatti, già meta di termale grazie alle acque ricche di ferro, zolfo e magnesio, era stata meta prediletta di milanesi e ticinesi per tutti gli Anni ’70 e ’80 grazie ai suoi pendii ricchi di neve. Ma poi era iniziato un lungo declino con conseguenti mancati investimenti, fino alla chiusura degli impianti nel 2012.
Da non perdere anche i circuiti di sci di fondo particolarmente panoramici (33 chilometri per sei percorsi medio-facili e un anello impegnativo), le escursioni panoramiche anche intorno ai laghi alpini e lo sleddog.

Splügen-Tambo


A diciassette chilometri dal San Bernardino si trova Splügen-Tambo. La stagione di questo piccolo comprensorio a ridosso del passo dello Spluga, a lungo il più importante collegamento fra i Grigioni e l’Italia, aperto lo scorso 7 dicembre, chiude il 30 marzo.
Difficile trovare lunghe attese per salire in vetta visto che i trenta chilometri di piste (di cui sei chilometri di nere e 12 di rosse) compresi tra i 1500 e i 2200 metri di altezza sono serviti da sette impianti. 
 Di venerdì sera si scia in notturna dalle 19 alle 21.30 per 22 franchi (skipass adulto), mentre il giornaliero ha un prezzo compreso tra i 44 e i 55 franchi e sono previste molteplici promozioni per studenti, famiglie, gruppi e anche, per chi vuole festeggiare gli anni sulla neve, anche per il giorno del proprio compleanno.


Flims-Laax- Falera


Il comprensorio di Flims-Laax e Falera, tra le destinazioni più facilmente accessibili dall’Italia, è stato aperto il 30 novembre per poi abbassare i tornelli il 21 aprile.
Lo skipass giornaliero per inizio stagione costa in media intorno ai 65 euro (proiezioni a due settimane) e dà accesso a 235 chilometri di piste (di cui il 70% a una altitudine superiore ai duemila metri) servite trenta impianti attorno al Crap Sogn Gion. Nel resort trovano spazio anche cinque snowpark e all’half pipe più grande del mondo che rendono Flims-Laax e Falera un paradiso dei freestyler. Proprio qui in effetti ha sede anche la Freestyle Academy.
Non mancano appuntamenti con lo sci in notturna sui sei chilometri di pista che da Curnius scendono su Laax Murschetg e anche la discesa alla sola luce della luna piena preceduta da una cena in cima al Crap Sogn Gion.
Tutti i sabati da marzo in poi infine si scia all’alba, a partire dalle 7.30, senza costi aggiuntivi.


Davos


Davos non è solo luogo di incontro per i grandi della terra con l’annuale appuntamento con il World Economic Forum e sede di una delle gare di Coppa del Mondo, ma è anche una destinazione d’eccellenza del turismo sulla neve. Con una tradizione negli sport invernali che risale al 1864, Davos propone esperienze d’antan come il giro in carrozza nella valle di Sertig e il villaggio igloo in cima al Weissfluhjoch, la “Montagna Incantata” di Thomas Mann, unite a tutte le più recenti tendenze sci ai piedi.
Qui la stagione entra nel vivo il 30 novembre, dopo l’apertura di singoli impianti il 22 sull’area Parsenn/Gotschna, per poi chiudersi il 21 aprile. Lo skipass in questo inizio stagione  si attesta intorno ai 70 franchi (proiezioni a due settimane).

A Davos si scia guardando il Piz Kesch e il Bernina su 300 chilometri circa complessivi di  tracciati (per un totale di 85 piste di cui 16 nere) compresi tra i 1500 e i 2800 metri di altezza e serviti da 59 impianti di risalita.
 Il comprensorio, facilmente raggiungibile anche via treno (dalla stazione ferroviaria di Davos-Kloster Davos Dorf), si si compone di diverse aree non tutte collegate tra loro, tra cui le maggiori sono Jacobshorn, luogo di culto per snowborder e freestyler e il Parsenn/Gotschna.


Vals 3000


L’esclusività è la cifra di Vals Questo villaggio immerso nel paesaggio montano del Dachberg  ha fatto del suo codice di avviamento postale (7132) un brand, unendo la destinazione alpina al benessere termale.  A Vals 3000 si scia dal 21 dicembre al 6 aprile su dieci piste (25 chilometri in tutto) servite da cinque impianti con uno skipass di 39 franchi. La fila è sconosciuta.
Il relax è poi assicurato dalle acque mineralizzate della sorgente St Peter al centro del complesso 7132 Therme costruito con 60mila lastre di quarzite locale da Peter Zumthorn.


Arosa Lenzerheide  


Questo paradiso baciato dal sole e chiuso al traffico collega da dieci anni due aree, Arosa e Lenzerheide, con una funivia. La stagione prende il via il 30 novembre per chiudersi il 21 aprile.
Qui si scia immersi nel paesaggio della Valle Schanfigg su 225 chilometri di piste (di cui 110 di tracciati blu) compresi tra i 1229 e i 2865 metri di altezza e serviti da 43 impianti oltre a sette snowpark.  Lo skipass giornaliero raggiunge i 62 franchi ma si trovano offerte nelle prossime settimane a molto meno (39 franchi).


E se la giornata non basta a soddisfare la voglia di neve, ogni venerdì sera, a Lenzerheide, due impianti aprono anche dalle 18.00 alle 24.00. Bisogna invece aspettare la luna piena per godersi la discesa da 2865 metri sopra il livello del mare dopo una cena al ristorante Rothorngipfel. Tra le proposte serali c’è anche la light ride, una slittata sulla pista Scharmoin Canols tra installazioni luminose. I più curiosi infine possono accompagnare i gattisti a rifare le piste al costo di 220 franchi.
Oltre alle avventure nella neve, infine, ad Arosa si visita il Santuario degli Orsi.

Andermatt (Canton Uri) -Sedrun-Disentis (Grigioni): il resort dove si uniscono due cantoni


La stagione di questo esteso comprensorio, nel cuore delle Alpi Svizzere e a cavallo tra Canton Uri e Grigioni, è entrato a regime il 21 dicembre (anche se il 14 dicembre è stato aperto Andermatt – Sedrun) per chiudersi il 6 aprile. Sono possibili aperture precedenti di singoli impianti a seconda dell’innevamento. 
Complessivamente si scia su 180 chilometri di piste (di cui 84 chilometri di tracciati rossi) serviti 34 impianti di risalita che spesso sfiorano i 3mila metri. Da non perdere la pista Bernhard-Russi sullo Gemstock di Andermatt: quattro chilometri di adrenalina pura. Gli skipass giornalieri in alta stagione quotano intorno ai 90 franchi.


La peculiarità delle piste di queste tre destinazioni alpine, sorte in un’area considerata riserva idrica d’Europa (qui sgorgano Reno, Rodano, Reuss e Ticino), è quella di essere raggiungibili via treno dall’Italia. Ogni destinazione ha poi sviluppato una propria anima. Andermatt, da antico villaggio alpino ai piedi del Gottardo costellato da abitazioni tradizionali in legno e pietra, è negli anni divenuto una meta del turismo internazionale a cinque stelle. Disentis invece è un piccolo borgo al di là del passo dell’Oberalp dominato dall’abbazia benedettina e con un’offerta turistica particolarmente apprezzata dal pubblico più sportivo.

Airolo- Pescium (Canton Ticino)


Il comprensorio di Airolo- Pescium aperto il 14 dicembre, chiude la stagione invernale il 6 aprile. Il comprensorio conta su 30 chilometri di piste (di cui la metà facili) serviti da otto impianti che arrivano fino a 2250 metri di altezza.
Lo skipass giornaliero si attesta intorno ai 40 franchi. Qui si scia anche con lo stagionale Ticinopass (per un adulto costa 399 franchi fino al 30 novembre, 499 dopo) che apre i tornelli dei resort sciistici di tutto il Cantone con sconti, anche importanti, anche sui comprensori vicini, a iniziare proprio da Andermatt-Sedrun-Disentis.

Ulteriori informazioni: Svizzera Turismo

Credit photo dall’alto: Romano Salis. Fabian Gattlen. SteveHadorn. ©EngadinStMoritzMountains_Romantik-Hotel-Muottas-Muragl. Fabian-Gattlen. Stefan-Bienz. Fabian-Gattlen. Romano Salis.

Cinzia Meoni

Cinzia Meoni

Giornalista professionista appassionata di viaggi, sci, musical, enogastronomia e gatti. Generazione Erasmus o per chi preferisce Interrail, ho attraversato l'Europa e non solo con qualsiasi mezzo e budget. Ogni viaggio, anche nella mia stessa città, rappresenta un'avventura che porta a nuove conoscenze e competenze. Mi piace scoprire nuove destinazioni, percorrere strade inconsuete, tornare in luoghi dimenticati dai grandi flussi turistici e sollevare il velo su nuove aperture. E per ricaricare le energie vado a Londra o in alternativa, se non posso muovermi da casa, mi rifugio alle terme

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