Un'opera in musica fra le più divertenti del teatro di Carlo Goldoni, ispirata al genere di film Anni ’60.

“Gl’innamorati” di Goldoni debuttano al teatro Litta

Scritto da Giuseppina Serafino on . Postato in Appuntamenti, cinema

Un’opera in musica fra le più divertenti del teatro di Carlo Goldoni, ispirata al genere di film Anni ’60. Un coinvolgente mix tra sentimenti e canzoni. In scena da mercoledì 17 dicembre 2019 a domenica 19 gennaio 2020.

Milano, Italia.
Una delle opere più divertenti di Carlo Goldoni è “Gl’innamorati”, con tutte le maschere ereditate dalla Commedia dell’Arte ma con un senso di grande modernità, in cui sussistono dei meccanismi comici incredibili. Per questo il Musicarello è scaturito perché, a detta del regista dello spettacolo in scena al Teatro Litta, tutti abbiamo bisogno di cantare quando proviamo emozioni, per sentirsi meno fragili e vulnerabili. Si tratta di un genere cinematografico di chiara matrice popolare, nato negli anni Cinquanta ma che si sviluppò nel decennio successivo. A differenza del musical, il Musicarello, nasce proprio in Italia per incrementare le vendite dei dischi di cantanti allora molto in voga come Gianni Morandi e Caterina Caselli; la trama è molto semplice poiché basata sul tema della canzone in oggetto. “Abbiamo voluto rinverdire questo genere tipicamente italiano e trasportarlo in Teatro, divertendoci a mescolare l’alto linguaggio goldoniano a quello più immediato, ma altrettanto potente, della canzone”.

Una piccola compagnia teatrale si trova a dover provare “Gl’innamorati” da Goldoni, ogni settimana su un palcoscenico diverso, con la necessità di adattare ogni volta le proprie interpretazioni a causa della propria povertà e della mancanza di ingaggi; prove fra ingombranti scenografie degli spettacoli ufficiali, nella giornata del loro riposo , il lunedì. Due anni di vita estenuante, dinanzi a platee vuote, con trame dell’opera che si intrecciano a quelle delle vite private di ognuno. Gianni, assistente alla regia, si trova a dover risolvere le situazioni più disparate, affrontando mille ruoli. Vi sono poi Eleonora, relegata in ruoli minori e Beatrice, giovane promessa, amata da tutti ma, soprattutto da Leonardo, attore di fiction, elemento di punta della compagnia, dedito agli eccessi in genere. Ambrogio è l’ amministratore di compagnia in omaggio alla sua veneranda età e alla sua carriera, strenuo difensore della filologia e della classicità, che si trova a scontrarsi con Carlo, regista che attraverso le canzoni, vorrebbe portare innovazione e contemporaneità in un Teatro, che, a suo avviso, rischia di rimanere antiquato e paludato.

Un’ ambientazione scenografica che disorienta per la presenza di alcuni arredi moderni, una struttura narrativa molto articolata e con una recitazione incalzante e convulsa, inframmezzata da canzoni che vanno da “Il cielo” di R. Zero a “Maledetta primavera” di L. Goggi e “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri, passando da “Stasera mi butto” a “Ricominciamo di A.Pappalardo. Un diverso modo di proporre il Teatro che il pubblico ha dimostrato di gradire per la carica innovativa che non lascia indifferenti.

Da Carlo Goldoni, drammaturgia Valeria Cavalli e Debora Virello, collaborazione al testo e regia Pietro De Pascalis, assistente alla regia Chiara Pellegatta, con Gaetano Callegaro, Pietro De Pascalis, Loris fabiani, Jacopo Fracasso, Valeria Girelli, Isabella Perego, consulenza musicale Alex Procacci, scenografia Claudio Intropido, costumi Giulia Giovanelli, direttore di produzione Elisa Mondadori, produzione Manifatture Teatrali Milanesi, Spettacolo sostenuto nell’ambito di Next 2019-2020

Teatro Litta
c.so Magenta, 24
31 dicembre: spettacolo, brindisi, musiche, balli e… oroscopo 2020!
Costo spettacolo e festa di Capodanno: 80€
Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it / 02-86454545

Giuseppina Serafino

Giuseppina Serafino

Tutto è nato per caso…dai viaggi d’infanzia al Sud, da quell’osservare il mondo dal finestrino di un treno, che procurava un senso di pienezza e di libertà. E poi...la passione per la bicicletta e il cicloturismo, la scrittura, da letterata a giornalista; la musica come una sorta di azione terapeutica, per il cuore prima ancora che per la mente. In seguito sono sopraggiunti il cinema e il trekking, come metafora di un obiettivo da raggiungere in un perenne viaggio sempre da costruire. Sì, i viaggi,in stile low cost e “fai da me”. Una vita forse frenetica, ma inebriante… sia pure, a modo mio!