FLY AND DRIVE IN ECUADOR, IL PAESE SITUATO SULLA COSTA OCCIDENTALE DEL SUDAMERICA A CAVALLO DELL’EQUATORE

Scritto da Pamela Cazzaniga on . Postato in viaggi senza barriere

La sua capitale, Quito, famosa per il centro cittadino in stile coloniale è posta ai piedi delle Ande a 2850 m. Il paesaggio andino con la sua popolazione rurale e le strutture ricettive prive di riscaldamento e con la pompa per scaldare l’acqua per lavarsi. Cuenca, città del cappello Panama e terza del Paese per numero di abitanti. Guayaquil, considerata la “porta sul Pacifico” per la sua posizione strategica sul’oceano. Ma anche parchi nazionali dove i lama girano incustoditi, iguane giganti che sollazzano nelle piazze, cuy asado, birre artigianali e tanta cordialità. L’Ecuador è questo e molto altro!

Ecuador, Sudamerica.
In passato veniva chiamato Equatore (in italiano), si affaccia sull’Oceano Pacifico e confina con la Colombia ed il Perù. L’Ecuador è una Repubblica presidenziale dove si parla spagnolo ed il 95% dei suoi 15.000.000 di abitanti è di fede cattolica. E’ diviso in tre regioni turistiche, a queste si aggiunge l’arcipelago delle Galapagos, è il più piccolo tra i paesi andini ed offre una grande varietà di paesaggi. La capitale dell’Ecuador è Quito, ufficialmente San Francisco de Quito, città divisa dai due emisferi. Ha oltre due milioni di abitanti ed è aggrappata sulla Cordigliera delle Ande nella regione centro settentrionale dello Stato. Questa vivace città non è solo il cuore politico ed economico dell’Ecuador, ma anche una delle realtà urbane più vivaci della regione dai punti di vista culturale e turistico, grazie ad una sapiente commistione tra l’antica cultura della Sierra e il cosmopolitismo degli ultimi anni. Quito divenne la capitale del neonato stato dell’Ecuador solo nel 1830, quando dopo l’indipendenza dalla Spagna e la fine della Grande Colombia, le altre nazioni sudamericane riconobbero dapprima il nuovo Stato e la città venne scelta per via della sua importanza culturale ed economica. Non a caso Quito fu la prima città al mondo a essere dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il cuore del centro storico è Piazza Grande, parte più antica e pittoresca della capitale dove si possono ammirare edifici in stile ispano-americano come la Grande Cattedrale, il palazzo presidenziale, il palazzo dell’arcivescovado ed il municipio. La Cattedrale di Quito è un magnifico esempio dell’architettura tardo-cinquecentesca spagnola in Sudamerica e vale la pena entrare al suo interno per ammirare le magnifiche navate decorate e una curiosa scena della Natività dove al posto del bue e dell’asinello si trovano un lama e un cavallo! Non ha la rampa per la sedie a rotelle. Per accedervi vi sono solo gradini. Si prosegue facendo un giro per le intricate stradine del centro che accompagnano la visita con il loro colori sgargianti per raggiungere la zona più pittoresca, La Ronda, dove si concentrano ambulanti e musicisti di strada che rendono l’atmosfera molto festosa. Un’altra meta da non perdere è Plaza San Francisco che oltre alla splendida chiesa con il grande monastero di San Francesco offre una delle più belle viste di tutta la capitale dell’Ecuador, con il grande profilo del vulcano Pichincha che si staglia sulla linea dell’orizzonte. Nemmeno questa chiesa è accessibile in carrozzina. Per concludere la giornata si può fare un giro durante la serata nel quartiere di La Mariscal dove si concentrano i locali più alla moda e la vita notturna più vivace di Quito.

Da Quito a Cuenca, la città dove nasce il Panama. In molti hanno associato il famoso cappello, preferibilmente bianco con nastro nero, al canale di Panama, ma in realtà la patria del Panama è l’Ecuador. E’ il simbolo di questa terra, un prodotto le cui esportazioni hanno sostenuto l’economia per anni tanto da offrire un’entrata economica supplementare alle famiglie residenti a Cuenca e a Montecristi. Il centro storico di Cuenca è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e risale al XVI secolo. Ricco di chiese, edifici storici e musei, la cosa più piacevole da fare a Cuenca è passeggiare nelle strette vie acciottolate, sedersi in una delle tante piazze e rilassarsi. La piazza principale, Parque Calderón, è il centro della città ed è dominata dalla Cattedrale dell’Immacolata Concezione, ma conosciuta anche con il nome di “cattedrale nuova“. Le sue enormi cupole di colore azzurro risaltano rispetto ai mattoni marroni dell’edificio principale. Non è accessibile in sedia a rotelle. Il Rio Tomebamba scorre nel centro cittadino e i bellissimi edifici coloniali si affacciano sulle sue sponde. In realtà si ergono su Calle Larga, la via parallela al fiume, ma più alta. Quindi le case sembrano sospese sul fiume; gli abitanti per questo motivo lo chiamano El Barranco, cioè la rupe. Accanto al fiume hanno realizzato un “paseo“, dove poter passeggiare o andare in bici. Si può osservare il famoso Puente Roto, un vecchio ponte di mattoni, distrutto a causa di un’inondazione, ma oggi ricostruito e tirato a lucido. Nella piazza di San Sebastian, dove si erge l’omonima chiesa, un tempo si tenevano le corride dei tori!

Da Cuenca a Guayaquil! C’è chi la considera solo un punto di passaggio prima di tuffarsi tra gli autentici colori delle Galapagos, ma Santiago de Guayaquil, nota solo come Guayaquil, una delle realtà più importanti dell’Ecuador, non è da sottovalutare. Ebbene sì, questa cittadina, divenuta un porto di spicco di tutta l’America del Sud, di recente si sta ritagliando un posto di tutto rispetto nel mercato del turismo rivelandosi una delle mete emergenti da tenere d’occhio. Oltre ad essere nota come “la capitale economica dell’Ecuador”, Guayaquil è conosciuta anche come “La Porta del Pacifico” in quanto, a fare la differenza, è la sua posizione che la vede affacciarsi sull’Oceano Pacifico e, ovviamente, il suo clima mite in grado di rendere ogni visita davvero piacevole a prescindere dal tipo di viaggio che si intende organizzare, che sia culturale, rilassante, avventuroso etc. La città si gira piacevolmente a piedi, un modo interessante per scoprire il suo passato coloniale così come le continue evoluzioni che la vedono protagonista di importanti progetti urbanistici: uno dei punti caldi è sicuramente il Malecón 2000, una passeggiata di 3 km circa in riva al fiume Guayas inaugurata di recente, nel 2009, là dove hanno luogo ristoranti, negozi, botteghe di artigianato, musei e luoghi di svago come il Mercado Sur, un vecchio mercato riqualificato e divenuto al giorno d’oggi un contenitore di manifestazioni artistiche e commerciali. A rapire lo sguardo sono i quartieri di Las Penas e Cerro Santa Ana, purtroppo irraggiungibili in sedia a rotelle a causa dei circa 440 gradini da superare. Dal basso le numerose abitazioni sembrano tanti petali colorati che formano un grande fiore, in realtà le case coloniali di questi due quartieri offrono una vista spettacolare della città e del fiume. Ai piedi della chiesa di San Francesco, accessibile tramite rampa laterale, si trova il Parque de las Iguanas, dove alcune iguane terrestri di varie grandezze si intrattengono con i turisti. Curato, pulito e controllato dalle guardie, questo parco, conosciuto anche come Parco Seminario, affascina e stupisce proprio per i suoi simpatici animali!

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Accessibilità in sedie a rotelle
L’Ecuador è un Paese piuttosto arretrato in termini di accessibilità. Le barriere architettoniche sono ancora evidenti, ma non per questo è impossibile visitare le sue attrazioni in sedia a rotelle. Con un aiuto ce la si può tranquillamente fare. Le città presentano delle rampe per salire e scendere dai marciapiedi, anche se piuttosto ripide. Quasi nessuna chiesa è munita di scivolo per l’accesso. E’ difficile trovare un bagno per disabili nei vari bar e ristoranti. Ho trovato pochissimi posteggi riservati a persone con disabilità. Non ho trovato ascensori negli hotel. Ci vuole molto spirito di adattamento ed una passione smisurata per il viaggio per visitare l’Ecuador, ma vi assicuro che non ve ne pentirete! Ne vale sicuramente la pena!

Imperdibile
La Midad del Mundo. Il monumento Mitad del Mundo si trova a San Antonio de Pichincha, a 30,6 km da Quito. (50 minuti in macchina) Il Monumento Mitad del Mundo fa di Quito l’esempio più famoso di città divisa fra due emisferi. L’edificio fu costruito nel luogo in cui un esploratore francese segnò la linea dell’equatore nel 1736. Qui potrete quindi stare letteralmente con un piede in ciascun emisfero. Oppure, come me, con una ruota nell’emisfero boreale e l’altra in quello australe! Scoprite in che modo è stata calcolata la traiettoria dell’equatore e ammirate la lunga linea che ne segna il passaggio. Tramite l’ascensore è possibile salire in cima all’osservatorio posto al secondo piano del monumento di pietra, mentre il museo, situato al primo piano, è raggiungibile solo mediante le scale. L’intero complesso è accessibile in sedia a rotelle. Mercato di Otavalo, il mercato artigianale più famoso di tutto il Sudamerica. Gli indigeni di Otavalo, chiamati Otavaleños, sono infatti famosi per la tessitura e la manifattura, talmente tanto belli da diventare un richiamo per gente locale ma soprattutto per turisti provenienti da tutto il mondo. Vestono ancora abiti tradizionali e indossano cappelli neri a tesa larga. Non vogliono farsi fotografare, chiedere prima il loro permesso previo un dollaro di ricompensa. Bello perdersi tra le centinaia di bancarelle dove colori, sapori e lingue si mischiano diventando un tutt’uno! Il giorno consigliato per visitare il mercato è il sabato, quando le bancarelle riempiono tutte le via di questa graziosa cittadina. Le strade sono asfaltate ma in alcuni punti sono rotte con buche e pezzi di sterrato. Vi sono delle piccole rampe per l’accesso ai marciapiedi, ma sono spesso occupate dai banchetti del mercato. Laguna di Quilotoa, 3914 m. Quilotoa è un piccolo villaggio che deve la sua fortuna al famoso cratere vulcanico, ormai spento e alla spettacolare laguna. Gli abitanti del luogo sono tutti indigeni con le tradizioni radicate, la lingua quecha e i particolari costumi. Lasciando la famosa Panamerica, si prende una strada che si addentra nell’entroterra rurale, regalando dei panorami stupendi: canyon, piccole capanne di agricoltori, greggi di pecore o di lama e asinelli dal pelo molto buffo. Arrivati a Quilotoa, bisogna pagare una tassa d’ingresso di 2$ USD e registrarsi segnalando il numero di passaporto. La bellissima laguna è visibile tramite delle passerelle di legno percorribili in sedia a rotelle. Appena ci si affaccia sul cratere del vulcano, si ha una spettacolare vista della laguna con le sue acque verdi cristalline che distano 400m più in basso. Parco Nazionale di El Cajas. Ci si passa in auto da Quilotoa a Cuenca. Il paesaggio lascia senza fiato ed è possibile avere un incontro ravvicinato con i numerosi lama che girano incustoditi in quest’area naturale di alta montagna. Fabbrica dei Panama Homero Ortega a Cuenca. Homero Ortega è una società che produce cappelli di Panama e altri articoli di paglia. Cinque generazioni della famiglia Ortega dedicate a questa attività li collocano come la più antica azienda con la maggiore esperienza nella produzione ed esportazione di cappelli di Panama. Homero Ortega cerca di generare uno sviluppo socio-economico in Ecuador e mette in evidenza il suo mestiere nel contesto globale, utilizzando elementi biodegradabili per conservare l’ambiente. Visita guidata gratuita e possibilità di provare e acquistare diversi tipi di cappelli Panama. La fabbrica viene adattata con delle rampe mobili durante il giro di persone in sedia a rotelle.


Dove mangiare 
Fiambre Restaurant a Quito. Se non siete vegetariani dovete assolutamente assaggiare il cuy asado, ovvero il porcellino d’India. Per la preparazione del piatto, l’animale viene macellato con poco anticipo, lavato con acqua calda e la lana viene rimossa in “un processo laborioso; poi si apre la cavia, gli organi vengono rimossi ed è pronto per andare in cucina. La cavia arrostita viene preparata incrociando l’animale con un bastoncino e mettendolo su carbone, girandolo per un’ora e applicando un condimento basato su achiote. Sul piatto, di solito viene servito l’intero porcellino d’India, compresi la testa e le zampe, accompagnato con patate arrostite e un po ‘di salsa, come il tradizionale peperone ecuadoriano. The Spoon, ristorante posto sulla strada principale dove si osserva la Laguna di Quilotoa. Cucina sudamericana ed ecuatoregna. Tra i suoi piatti vi sono pollo alla griglia con riso e verdure e trota impanata con patate. Il tutto accompagnato da buonissimi birre artigianali. Ristorante El Bodegon a Cuenca. Qui si possono gustare piatti della cucina spagnola, mediterranea e vegetariana. E’ situato nel centro della città ed è spesso affollato. Piatto consigliato: fanesca, zuppa di pesce e latte. Adatta per chi ama i sapori in agrodolce. Ristorante La Canoa a Guayaquil, sito nel Parco del las Iguanas. Il granchio è il piatto tipico di questa cittadina di mare. Vi consiglio di mangiarlo accompagnato dal riso… Sarete soddisfatti ma soprattutto pieni!


Dove dormire
Hotel Huasi Continental, Quito. Posizione centrale a pochi passi da Piazza Grande. Hotel semplice ma funzionale. E’ possibile prenotare escursioni e anche la navetta da/per l’aeroporto. Colazione con prodotti fatti in casa. Il punto di forza è la cortesia del personale. Runa Wasi Quilotoa, Laguna di Quilotoa. Se desiderate stare a stretto contatto con la popolazione andina questo è il posto che fa per voi. Per avere l’acqua calda per lavarvi dovete chiedere di azionare la pompa esterna, non c’è riscaldamento (le camere vengono riscaldate con stufe a legna), no televisione e cena tutti assieme alle 18.30 per poi andare a dormire presto! Esperienza indimenticabile!Le donne andine, coi loro abiti tradizionali e le lunghe trecce nere, ti fanno sentire come a casa propria. Hotel Siena Cuenca. E’ situato nel centro storico della cittadina, distante appena 200 metri dalla Nuova cattedrale. Tutte le sistemazioni sono dotate di scrivania, armadio, set di cortesia per il bagno e tv a schermo piatto. Reception aperta 24 h e colazione intercontinentale. Hotel Corona Real Guayaquil. Rampe per l’accesso delle sedie a rotelle. Camere spaziose con letti singoli. Parcheggio gratuito, servizio lavanderia, ristorante, reception aperta 24h, wi-fi gratuito. E’ leggermente decentrato rispetto alle attrazioni principali, che distano cinque km.

Pamela Cazzaniga

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Pamela Cazzaniga

Pamela Cazzaniga

Solare, vivace ed esuberante ama da sempre le lingue e i viaggi. Vive in provincia di Lecco, vicina alla soglia dei 40 anni è da 18 su una sedia a rotelle a causa di un brutto incidente stradale. Dopo aver superato il trauma ha ripreso a girare il mondo e, sull’onda di questa grande passione, nel 2014, ha aperto un blog “ilmondodipamela.it” per stimolare i disabili a viaggiare. Felice di collaborare con Agendaviaggi che le permette di realizzarsi come donna, viaggiatrice ma soprattutto come disabile. Il suo motto è “crederci sempre arrendersi mai!”