ELOGIO DELLA NON MATERIA: A REGGIO CALABRIA INAUGURATA “OPERA” DI EDOARDO TRESOLDI

ELOGIO DELLA NON MATERIA: A REGGIO CALABRIA INAUGURATA “OPERA” DI EDOARDO TRESOLDI

Scritto da Chiara Curia on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Il 12 e il 13 settembre è stata inaugurata “Opera”, installazione permanente di Edoardo Tresoldi su Lungomare Falcomatà, a Reggio Calabria. Nel fine settimana dell’inaugurazione, la città è stata protagonista di eventi musicali, performances artistiche e poetiche.



Reggio Calabria, Italia.
Il tempo che viviamo, concentrato sul mito dell’apparenza e della perfezione a tutti i costi, concede sempre più spazio all’enfatizzazione del rumore per riempire i vuoti di vite sempre più frenetiche. Le città si riempiono di appartamenti sempre più piccoli e la piazza, luogo dell’anima nata per stimolare la socializzazione, si svuota, per spostarsi nelle piazze virtuali. L’arte è dunque chiamata, oggi più che mai, a stimolare la contemplazione come finestra aperta sulla fantasia, fuoco che accende la creazione. Questa è la sfida accolta da Edoardo Tresoldi, che ha presentato a Reggio Calabria, la sua ultima creazione: Opera.

La sfida che l’artista lombardo lancia con le sue opere si pone l’obiettivo di indagare sul concetto di contemplazione: Tresoldi plasma la rete metallica, la nobilita, conferendole quelle forme care all’arte occidentale. In Opera, la rete si srotola in 46 colonne doriche che raggiungono fino agli otto metri di altezza: la materia è solo un mero profilo, attraverso le sue maglie lo sguardo può spaziare, perdersi fra gli alberi che giocano in altezza con le colonne o distendersi lungo la linea del mare.


Edoardo Tresoldi crea un’architettura aperta, interamente percorribile dai visitatori, inserito all’interno del vasto parco di via Giunchi sul lungomare Falcomatà. All’interno dell’installazione, l’agorà conosce un nuovo significato di virtuale: è un luogo fisico, ma in un contesto in cui i contorni sono solo delineati. La trasparenza del materiale svuota la materia del suo tratto più distintivo, facendola interagire con la luce, la terra, l’immaginazione. Edoardo Tresoldi ha posto al centro del suo percorso artistico il dialogo fra uomo e natura, portando l’immaginazione umana a spaziare e confrontarsi in una dimensione spazio-temporale dematerializzata.

Le sue installazioni sono state allestite in tutto il mondo, da Parigi a Barcellona, in via permanente o site-specific in occasione di eventi e manifestazioni, come nel caso di “Etherea” installazione realizzata nel 2018 per il Coachella Festival negli USA. Numerose sue opere sono presenti in Italia: in Calabria, Opera è la seconda installazione dell’artista dopo “Il collezionista di venti” realizzata a Pizzo Calabro nel 2013. Il progetto più ambizioso realizzato riguarda il restauro della Basilica di Siponto in Puglia, su commissione del Mibact nel 2016. Lo straordinario lavoro gli varrà la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2018 – Premio Speciale alla Committenza, il premio più importante in campo architettonico istituito da Triennale Milano.


Per l’inaugurazione dell’opera, promossa e commissionata dal Comune di Reggio Calabria e la Città Metropolitana, sono stati organizzati eventi gratuiti che hanno coinvolto la popolazione, nel rispetto delle normative anti-covid. I momenti della giornata, mattino, tramonto e notte, sono stati scanditi dalla colonna sonora realizzata da Teho Teardo, mentre lo scrittore Franco Arminio ha curato i momenti poetici. Inoltre, il cantante calabrese Brunori Sas ha tenuto un concerto a sorpresa nella notte di sabato 12 settembre.
Opera ha ufficialmente donato un nuovo profilo alla città di Reggio Calabria: lo sguardo ora può spaziare dalle rive dello Stretto ed oltre, contemplando contemporaneamente passato e futuro.
Foto Roberto Conte

Info: Edoardo Tresoldi


Chiara Curia

Chiara Curia

“Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”: nata in Calabria e cresciuta a Milano nei primi anni di vita, sono ritornata sullo Jonio abbastanza in fretta da sentire il legame ancestrale con il mare, con lo scirocco e con il viaggio nelle vene. Mi sono trasferita a Roma appena maggiorenne per studiare Giurisprudenza (e non ci si può aspettare niente di diverso da chi è nato qualche giorno dopo che iniziasse Mani Pulite), ho lasciato un pezzo di cuore a Valencia dove ho vissuto un anno, innamorandomi dello spagnolo come fosse la mia lingua madre. Lavoro sui fondi europei, che mi permettono di viaggiare spesso, leggo più libri contemporaneamente, adoro farmi fotografare dal mio compagno, torno al mare tutte le volte che posso. Marquez mi ha insegnato ad amare, Camilleri a sentire i legami con la mia terra, Calvino a salire su un albero e non mettere più i piedi a terra, impegnata come sono a sognare.