Quando l’estate sfuma nell’autunno, la Croazia si rivela attraverso i suoi vigneti e il rito della vendemmia. Un viaggio sensoriale tra le colline di Plešivica e i tesori storici di Ilok, dove il vino diventa il filo conduttore per scoprire l’anima più autentica del territorio e un’ospitalità fatta di incontri genuini e ritmi lenti.
Croazia.
C’è un momento preciso in cui la Croazia smette i panni della destinazione balneare per indossare quelli, più caldi e ambrati, della terra di tradizione e di confine. Con l’arrivo di settembre, il paesaggio cambia volto: l’aria si fa più limpida, i boschi iniziano a virare verso l’oro e le campagne si popolano per il rito collettivo della vendemmia. È la stagione ideale per chi cerca un viaggio capace di unire la bellezza della natura alla profondità della storia, seguendo il richiamo delle strade del vino che attraversano il Paese.

Sveti Ivan Zelina e l’anima della Kraljevina
A breve distanza dalla capitale, la Strada del vino di Sveti Ivan Zelina si svela come un piccolo segreto ben custodito tra i rilievi del Prigorje. Qui la viticoltura non è un’aggiunta al paesaggio, ma la sua stessa essenza. Passeggiando tra i borghi rurali, ci si imbatte nella kraljevina, un vitigno bianco autoctono che è l’orgoglio dei produttori locali. Entrare nelle loro cantine a settembre significa respirare il profumo del mosto e assaggiare vini che conservano una freschezza d’altri tempi, in un contesto dove l’accoglienza ha ancora il sapore della convivialità spontanea.

L’eleganza di Plešivica e le sue “bollicine”
Salendo verso i pendii più scoscesi e soleggiati, si incontra Plešivica, un vero anfiteatro naturale che molti esperti paragonano alle grandi regioni spumantistiche francesi. Questa zona è celebre per la produzione di vini spumanti e bianchi di altissimo profilo, frutto di una cultura del vino che si tramanda gelosamente di generazione in generazione. Le cantine, spesso piccole realtà a conduzione familiare, offrono degustazioni che sono veri racconti d’amore per la terra, regalando un’esperienza sofisticata e al tempo stesso profondamente legata alla tradizione rurale.

Ilok: dove la storia si fa calice
Proseguendo verso la Slavonia orientale, si raggiunge Ilok, una città dove il vino è letteralmente parte dell’architettura urbana. Qui le enoteche scandiscono il tempo della vita cittadina e le vigne si spingono fin quasi a ridosso delle mura storiche. Dalla maestosità del Castello Odescalchi ai panorami infiniti che si godono da Vukovo e Principovac, ogni sosta è un invito a scoprire varietà come la graševina e il riesling. È un luogo dove la nobiltà del passato si fonde con la concretezza del lavoro agricolo, offrendo scorci di una bellezza struggente sotto la luce del primo autunno.

Vivere il territorio con i Local Host
Per chi non vuole limitarsi a essere un semplice spettatore, la Croazia propone la filosofia dei Local Host. Si tratta di una rete di ospitalità certificata che punta tutto sulla trasparenza e sul legame con la comunità: soggiornare in queste strutture significa essere accompagnati dai proprietari alla scoperta di angoli nascosti, prodotti di stagione a chilometro zero e tradizioni che difficilmente si troverebbero nelle guide standard. È la scelta perfetta per chi cerca un soggiorno sostenibile e desidera sentirsi parte integrante del paesaggio che sta attraversando.
Perché andare in Croazia proprio in questo periodo?
Perché settembre è il mese della “generosità”. Le temperature sono perfette per camminare tra i filari, le strade sono silenziose e si ha il privilegio di assistere al momento più vivo dell’anno: la raccolta dei grappoli. È un viaggio che consigliamo a chi sa apprezzare il valore di un calice bevuto guardando il tramonto sulle colline, lontano dal caos, ritrovando quella connessione con la terra che solo la stagione della vendemmia sa regalare.
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Credit photo dall’alto: Archive Ente del Turismo della città di Osijek. CNTB (2). Denis Despot. CNTB. Courtesy of Noesis Ufficio Stampa




