Dal 1911 ai Mondiali del 1987, dai grandi campioni della Coppa del Mondo fino all’appuntamento del febbraio 2027: Crans-Montana si prepara a riaprire un capitolo della propria storia. Quarant’anni dopo l’edizione che consegnò alla Svizzera un record ancora imbattuto, il grande sci torna sul Haut-Plateau. Ma questa volta la sfida non è soltanto organizzare un grande evento: è dare un nuovo significato a un’eredità lunga oltre un secolo.
Crans Montana, Canton Vallese, Svizzera.
Ci sono luoghi in cui lo sport arriva e altri in cui, lentamente, diventa parte dell’identità. Crans-Montana è una di quelle montagne in cui lo sport non si è limitato a passare: ha lasciato una traccia.
La sua storia con lo sci alpino comincia il 7 gennaio 1911, quando la località ospita la Roberts of Kandahar Challenge Cup, considerata la prima gara di discesa nella storia dello sci alpino. Ideata da Sir Arnold Lunn, la competizione collega il ghiacciaio della Plaine-Morte a Montana e segna un passaggio decisivo verso lo sci agonistico moderno.
Da allora, il rapporto tra Crans-Montana e lo sci attraversa generazioni, campioni e grandi appuntamenti, diventando progressivamente parte della storia stessa della località. Nel dopoguerra, dal 1944, il Trofeo Mont-Lachaux porta sull’Altopiano l’élite dello sci alpino, mentre lo ski bob conosce una crescita importante fino ai Campionati Mondiali del 1969. Le due esperienze contribuiscono anche allo sviluppo della pista Nationale, preparando Crans-Montana ad accogliere competizioni sempre più importanti.
Nel 1977 arriva la prima tappa di Coppa del Mondo FIS. Seguono le edizioni del 1979, 1981 e 1986: anni nei quali la località consolida esperienza e reputazione, fino a ottenere l’assegnazione dei Campionati Mondiali del 1987.

Il ricordo del 1987
Il febbraio del 1987 rimane una pietra miliare. Crans-Montana ospita i Campionati Mondiali di Sci Alpino FIS, allora il più grande evento sportivo mai organizzato in Vallese.
La squadra svizzera vive un’edizione memorabile: 14 medaglie, otto delle quali d’oro. Un bottino che costituisce ancora oggi un record. Ma il lascito di quei Mondiali non è soltanto sportivo. L’organizzazione e il lavoro dei volontari dimostrano come una manifestazione internazionale possa entrare nel tessuto stesso di un territorio, diventando memoria collettiva.
È anche per questo che il 2027 non sarà una semplice riedizione. Sarà, piuttosto, un dialogo tra due epoche.

Dai trionfi di Tomba alla nuova generazione
Dopo il grande appuntamento iridato, Crans-Montana continua a essere una presenza significativa nel calendario internazionale. Nel 1992 arrivano le Finali di Coppa del Mondo, con uomini e donne di tutte le discipline riuniti sull’Altopiano per contendersi i Crystal Globe. Le finali tornano nel 1998, in un’edizione rimasta nella storia anche per la cinquantesima e ultima vittoria di Alberto Tomba, che quel giorno chiude la propria carriera.
Nel 2008 la Coppa del Mondo torna stabilmente a Crans-Montana con le gare veloci femminili. A inaugurare questa nuova stagione è Lindsey Vonn. Quattro anni dopo, nel 2012, tocca agli uomini: Didier Cuche, allora trentasettenne, vince il super-G, firmando sulla neve di casa l’ultima gara della sua carriera.
E c’è anche una dimensione generazionale. Nel 2011 i Campionati Mondiali Junior portano sulla Nationale i migliori giovani talenti del mondo. Tra loro ci sono Wendy Holdener e Alexis Pinturault, destinati a diventare protagonisti dello sci internazionale.
Dal 2016, invece, Crans-Montana diventa un appuntamento classico della Coppa del Mondo femminile. Il Mont Lachaux, spettacolare e impegnativo, ospita negli anni campionesse come Lara Gut-Behrami, Sofia Goggia, Federica Brignone e Mikaela Shiffrin, aggiungendo nuovi nomi a un albo d’oro già ricco.

Il ritorno dei Mondiali
L’idea di riportare i Campionati Mondiali a Crans-Montana prende forma nel 2019, quando viene presentata la prima candidatura per l’edizione 2025. L’assegnazione va a Saalbach-Hinterglemm, ma il progetto non si ferma.
Nel 2022 la FIS affida ufficialmente a Crans-Montana l’organizzazione dei Mondiali 2027. Marius Robyr, Hugo Steinegger e Urs Lehmann sono tra i protagonisti della candidatura che riporta la rassegna iridata sull’Altopiano quarant’anni dopo il 1987.
Nel 2023 nasce la Crans-Montana 2027 Association e prende forma il nuovo comitato organizzatore. Dal 2025 la struttura entra progressivamente nella fase operativa, accompagnando il ritorno del circuito maschile sulla Nationale, celebrato da un podio interamente svizzero. Nel 2026, uomini e donne si ritrovano nello stesso weekend di Coppa del Mondo: una vera prova generale in vista dell’appuntamento iridato.
Ora il progetto è entrato nella fase decisiva. Le idee elaborate negli anni di preparazione devono diventare infrastrutture, percorsi, servizi e soprattutto un’esperienza capace di accogliere il mondo dello sci.

La grande macchina del 2027
Le proporzioni raccontano meglio di qualsiasi slogan la dimensione della sfida. In quattordici giorni, Crans-Montana ospiterà quasi 600 atleti provenienti da circa 80 nazioni, impegnati sulle piste del Mont Lachaux e della Nationale.
Il programma prevede 11 titoli mondiali, distribuiti nell’arco dell’evento dal 1° al 14 febbraio 2027. La cerimonia di apertura è prevista il 1° febbraio a Ycoor, mentre la cerimonia di chiusura accompagnerà l’ultima gara, lo slalom maschile, il 14 febbraio.
Dietro le gare si muoverà una macchina organizzativa di dimensioni notevoli. Lo stadio d’arrivo potrà accogliere fino a 10.000 spettatori, mentre ogni giorno sono previsti quasi 1.000 ospiti VIP.
Sul fronte tecnico, i numeri diventano quasi spettacolari: oltre 40 chilometri di reti di sicurezza, 2.300 pali e quasi 900 tonnellate di materiale dovranno essere consegnati, distribuiti e installati. Il team tecnico conta circa 60 persone, già mobilitate in modo progressivo e destinate a intensificare il lavoro all’inizio del 2027.
A disposizione degli addetti ai lavori ci saranno inoltre 42 container per gli uffici, 140 container per la ceratura degli sci e 40 cabine per i commentatori. Nel complesso, l’organizzazione dei Mondiali avrà una dimensione quasi sei volte superiore a quella di un normale weekend di Coppa del Mondo.

Una località che cambia volto
La trasformazione non riguarda soltanto le piste.
Sono in fase di completamento gli interventi permanenti sulla cinta muraria di Mélèzes, quelli per migliorare la produzione di neve sull’ex pendio della Nationale e i lavori relativi alla strada e alla piazza di Barzettes.
Da metà settembre, Barzettes entra nella fase più visibile della metamorfosi, con la costruzione delle infrastrutture temporanee: tribune, zona mista, tenda VIP e uffici operativi.
Dal 23 al 25 settembre 2026 è inoltre prevista l’ispezione ufficiale finale della FIS, che interesserà i principali siti di gara e di servizio: Nationale e Mont Lachaux; Barzettes, con stadio d’arrivo e F&B; Vermala, con tribuna e F&B; Houlès & 2006 per gli spettatori; Ycoor, destinata all’intrattenimento, alle cerimonie e alla Casa della Svizzera; Crans per l’area di intrattenimento; Moubra come centro media; il Centro Scolastico per ufficio gara e accreditamento; Crans Cry d’Er come complesso di servizio e Le Régent come centro del personale e sede dei concerti.
La riapertura dell’area sciistica, prevista per la fine di novembre, rappresenterà un altro passaggio fondamentale. In collaborazione con la CMA, le squadre lavoreranno sulle piste del Mont Lachaux e della Nationale affinché raggiungano gli standard richiesti da una competizione internazionale di questo livello.

Non soltanto gare
Crans-Montana 2027 non si esaurirà nel gesto tecnico di una discesa o nella tensione di uno slalom. Per due settimane, l’intera destinazione diventerà un palcoscenico dedicato allo sci.
Il cuore della festa sarà Ycoor, con un programma gratuito aperto al pubblico. Le gare saranno trasmesse su grande schermo insieme alla cerimonia di apertura, alle undici cerimonie di premiazione e ai quattro sorteggi dei pettorali.
Ci saranno musica e intrattenimento, con artisti svizzeri, concerti, DJ, fan zone, aree après-ski, stand degli sponsor e dei partner ufficiali e numerose attività gratuite. L’obiettivo è creare un’atmosfera accessibile e familiare, capace di accompagnare il pubblico dalla mattina alla sera.
Anche il villaggio di Crans avrà un proprio programma, con concerti e spettacoli alla Music Hall di Le Régent.
È la dimensione più contemporanea di una storia che, nel frattempo, continua a essere scritta sulle piste.

Oltre il 2027, una storia che continua
Per Crans-Montana, l’ultima gara del 14 febbraio 2027 non rappresenterà un punto d’arrivo. Tra gli obiettivi dell’organizzazione c’è la volontà di proseguire con la Coppa del Mondo di Sci Alpino dal 2028, facendo degli investimenti realizzati per i Mondiali un patrimonio destinato a rimanere sul territorio. Piste, infrastrutture, competenze, attrezzature e risorse umane saranno parte di un’eredità concreta, mentre CMA, Association des Communes de Crans-Montana e Swiss-Ski guardano già alla possibilità di mantenere nel Vallese i grandi appuntamenti internazionali e alle ambizioni della Svizzera per i Giochi Olimpici Invernali del 2038.
Ma esiste anche un’eredità che non si misura in chilometri di piste, strutture o numeri. È fatta di memoria, emozioni condivise e incontri, di quelle esperienze capaci di unire atleti, pubblico, volontari e comunità attraverso la dimensione autentica dello sport e della montagna.
È forse questo il significato più profondo di una storia iniziata nel 1911 e arrivata oggi alle soglie di un nuovo capitolo. Crans-Montana non si limita a conservare la memoria dei grandi eventi che ha ospitato: la trasforma in una promessa per il futuro.
Per chi arriverà sull’Altopiano nel 2027, i Mondiali saranno dunque molto più di una successione di gare. Saranno l’occasione per incontrare una destinazione nella quale sport, paesaggio, cultura e memoria convivono da oltre un secolo.
E quando le ultime medaglie saranno assegnate, resterà proprio questo: la sensazione che, in alcune montagne, il tempo non scorra soltanto. Lasci una traccia.
Photo courtesy of MAMpress Ufficio Stampa Crans Montana




