A due passi da Porta Garibaldi, Nippoteka porta nella capitale dynamic l’esperienza autentica dei bar di Tokyo e New York. Nata dall’intuizione del giovane Nicola Berselli, la creatura gastronomica celebra il rito giapponese dell’alga croccante servita al bancone, dove l’alta materia prima incontra la spontaneità del gusto da assaporare strictly sul momento.
Milano, Italia.
Tra i grattacieli di Porta Nuova e la vivacità cosmopolita di Corso Como, la Milano del gusto non smette mai di sorprendere. In viale Monte Grappa 16 prende forma un piccolo tempio della cucina nipponica contemporanea che ha rivoluzionato il modo di accostarsi alla tradizione del Sol Levante. Si chiama Nippoteka – The Handroll House, la prima realtà in Italia interamente focalizzata sul rito dell’handroll: non il classico ristorante giapponese, ma un salotto intimo dove la gestualità dello chef dialoga costantemente con il palato dell’ospite.

Il bancone al centro della scena
Varcare la soglia di Nippoteka significa entrare in una dimensione immersiva dove il cuore pulsante dell’esperienza è l’ampio bancone in legno circondato da sgabelli. È qui che prende vita la magia della preparazione espressa: un palcoscenico discreto attorno a cui ruotano 23 dei 37 coperti interni, a cui si aggiunge un dehor estivo per le serate più calde. I gesti sono precisi, veloci, quasi ipnotici. Lo chef lavora la materia prima a centimetri dagli occhi degli avventori, consegnando ogni creazione direttamente dalle sue mani alle loro. Un’atmosfera conviviale e dinamica, ideale per chi cerca un’esperienza sensoriale autentica e mai pretenziosa.

Architettura di un morso perfetto
A differenza del tradizionale temaki a cono, la versione a cilindro di Nippoteka permette di distribuire in modo impeccabile riso e pesce per l’intera lunghezza del rotolo, garantendo la perfetta armonia di sapori dall’inizio alla fine. Il vero segreto risiede nell’alga nori, importata direttamente dalle acque del Mar Ariake. Sottile, profumatissima e preservata sottovuoto per garantirne l’integrità, viene tostata al punto giusto per regalare quel crunch inconfondibile che si sente chiaramente al primo morso. Ed è proprio per conservare intatta questa straordinaria croccantezza che l’handroll va consumato subito, senza attese.

Tra grandi classici e gemme gastronomiche
Il menu si articola su percorsi di degustazione da tre a sei pezzi, con opzioni dedicate anche al mondo plant-based. Si spazia dalle combinazioni rassicuranti a base di salmone, avocado o tonno fino alle proposte più sofisticate: l’esclusivo Handroll Toro con ventresca di tonno Balfegò battuta al coltello, la combinazione Uni Toro con riccio di mare, il Spicy Tuna con maionese piccante ed erba cipollina, o il Nigiri Wagyu A5. Particolarmente stuzzicanti anche gli special del mese, come il Yellowtail Special con ricciola e mayo al jalapeño. Completano il quadro una raffinata selezione di sashimi, tartare, una preziosa radice di wasabi fresco grattugiata al momento sulla tradizionale grattugia oroshigane e un’accurata carta di sakè, vini, gin e tè nipponici.

Nicola Berselli
A tu per tu con Nicola Berselli: la visione di un format inedito
Dietro il successo di questo format c’è la storia di Nicola Berselli, imprenditore bresciano nato nel 2000 che ha deciso di portare in Italia un concept scoperto e amato durante i suoi viaggi tra New York e Parigi. Una sfida coraggiosa e controtendenza, mossa dalla pura passione di chi desidera far conoscere un modo diverso di vivere il cibo — proposta che trova spazio anche nella pausa pranzo con un Business Lunch pensato per i professionisti della zona. Per capire più da vicino come nasce questo progetto e come si declina il rito dell’handroll a Milano, abbiamo rivolto qualche domanda direttamente al suo ideatore.
Lanciare il primo handroll bar d’Italia a poco più di vent’anni, senza una precedente esperienza nella ristorazione, è stata una sfida audace. Qual è stato l’ostacolo più grande nel tradurre le atmosfere di New York e Parigi nel contesto della ristorazione milanese?
La sfida più grande è stata introdurre un prodotto ancora poco conosciuto in Italia e, soprattutto, superare i pregiudizi legati all’alga nori. Molti consumatori sono abituati a un’alga di qualità modesta, spesso non proveniente dal Giappone, poco croccante e dal sapore o dall’odore poco gradevole.
Essendo l’alga l’elemento fondamentale dell’handroll, questa percezione rappresentava un ostacolo importante: chi non conosce la qualità del prodotto che utilizziamo potrebbe essere inizialmente diffidente. Un’altra sfida è stata quella del servizio esclusivamente al bancone, elemento centrale del nostro concept. Abbiamo riscontrato che molti clienti italiani, a differenza di quelli internazionali, preferiscono la convivialità e la comodità del tavolo al contatto diretto con lo chef. Per questo, da gennaio 2026 abbiamo introdotto anche alcuni tavoli, così da avvicinare un pubblico più ampio al nostro prodotto, senza rinunciare all’esperienza originale al banco. Abbiamo quindi dovuto lavorare molto per far conoscere l’handroll e spiegare quanto la qualità dell’alga e la modalità di degustazione possano trasformare completamente l’esperienza. È un percorso che richiede tempo, ma oggi vediamo sempre più clienti superare questa diffidenza e apprezzare le caratteristiche del prodotto.
Nippoteka propone un modo di vivere la cucina giapponese molto intimo e legato all’immediato, quasi come una “corsa contro il tempo” per via della croccantezza dell’alga nori. Qual è la reazione dei clienti italiani quando capiscono che l’handroll va gustato nell’esatto momento in cui viene consegnato?
La reazione è generalmente positiva, soprattutto quando i clienti comprendono che questa indicazione serve a garantire loro la migliore esperienza possibile. L’handroll va consumato immediatamente, idealmente entro pochi secondi dalla preparazione, perché l’umidità del riso inizia rapidamente a compromettere la croccantezza dell’alga nori. È proprio il contrasto tra l’alga croccante, il riso tiepido e la freschezza degli ingredienti a rendere questo prodotto così particolare. Per questo accompagniamo sempre il cliente nella degustazione, spiegando l’importanza di consumare ogni handroll appena servito e ricordandoglielo, se necessario. Può sembrare un’attenzione insistente, ma è fondamentale: anche una breve attesa può cambiare sensibilmente l’esperienza gustativa.
Dall’alga nori del Mar Ariake al wasabi fresco grattugiato sulla oroshigane: la selezione delle materie prime è rigorosa. C’è un ingrediente o un abbinamento a cui sei particolarmente legato e che riassume l’anima del locale?
L’ingrediente a cui siamo maggiormente legati è senza dubbio l’alga nori, perché rappresenta la vera essenza dell’handroll. Utilizziamo un’alga proveniente dal Mar Ariake, in Giappone, selezionata per la sua fragranza, croccantezza e qualità. Altrettanto importante è la selezione del pesce, sulla quale non accettiamo compromessi. Sono particolarmente legato al tonno rosso, sia nella sua parte più magra, l’akami, sia nella ventresca, apprezzata per la sua ricchezza e consistenza. Anche il riso riveste un ruolo fondamentale: ogni elemento, per quanto semplice possa sembrare, deve essere di altissima qualità. La nostra filosofia è proprio questa: utilizzare pochi ingredienti eccellenti e valorizzarli attraverso preparazioni essenziali.
Milano è il banco di prova perfetto per le novità gastronomiche in Italia. Come vede l’evoluzione del format Nippoteka nei prossimi anni e qual è il prossimo passo per “educare” il pubblico?
Milano è stata una scelta precisa, perché è probabilmente la città italiana più ricettiva nei confronti di nuovi format gastronomici e delle tendenze internazionali. Allo stesso tempo, è un mercato molto competitivo, che richiede un’identità chiara e una proposta capace di distinguersi. Il nostro obiettivo è consolidare Nippoteka come punto di riferimento per gli handroll in Italia e, progressivamente, sviluppare il format attraverso nuove aperture, prima a Milano e successivamente in altre città italiane ed europee. Credo però che la crescita debba essere accompagnata da un lavoro costante di divulgazione. Ancora oggi molte persone non conoscono l’handroll o lo associano semplicemente a una variante del sushi tradizionale. Per questo vogliamo continuare a raccontare il prodotto, le materie prime e il modo corretto di degustarlo, rendendo l’esperienza sempre più accessibile senza rinunciare alla qualità. La vera sfida, nei prossimi anni, sarà trasformare l’handroll da una novità gastronomica in un’abitudine di consumo riconoscibile anche in Italia.
Photo courtesy of Ufficio Stampa Honor Consulting




