Da martedì 19 novembre in scena al Teatro San Babila una nuova rassegna comica dal titolo “ConFini Comici“. Apre il cartellone Leonardo Manera.

“ConFini comici” al Teatro San Babila

Scritto da Giuseppina Serafino on . Postato in Appuntamenti, cinema

Da martedì 19 novembre in scena al Teatro San Babila una nuova rassegna comica dal titolo “ConFini Comici“. Apre il cartellone Leonardo Manera.

Milano, Italia.
Una rassegna di teatro comico al Teatro San Babila, si incontrano, e idealmente si scontrano , quattro coppie di comici, personaggi molto diversi per formazione, età e provenienza. Il primo match vede protagonisti Leonardo Manera e la sera successiva Sergio Sgrilli. Il 3 e 4 dicembre si guarda all’Europa, in scena Luca Cupani, direttamente dalla scena londinese, racconta le vite che avrebbe potuto vivere e, il giorno seguente, Alberto Patrucco su musiche di Brassens, si sofferma sullo scorrere del tempo e di quello che cambia. A seguire uno scontro fra i”grandi vecchi” della comicità Gigi& Andrea, l’11 febbraio, e un giovane talento di soli 19 anni, Davide Calgaro, presenza fissa a Zelig e poi a Colorado, in scena il 12 febbraio in “Questa casa non è un albergo”. Per concludere, il 25 e il 26 febbraio, un duello ispirandosi ai classici. Rita Pelusio in “Urlando furiosa” è un’eroina all’incontrario, Maurizio Lastrico descrive la comicità del quotidiano in endecasillabi danteschi in “Nel Mezzo del casin di nostra vita”.Nello spettacolo d’inizio, titolato “Il Primo amore”.Il palcoscenico è risultato occupato da tanti scatoloni che Leonardo Manera ogni tanto gira, nel corso del suo monologo, per far apparire della scritte apposte su ognuno di essi: inquietudine, libertà , ansia, ecc.

Sono i temi che intercorrono nella sua ironica disquisizione autobiografica che è un’iniziata con una lettera rivolta al figlio Beniamino per edurlo sulle tante tappe che caratterizzano il difficile percorso esistenziale. Una sorta di umoristico trattato filosofico in cui il pubblico rideva in continuazione riflettendo amaramente sui personaggi che Manera incarnava per definire alcuni stereotipi onnipresenti nella quotidiana realtà. All’inizio della performance lo stesso cabarettista si è interrotto in diverse occasioni per la spontanea ilarità che lo contagiava facendolo ridere. Ciò che sorprendeva era però la seriosità del racconto che partiva delle sue origini in quel di Salò, per giungere a Milano dove approda in diversi locali dove egli si è esibito prima di arrivare a Zelig, come “La Corte dei miracoli”, diretta da Renato Converso in via Mortara. Gli incontri amorosi, i piccoli appartamenti occupati in via Insubria o Monte Velino, di circa 20 metri quadri, con angolo cottura, rigorosamente separato per evitare l’odore dei fritti, come auspicava la madre.

Poi si è soffermato sulla sua vita di padre separato e della necessità di far conoscere a suo figlio ciò che lui veramente fa e di trasmettere il piacere di una vita ritrovata, malgrado la sofferenza provata e il piacere di respirare intensamente anche nella periferia più estrema, alzando lo sguardo al cielo per vedere il sole. Una sorta di metafora che rappresenta un messaggio di positività che lui vuole trasmettere. La canzone di Claudio Baglioni titolata “Avrai” ha chiuso la bella serata, facendo pregustare il sapore dei successivi spettacoli che, il cabarettista ha spiegato essere inseriti in una rassegna definita “Confini comici” nel significato di cum fine, ossia del mettere insieme diversi apporti in un comune intento. L’attore, fortemente applaudito, si è inginocchiato sul palco più volte, commosso per la straordinaria compartecipazione riscontrata.

Teatro San Babila
Corso Venezia, 2/A – 20121 Milano
Biglietteria 02798010
info@teatrosanbabilamilano.it

Giuseppina Serafino

Giuseppina Serafino

Tutto è nato per caso…dai viaggi d’infanzia al Sud, da quell’osservare il mondo dal finestrino di un treno, che procurava un senso di pienezza e di libertà. E poi...la passione per la bicicletta e il cicloturismo, la scrittura, da letterata a giornalista; la musica come una sorta di azione terapeutica, per il cuore prima ancora che per la mente. In seguito sono sopraggiunti il cinema e il trekking, come metafora di un obiettivo da raggiungere in un perenne viaggio sempre da costruire. Sì, i viaggi,in stile low cost e “fai da me”. Una vita forse frenetica, ma inebriante… sia pure, a modo mio!