A 750 metri d’altezza, raggiungibile con la storica funicolare, il 5 stelle lusso Nuvole Garden Hotel ridisegna l’ospitalità sul Lago di Como intrecciando la grandiosità della Belle Époque alle visioni oniriche dell’interior design contemporaneo. Se la Spa è un giardino segreto incastonato nella roccia, la proposta gastronomica è un’ascesa sensoriale: dalle profondità marine del Bistrot Blu alle vette solari del Ristorante Sole, firmato dall’Executive Chef Dushan.
Brunate (CO), Italia.
Bastano sette minuti di funicolare per lasciarsi alle spalle la vivacità di Como e approdare in un’altra dimensione, quasi magica. Siamo a Brunate, il celebre “balcone sulle Alpi”, dove l’aria si fa frizzante e il panorama si apre in un abbraccio infinito che va dal lago alle vette innevate. È qui, letteralmente tra le nuvole, che ha aperto le sue porte il Nuvole Garden Hotel, un 5 stelle lusso che non è solo un albergo, ma un’operazione di recupero culturale e sensoriale. Erede del leggendario Grand Hotel Milano, inaugurato nel 1910 dal genio di Achille Manfredini, la struttura rinasce oggi grazie al restauro visionario dell’ingegnere Emilio Polillo e al tocco fiabesco dell’interior designer ungherese Zoltán Varró. Ispirandosi alla posizione dominante, Varró ha trasformato l’hotel in un moderno Monte Olimpo: un rifugio per divinità contemporanee dove il tempo rallenta e ogni desiderio viene anticipato.

Un tuffo nella Belle Époque contemporanea: la Spa
Il viaggio inizia nel cuore “liquido” dell’hotel: la Scented Sensory Spa. Molto più di un semplice centro benessere, questo è un santuario segreto concepito per dialogare con l’anima dell’edificio. Il design ha saputo inglobare due maestose colonne in ghisa ultracentenarie, recuperate tra la roccia viva, creando un’atmosfera dove l’eleganza Liberty incontra il comfort più moderno. Al centro troneggia una piscina coperta e una vasca scenografica, attorno alla quale si sviluppa l’”isola delle saune”, simile a una grotta esclusiva. Qui, tra vapori e calore secco, l’esperienza diventa olfattiva: grazie alla preziosa partnership con Dr. Vranjes Firenze, i rituali sono cerimonie profumate che riequilibrano mente e corpo.

Il riposo degli dei: tra Dolce Vita e Art Déco
Ottanta camere e suite che non si limitano a ospitare, ma dialogano con il lago in un gioco di rimandi tra interni ed esterni. Qui il riposo è un’esperienza sartoriale, cucita addosso all’ospite tra tecnologia invisibile e design sublime. Due le anime da abitare: la freschezza delle Cabanas Room, che tra boiserie e righe rievocano la spensieratezza della Dolce Vita anni ’50, o il fascino teatrale delle Camere Sole, un trionfo Art Déco di legni scuri, oro e tessuti pavone che omaggiano lo sfarzo del passato.

Dushan Warnakulasuriya Fernando
In cucina: il “Mondo nel Piatto” di Chef Dushan
Dopo aver rigenerato lo spirito, è il momento di deliziare il palato. La firma gastronomica della stagione è quella del nuovo Executive Chef Dushan Warnakulasuriya Fernando. Classe 1986 e un curriculum che brilla di collaborazioni con maestri come Norbert Niederkofler ed Enrico Bartolini, Dushan porta a Brunate una filosofia matura: “Il Mondo nel Piatto, l’Italia nel Cuore”. La sua mano intreccia la solidità della tradizione italiana, la precisione delle tecniche francesi e delicate influenze orientali, offrendo non una semplice fusion, ma il racconto vivido del viaggio di un cuoco attraverso le culture.

SOLE e BLU: cenare sospesi sull’infinito
L’offerta culinaria è un percorso ascensionale. Si parte dalle profondità del Ristorante Blu, un bistrot contemporaneo dove il design evoca i fondali del Lario: tra lampade di Tom Dixon che fluttuano come bolle d’aria e proiezioni marine, si gustano sapori freschi in un abbraccio “subacqueo”. Salendo verso la luce si raggiunge il SOLE Gourmet Restaurant, il vero palcoscenico dell’alta cucina. Situato all’ultimo piano, è un gioiello di “emotional design” con sole 26 sedute intime e un tetto in vetro retrattile che permette di cenare sotto il cielo stellato. Qui il caffè diventa un rito, servito con eleganza al tavolo per chiudere in bellezza un menu degustazione indimenticabile.

Mondanità e rito dell’aperitivo
Che si salga per un massaggio rigenerante o per una cena d’autore, il cuore pulsante della serata è il Negroni Bar. Ispirato alla grandiosità del Pantheon romano, con il suo monumentale bancone in onice e il soffitto a cassettoni illuminato da luci calde, è il preludio perfetto per uscire sulla splendida terrazza. Qui, camminando sul prezioso pavimento a mosaico e ammirando la fontana con l’angelo scolpito, ci si sente davvero padroni dell’orizzonte, sospesi tra il blu del lago e le nuvole.
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