Arlecchino, geniale servitore di due padroni

Arlecchino, geniale servitore di due padroni

Scritto da Giuseppina Serafino on . Postato in cinema

Arlecchino, geniale servitore di due padroni

La necessità di cercare un percorso nella sua vita lo conduce a servire due padroni in contemporanea, nel bel mezzo di una vicenda dove subentrano profondi interessi affettivi che si incrociano con altrettante vicende economiche.

Milano, Italia.
Un gradito ritorno quello dello spettacolo che rappresenta una sorta di emblema per il Piccolo Teatro di Milano, “Arlecchino servitore di due padroni”. Creato nel luglio del 1947 da Giorgio Strehler, ha avuto undici edizioni e tre grandi interpreti: Marcello Moretti, Ferruccio Soleri, entrato nel guinness dei primati, ed Enrico Bonavera. Quest’ultimo dal 2000 è stato Brighella e si è alternato nel celebre personaggio del servitore dal costume multicolore, attualmente da lui rappresentato. Una affollata platea costituita da molti ragazzi di Scuole superiori ha dimostrato che questa messa in scena dell’opera di Carlo Goldoni riesce sempre ad affascinare per le molteplici chiavi di lettura che offre: la furbizia degli umili che assurge a stile di vita da incarnare, un’arte di arrangiarsi che sa riscattare le molteplici angherie messe in atto da onnipresenti individui oziosi. Efficace l’allestimento scenico che sa ricreare sapientemente gli ambienti evocati senza troppo appesantire il palcoscenico, naturale ribalta delle stupefacenti acrobazie ginniche dei bravi attori, ben amalgamati in un piacevole effetto corale.

Il sopracitato F. Soleri, curatore della messa in scena, ha affermato che il suo Arlecchino lo deve a Strehler, storico regista, che gli ha dato tutto e che ha avuto modo di dirgli, nel 1987 nell’edizione dell’Addio: “Non capisco come tu invecchi ma il tuo Arlecchino sia sempre più giovane”. Proprio in quella circostanza, si fece avanti Enrico Bonavera, per il quale entrare nella grande famiglia dell’Arlecchino è stata un’esperienza eccezionale, che gli ha permesso di andare in scena in tutto il mondo. Fino al 27 maggio 2019 sarà possibile assistere a questo straordinario affresco, intriso di ironia e di capacità affabulatoria, in cui lo spettatore viene, suo malgrado catapultato, divenendo un necessario ingranaggio dello svolgimento scenico, sia pure per la semplice empatia profusa. Piacevolissima appariva la rincorsa dei vari personaggi fra il pubblico quasi volessero rendere tangibile la maestria di coloro che hanno reso immortale la società veneziana, avvalendosi della sublime potenza evocativa dell’arte teatrale. Grandioso l’entusiasmo dei giovani spettatori presenti alla serata inaugurale.
Giuseppina Serafino


Info: Piccolo Teatro di Milano
Biglietteria 02.42.411.889
Teatro Strehler
lunedì-sabato 9.45-18.45
domenica 13-18.30
Biglietteria telefonica
lunedì-sabato 9.45-18.45
domenica 10-17

Photo di scena Ciminaghi

Giuseppina Serafino

Giuseppina Serafino

Tutto è nato per caso…dai viaggi d’infanzia al Sud, da quell’osservare il mondo dal finestrino di un treno, che procurava un senso di pienezza e di libertà. E poi...la passione per la bicicletta e il cicloturismo, la scrittura, da letterata a giornalista; la musica come una sorta di azione terapeutica, per il cuore prima ancora che per la mente. In seguito sono sopraggiunti il cinema e il trekking, come metafora di un obiettivo da raggiungere in un perenne viaggio sempre da costruire. Sì, i viaggi,in stile low cost e “fai da me”. Una vita forse frenetica, ma inebriante… sia pure, a modo mio!