Creatività contemporanea e tecniche ancestrali, quattordici studi di design e tre abili tessitrici del Weavers’ National Movement, ricerca su forme e materiali e valorizzazione dell’eredità culturale: sono stati questi gli elementi di “Guatemala Disena con las Manos”, con cui il Paese ha partecipato alla Design Week di Milano, ad Alcova.
Milano, Italia.
Accolti da una grande struttura colorata, fatta di materiali naturali, cavi d’acciaio e tessuti artigianali di Casa Edel, progettata da Amarillo Studio e Idonika, i visitatori si sono lasciati affascinare dall’atmosfera raccolta della piramide ispirata al tempio I di Tikal, completata dalla delicata installazione sonora di Near Sound e dai lavori presentati dai designer guatemaltechi nelle sale di Villa Bagatti Valsecchi di Varedo.
Dal tessile al vetro, dagli elementi di recupero alle luci, dal legno alla pietra: la varietà di materiali, stili, tecniche e realizzazioni ha ben rappresentato la sfaccettata realtà di un Paese come il Guatemala, che punta a farsi conoscere attraverso la creatività e il design, oltre che per il patrimonio naturale, culturale e storico di incredibile bellezza.
Il Paese ha infatti abbracciato il design contemporaneo e l’artigianato locale come forme d’espressione che collegano il passato al presente e al futuro.
Visitare il Guatemala oggi non significa solo ammirare paesaggi e monumenti, ma anche immergersi nelle sue pratiche creative e culturali, includendolo tra le destinazioni di design da non perdere.

Questo è il messaggio che il progetto, promosso da INGUAT – Istituto Guatemalteco per il Turismo, ha voluto trasmettere alla comunità internazionale del design riunita a Milano, attraverso creazioni e processi di alcuni tra i designer e gli artigiani locali, che lavorano proprio all’intersezione tra il patrimonio di pratiche artistiche tradizionali e una visione contemporanea.
“Abbiamo deciso di utilizzare il design, l’artigianato, la creatività come uno degli strumenti per far conoscere il Guatemala”, ha dichiarato Harris Whitbeck, Direttore Generale di INGUAT, che ha visitato Alcova nella giornata di apertura. “La partecipazione, per la prima volta, alla Milano Design Week è una grande opportunità per il Paese, per far sapere quanto abbiamo da offrire, per comunicare che siamo una cultura viva, fatta di milioni di fili che si intrecciano per scrivere una nuova storia, fatta di un particolare amalgama di tradizione e modernità, di ancestrale e contemporaneo.”

Una sfida e una proposta per raccontare la complessità e il potenziale di un territorio tutto da scoprire
Bene accolta dai numerosi visitatori che hanno apprezzato i lavori del collettivo Nada Duele, con le sue coppe da vino in vetro soffiato e pietra, di Cincoxcinco, con una sedia altalena e una lampada ispirata ai giochi dei bambini, il Kit Tequilero di Emma Gutiérrez per Mayú Handmade, realizzato in vetro soffiato da bottiglie riciclate e ispirato ai colori delle piume degli uccelli guatemaltechi, l’oggetto giocoso dalle molte anime di Estudio Fábrica, che si trasforma in pouf, sedia o palla da yoga.

Tecniche artigianali pre-ispaniche e design contemporaneo
E ancora, la serie di taglieri in legno intagliato a mano di Eliza Babarczy per Itza Wood, la collezione Juega di Studio RÖJ, gli accessori per la tavola di Andrea Carazo per Casa Edel, ispirati alla figura della nonna della fondatrice, i lavori tessili di Chivas&Chivas, che recuperano una tecnica antica, la creazione di Diego Olivero che trasforma un materiale solido come la terracotta in tessuto, le lampade di Estudio Cálido, che integrano tecniche artigianali pre-ispaniche con il design contemporaneo, le creazioni di Indigoby Olga Reiche in fibre organiche e tessute da tessitori e tessitrici indigene, la collezione Societas di MEÜS, in collaborazione con la designer tessile Nelly Rose e le cooperative di artigiane Chuwila, Las Rosas e Adiba, le opere in ceramica di Ana Beatriz Silva, fondatrice di Mira Mira, le borse pop e coloratissime di Nebula Handmade.
In occasione della partecipazione del Guatemala ad Alcova Milano 2025, tre tessitrici, Anaí Ixmukané Gurón, Ligia Esmeralda Tun e Milvian Aspuac, hanno effettuato dimostrazioni della tecnica tradizionale guatemalteca del ‘telar de cintura’.
Photo courtesy of Anna Nosari Ufficio Stampa



