Il Teatro dell’Acqua è profondamente connesso all’identità e alla storia di Arona. Unico esempio italiano di produzioni teatrali sull’acqua, da semplice piattaforma galleggiante a vero e proprio palco fatto d’acqua. Quest’anno, giunta alla nona edizione, presenta la poesia.

Ad Arona Il Teatro sull’acqua presenta: la poesia

Scritto da Giuseppina Serafino on . Postato in Appuntamenti, cinema

Il Teatro dell’Acqua è profondamente connesso all’identità e alla storia di Arona. Unico esempio italiano di produzioni teatrali sull’acqua, da semplice piattaforma galleggiante a vero e proprio palco fatto d’acqua. Quest’anno, giunta alla nona edizione, presenta la poesia.

Il Teatro dell’Acqua è profondamente connesso all’identità e alla storia di Arona. Unico esempio italiano di produzioni teatrali sull’acqua, da semplice piattaforma galleggiante a vero e proprio palco fatto d’acqua. Quest’anno, giunta alla nona edizione, presenta la poesia.

Arona (NO), Italia.
Nell’estate 2004, un giovane studente di ingegneria, originario di Arona, sul Lago Maggiore, decide di svolgere uno stage al Festival Teatro Gioia, in provincia dell’Aquila, diretto da Dacia Maraini. A breve le propone di replicare questo progetto culturale anche nella sua località di provenienza, di cui la scrittrice diventerà cittadina onoraria. Quest’ultima dopo aver dato vita nel 2011 al Festival delle due Rocche-incontri internazionali di teatro e parola, crea il Teatro dell’Acqua, connesso all’identità e alla storia di Arona. Si tratta di un unico esempio italiano di produzioni teatrali sull’acqua, dapprima una semplice piattaforma galleggiante su cui si alternano gli artisti, poi un vero e proprio palco fatto d’acqua.

Quest’anno, giunta alla nona edizione, la manifestazione in oggetto si concentra sulla poesia. Un grande concerto disperso per la città- ci tiene a dire Dacia Maraini- i cui suoni si riflettono sull’acqua del lago, per tornare verso terra arricchiti di echi profondi. Svariati gli eventi che animano la kermesse: dalla parata “Incanti e memorie” nel centro storico, allo spettacolo “Concertazione per elementi” sulle acque del lago, a selezionati incontri dedicati ai poeti in Piazza san Graziano con Vivian Lamarque, Fabio Pusterla e Mario Borio, al teatro in villa, al menù della poesia in alcuni ristoranti. Di particolare pregio poichè risultava denso di suggestioni, è stato lo spettacolo “Concertazione per elementi”, poichè creava immagini oniriche che scaturivano dalle parole di Kahlil Gibran, Yves Bergeret, Emily Dickinson, Jorge Luis Borges, abusando del loro sguardo poetico. Si rimaneva sbalorditi dinanzi ad apparizioni sulla superficie del lago, appoggiate su invisibili piattaforme galleggianti a filo d’acqua; nuvole di seta che si sollevavano nell’aria; un pianoforte bianco sul quale danzava una ballerina in tutu, il fuoco trasformato in gioiello, musiche dolcissime e schizzi d’acqua, quasi a voler sollecitare le coscienze oltre che il corpo.

Il Teatro dell’Acqua è profondamente connesso all’identità e alla storia di Arona. Unico esempio italiano di produzioni teatrali sull’acqua, da semplice piattaforma galleggiante a vero e proprio palco fatto d’acqua. Quest’anno, giunta alla nona edizione, presenta la poesia.

Ogni sera, girando per il centro di Arona, è possibile imbattersi in grandi macchine sceniche che sfilano sul lungo lago, portate a mano da giovani servi di scena che sono co-protagonisti della spettacolarizzazione.
Ogni palco è abitato da giovani ballerine che dialogano con le creature dell’acqua: grandi pesci colorati, cavallucci marini, un grande cigno bianco, memorie dell’acqua connesse all’incanto dei raggi di luna. Bravissima Monica Maimone, uscita dal chiuso dei teatri dopo anni di lavoro con Dario Fo, Franco Parenti,


Andrée Ruth Shammah e con l’esperienza artistica maturata anche grazie alla Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino e dei Mondiali di Nuoto di Roma nel 2009. Per quanto riguarda il Teatro in Villa, il cartellone del festival 2019 si arricchisce di un nuovo spazio oltre alla conferma di Villa Ponti, ci sarà Villa Usellini, segnalata dal fai, con gli spettacoli “Zanna Bianca della natura selvaggia”, con Luigi D’Elia; “Mi abbatto e sono felice”, un monologo a impatto ambientale “O”, autoironico, dissa-crante, che vuol far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno di noi ha nei confronti del Pianeta. In “Bello mondo-Rito sonoro”, con la guida di Cesare Ronconi, la natura e le potenze arcaiche della natura sono in primo piano con Mariangela Gualtieri. Non mancheranno i migliori spettacoli di Teatro di Strada ad impreziosire la prestigiosa rassegna e, a chiusura del festival, domenica 8 settembre alle 20.00, in piazza del Popolo, Neri Marcorè allieterà il pubblico con lo spettacolo poetico musicale “Le mie canzoni altrui”. Davvero un’occasione imperdibile questa nutrita iniziativa degna di plauso.

Testo e foto Giuseppina Serafino

Giuseppina Serafino

Giuseppina Serafino

Tutto è nato per caso…dai viaggi d’infanzia al Sud, da quell’osservare il mondo dal finestrino di un treno, che procurava un senso di pienezza e di libertà. E poi...la passione per la bicicletta e il cicloturismo, la scrittura, da letterata a giornalista; la musica come una sorta di azione terapeutica, per il cuore prima ancora che per la mente. In seguito sono sopraggiunti il cinema e il trekking, come metafora di un obiettivo da raggiungere in un perenne viaggio sempre da costruire. Sì, i viaggi,in stile low cost e “fai da me”. Una vita forse frenetica, ma inebriante… sia pure, a modo mio!