ACQUI TERME: DALL’ ETA’ ROMANA AL 2020: UN “VIAGGIO” ATTRAVERSO LA BELLEZZA, IL RELAX, L’ENOGASTRONOMIA, LA STORIA E LO SPORT, PER POTER CONTINUARE A VIAGGIARE “VIRTUALMENTE”.

ACQUI TERME: DALL’ ETA’ ROMANA AL 2020. UN “VIAGGIO” ATTRAVERSO LA BELLEZZA, IL RELAX, L’ENOGASTRONOMIA, LA STORIA E LO SPORT

Scritto da Chiara Fogliati on . Postato in Destinazioni, Itinerari, Weekend

In questo periodo, in cui viaggiare alla scoperta di nuove affascinanti località nel nostro magnifico Paese resta ancora un bellissimo ricordo, vi presento la mia città, fiduciosa di regalarvi qualche minuto di “viaggio”, nella speranza che, quando potremmo finalmente dire addio a questo critico momento, possiate trovare qualche spunto in più per recuperare i viaggi e le gite fuori porta persi durante i lockdown.


Acqui Terme (AL), Italia.
Situata in provincia di Alessandria, a 156 metri sul livello del mare, nell’alto Monferrato, Acqui Terme è una delle mete turistiche più apprezzate del Piemonte sudorientale prevalentemente per le acque e le cure termali che offre, classificate come “Prima Categoria Super”, ma non solo.
Infatti, questa tranquilla cittadina, circondata dalle magnifiche colline delle Langhe dalle quali si può godere di una vista paradisiaca sui vigneti, (riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2014), è molto stimata per la sua posizione ed è inoltre ricca di tradizioni enogastronomiche, mostre ed eventi sportivi e culturali.
Non a caso lo scopo di questo articolo è quello di presentare tutte le attività e le attrazioni che accolgono i turisti come veri ospiti e gli permettono di sentirsi sempre come a casa.



Qualche cenno storico

La città ha difatti attraversato momenti storici importanti, che hanno lasciato notevoli segni ancora oggi ben visibili e conservati meravigliosamente, a partire dalla Preistoria, (in modo particolare dal Neolitico), passando per l’Età Romana, in cui Acqui conobbe la sua maggiore espansione, toccando poi il Tardo Medioevo per finire con l’‘800 e l’Epoca Moderna.
Secondo una leggenda, la città sarebbe stata scelta come sede da alcuni coloni greci proprio per le sue acque termali, che all’epoca della formazione erano già state valutate come incredibilmente e terapeutiche e vantaggiose da sfruttare.


Formazione che risale tra il II ed il I secolo A.C.,con il nome latino di “Acqui Statielle”, in onore della tribù dei Liguri Statielli che abitavano la zona, sconfitti dai Romani a tradimento, nonostante fossero una popolazione barbara in pace con Roma. Motivo per cui, poco dopo, il Senato, gli concesse per la prima volta alcuni riconoscimenti ed un buon risarcimento.
A seguito della conquista romana vengono aperte importanti vie di comunicazione come la “Via Emilia Scauri” che collegava Derthona (l’attuale Tortona) e Vada Sabatia (Vado Ligure, poco lontano dall’attuale Savona), rendendo così la città un centro amministrativo molto importante non solo politicamente, che comprendeva alcune delle città piemontesi con maggior rilevanza come: Alba, Asti, Tortona e Ceva.
Proprio per questo motivo, ancora oggi, le maggiori attrazioni della città risalgono a questo periodo storico.

In visita attraverso la storia

Tra queste citiamo: i resti dell’Acquedotto Romano, che veniva utilizzato con lo scopo di portare l’acqua potabile nelle vasche cittadine, ed oggi ammirabile sia dall’alto del Ponte Carlo Alberto sul fiume Bormida, sia camminando lungo i 2 chilometri di pista ciclabile e pedonale che li affianca. Tra gli altri, di notevole importanza storica è anche la piscina termale romana, (che già in origine era estremamente innovativa e moderna: consisteva in una vasca riscaldata in cui si poteva accedere comodamente da ogni lato, riempita con l’acqua termale che sgorga dalla fonte della città per poi giungere nella vasca tramite un ingegnoso sistema di collegamento sotterraneo), ed un teatro, la cui scoperta è stata più recente rispetto ai resti appena elencati.

Successiva all’Età Romana, a seguito del declino dell’Impero, anche l’epoca di transizione tra il Mondo Antico ed il Medioevo, (ed in modo rilevante il Tardo Medioevo), si è imposta particolarmente nella città dal punto di vista architettonico; epoca così detta dell’“Tarda Antichità”, che ci ha regalato alcune delle strutture più caratteristiche, come portoni maestosi, facciate di palazzi privati ed alcune case signorili appartenenti alle famiglie acquesi più abbienti del tempo. Per non parlare degli edifici religiosi, a partire dal Duomo della città: conosciuto anche con il nome di “Cattedrale di Santa Maria Assunta“, il cui interno è realizzato con una pianta a croce latina, in cui la navata ed il transetto hanno quindi lunghezze differenti, per rendere la forma del crocifisso, ed è caratterizzato da tre navate che si sviluppano lungo nove campate. Oltre all’architettura, i suoi valori aggiuntivi sono: la cripta (visitabile), e soprattutto il “Trittico di Bartolomé Bermejo”, commissionato da un acquese all’epoca residente in Spagna. Questa raffinata opera suddivisa in tre ante, ritrae: nella tavola centrale: “La Vergine del Montserrat con il Bambino ed il Donatore“, nell’anta di sinistra: “La Nascita della Vergine” e San Francesco che riceve le stimmate, per terminare con l’anta di destra in cui vengono rappresentati: “La Purificazione” e San Sebastiano; il tutto reso con suggestione, studio di proporzioni differenti, colori e sfumature che si fondono armoniosamente tra di loro.


L’edificio originale ha poi subito alcuni interventi con relative modifiche nel corso della storia; la più significativa di queste fu l’ultima effettuata, che rese l’iniziale verticalità della Cattedrale meno accentuata.
Dello stesso periodo sono oggi perfettamente conservate anche: la Chiesa di San Francesco e l’Abbazia Benedettina di San Pietro (oggi Basilica dell’Addolorata), che ricordiamo con importanza, in quanto vi è stato sepolto il primo vescovo di Acqui: testimonianza quindi della forte cristianità presente all’epoca e la cui struttura attuale è una ricostruzione avventura tra le due guerre.

Le Terme: monumenti del passato


Mentre in epoca più recente, (tra la fine del 1800 ed oggi), rientrano le strutture più moderne ed in uso odiernamente, come:
La Bollente, la principale fonte termale della città, intorno alla quale, a metà del 1870, è stato costruito il monumento in stile Neoclassico, dal quale sgorga un’acqua termale a 74,5 gradi, ricca di solfato, cloro, magnesio, potassio e solfidrico, utilizzata per riscaldare le vasche dei fanghi, (presenti all’interno del “Grand Hotel Nuove Terme” in sole Liberty), ed alcuni edifici pubblici tramite un sistema di teleriscaldamento;
“Il Fontanino“, anch’esso in stile neoclassico, dal quale sgorga acqua altamente solforosa con forti proprietà diuretiche.
Di recente costruzione è anche il teatro all’aperto che si trova nel centro storico, inserito in un contesto turistico affascinante, tra i ristoranti ed i locali che offrono i prodotti tipici della zona e che regala spettacoli e concerti suggestivi durante la stagione estiva.

Quindi, per concludere, in queste righe, sono elencati solo alcuni dei motivi per visitare questa città, che fa del turismo la sua arma vincente, ed in poco più 30 km quadrati, regala paesaggi, cultura, benessere ed attrazioni turistiche di ogni genere.

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI


TRADIZIONE CULINARIA
Piatti tipici
A proposito di prodotti enogastronomici locali, la città è nota anche per la sua ricca tradizione culinaria, di cui fanno parte ricette che si tramandano di generazione in generazione, tra le quali:
la Bagna Cauda, (una salsa a base di acciughe, olio ed aglio da servire calda), il Bollito Misto, il Brasato al Barolo, i Tajarin al sugo, i Ravioli del Plin e gli Agnolotti per quanto riguarda i primi ed i secondi piatti, insieme a molti formaggi di latte sia di mucca che di capra, come la “Robiola di Roccaverano DOP”.

Dolci
Tra i dolci locali più annoverati ci sono: i Baci di Dama, i Brutti ma Buoni, le Paste di Meliga, i Krumiri (biscotti la cui ricetta originale è segretissima), il Bonet e gli Amaretti.

VINI
Ed anche i vini della zona sono di alta qualità, in modo particolare: il Barbera d’Asti, il Barbera del Monferrato, il Dolcetto d’Acqui (tutti vini rossi da pasto), ed il Brachetto d’Acqui, (un vino dolce, da fine pasto o da abbinare al dessert).

SHOPPING
Molti di questi prodotti si possono trovare lungo le vie centrali della città, adatte allo shopping: Corso Italia, Via Mazzini, Via Garibaldi e Corso Bagni, in cui si possono trovare negozi per ogni esigenza.

STABILIMENTI TERMALI
Gli stabilimenti termali: proprio come suggerisce il nome, la città offre cure termali riconosciute e di alto livello, sia curative (in modo particolare per artrosi, reumatismi, malattie delle vie aeree e problemi ginecologici ed odontoiatrici) che estetici (quali massaggi, bagno turco, pressoterapia, fangobalneoterapia), includendo anche: sale relax, piscine, un percorso romano, cromo- aroma terapia, sauna finlandese, solarium, piscina dell’acqua in movimento, cascate cervicali, idromassaggi in acqua salsobromoiodica,… ).

ESCURSIONI & SPORT
Se però, invece del relax si preferiscono lo sport e le escursioni, la città offre anche attraenti paesaggi nei dintorni, tutti differenti: le colline delle Langhe, l’Appennino, la Val Bormida e la strada lungo l’Erro che porta alla caratteristica cittadina di Sassello, che si prestano a percorsi panoramici adatti sia a tranquille camminate ed al trekking (per il quale in modo particolare segnalo il percorso de “Il Sentiero delle Ginestre”), sia alle più avventurose escursioni in bici.

COME ARRIVARE
Facilmente raggiungibile in auto dalle autostrade A26 (Genova – Voltri- Gravellona), A21 (Torino – Piacenza – Brescia), A10 (Genova -Ventimiglia) e ben collegata con autobus e treni da Genova, Torino, Asti, Alessandria e Milano, permette 5 percorsi turistici differenti, suddivisi per epoca storica.

Foto Chiara Fogliati

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Chiara Fogliati

Chiara Fogliati

Piemontese, nata ad Acqui Terme (provincia di Alessandria) nel 1997 e laureanda in Lingue e Culture Moderne all'Università degli Studi di Genova, (dove studia inglese, francese e spagnolo), e' sempre stata appassionata di viaggi, musica, moda e soprattutto di turismo, che ha studiato a partire dal primo anno delle superiori in cui si è diplomata come perito tecnico turistico. Questo diploma le ha permesso poi di continuare gli studi, iniziando anche a lavorare a stretto contatto con il pubblico come guida turistica nella sua città natale. La sua passione e' aumentata quando ha iniziato a scrivere i primi articoli di viaggio, collaborando con la rivista "Agenda Viaggi" a partire dal periodo della quarantena legata al Coronavirus