Sauris-Zahre non finisce di stupire e, dopo il titolo di Best Tourism Village, ottiene oggi la prestigiosa certificazione internazionale GSTC, confermandosi meta d’elezione per chi cerca un turismo autentico e rispettoso. Questo traguardo non rappresenta solo un marchio di qualità, ma il coronamento di una visione nata negli anni Ottanta e portata avanti con coerenza da un’intera comunità che ha saputo trasformare la tutela dell’ambiente e delle tradizioni in un modello di sviluppo economico e sociale unico in Italia.
Sauris-Zahre (UD), Italia.
Un riconoscimento internazionale che premia il territorio
Il borgo carnico scrive una nuova pagina della sua storia: la consegna ufficiale della certificazione GSTC avverrà, domenica 17 maggio 2026, alle ore 18.00 presso la Sala Gradoni-Kursaal a Sauris di Sotto. L’evento, inserito nell’appuntamento annuale “De Zhare Lebet”, vedrà la partecipazione di figure chiave per lo sviluppo locale e turistico: dal Sindaco Alessandro Colle a Renzo Carniello, Presidente della Rete d’imprese Sauris-Zahre, insieme a Eddy Papais (auditor di VIREO), Sonia Manente (PromoTurismoFVG) e Fausto Schneider (Unione Cooperativa di Consumo). Questo attestato non è un semplice fregio, ma il risultato di un percorso rigoroso iniziato nel 2024, che vede Sauris-Zahre come la seconda destinazione in Friuli Venezia Giulia, dopo Tarvisio, e tra le sole 21 in Italia a raggiungere standard così elevati di sostenibilità.

Veduta di Sauris di Sopra.
Foto grande in alto, Il lago di Sauris
I quattro pilastri della sostenibilità secondo il GSTC
Il Global Sustainable Tourism Council è un organismo internazionale di altissimo profilo, nato dai programmi delle Nazioni Unite (UNEP) e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo per promuovere la responsabilità sociale nel settore. Per ottenere questo riconoscimento, il borgo ha dovuto superare la valutazione di un ente terzo, la padovana VIREO, che ha analizzato la destinazione basandosi su quattro ambiti cruciali: la gestione sostenibile attraverso una governance pianificata, l’impatto socio-economico a beneficio della comunità, la tutela profonda del patrimonio culturale e la riduzione dell’impatto ambientale. Questo lungo processo è stato reso possibile grazie alla Rete d’Imprese Sauris-Zahre e ai fondi del Bando Montagna Italia del Ministero del Turismo, dove il borgo è risultato tra i soli 16 beneficiari su oltre 280 candidati, con il supporto tecnico di Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e di una Cabina di Regia che ha coinvolto istituzioni, giovani e associazioni.
Una storia di lungimiranza nata dal doposisma
La vocazione sostenibile di Sauris non nasce oggi, ma affonda le radici negli anni Ottanta. All’indomani del terremoto del 1976, il Comune promosse il “Progetto Sauris”, un piano di sviluppo curato dall’architetto e futuro sindaco Pietro Gremese. Fu un’intuizione rivoluzionaria per l’epoca, capace di mettere al centro la crescita economica senza intaccare l’ambiente e le peculiarità culturali. Quel sentiero tracciato portò nel 1983 la Regione Friuli Venezia Giulia a varare una legge speciale per il recupero del centro storico, diventata poi un modello nazionale. Un altro momento decisivo fu il 1994, quando, seguendo le riflessioni del poeta Leonardo Zanier e del Politecnico di Zurigo, nacque qui il primo Albergo Diffuso in Italia, una struttura che ancora oggi è l’unica della sua categoria certificata GSTC nel nostro Paese, a testimonianza di una lotta allo spopolamento che passa per l’accoglienza di qualità.

Sauris di Sotto
La forza della Rete contro il rischio greenwashing
Oggi la Rete d’Imprese Sauris-Zahre rappresenta il braccio operativo di questa filosofia, riunendo 15 realtà locali che spaziano dall’agroalimentare all’artigianato. L’obiettivo è valorizzare aziende che non vendono solo prodotti, ma trasmettono la storia di un luogo dove l’autenticità è un valore non negoziabile. Ottenere la certificazione ora significa anche prepararsi con vantaggio competitivo alla Direttiva UE 2024/825 contro il greenwashing, che dal settembre 2026 imporrà controlli severissimi sulle dichiarazioni ambientali. Sauris-Zahre si presenta dunque al mercato internazionale con una credibilità già comprovata, pronta a intercettare i viaggiatori più attenti che cercano trasparenza e impegno reale, elementi che nel 2022 avevano già portato l’ONU a dichiarare il borgo Best Tourism Village.
Un’isola culturale tra cieli stellati e lingue antiche
Nonostante i soli 390 abitanti distribuiti tra Sauris di Sopra, Sotto, Lateis, Velt e La Maina, questa è la più piccola destinazione certificata GSTC in Italia, ma tra le più ricche di fascino. Fondata nel XIII secolo da coloni carinziani e tirolesi, la comunità mantiene viva la lingua saurana, un antico dialetto tedesco, e tradizioni spettacolari come il Carnevale tradizionale. La natura qui è sovrana, con un cielo certificato tra i più belli d’Italia da Astronomitaly e il suggestivo lago artificiale nato dallo sbarramento del torrente Lumiei negli anni Quaranta. In questo contesto, il borgo diventa un modello virtuoso e replicabile, capace di migliorare la vita dei residenti e, contemporaneamente, offrire ai visitatori un’esperienza autenticamente umana.

Il panorama montano di Sauris-Zahre
Eventi e opportunità per scoprire il borgo a ritmo lento
Sauris-Zahre invita i viaggiatori a riscoprire il valore del tempo, anche attraverso incentivi concreti come il bonus TUReESTA in FVG, che permette ai residenti regionali di usufruire di vantaggi prenotando almeno tre notti in una delle 9 strutture aderenti. La stagione degli eventi è alle porte: si inizia con “Villaggio Selvaggio” dal 31 maggio al 2 giugno 2026, un festival per famiglie con oltre 100 attività tra boschi e prati. Seguirà dal 19 al 21 giugno “Gumala Gumala” (ovvero “Pian pianino”), un inno alla lentezza, per arrivare poi al 3 e 4 ottobre con “Gebele”. Sono tutte occasioni per toccare con mano un ecosistema dove la natura è maestra e dove la sostenibilità è, da sempre, una pratica quotidiana vissuta con orgoglio.
Photo courtesy of Ufficio Stampa Studio Sandrinelli



