Una nuova icona dell’ospitalità prende forma tra le rocce millenarie: il resort Autograph Collection di Marriott promette un’esperienza immersiva tra design d’avanguardia e antiche rotte celesti. Il progetto, cuore pulsante della Vision 2030, coniuga l’eccellenza architettonica alla sostenibilità LEED Gold per trasformare AlUla in una meta globale d’investimento e turismo d’élite.
AlUla, Arabia Saudita.
Il deserto di AlUla non smette di stupire e segna oggi un nuovo, ambizioso capitolo della sua metamorfosi. Con la cerimonia della posa della prima pietra, AlUla Development Company (UDC) ha ufficialmente dato il via ai lavori di NUMAJ, hotel parte della prestigiosa Autograph Collection di Marriott International. L’evento, che ha visto la partecipazione di figure chiave come John Pagano (Managing Director di UDC) e Abeer AlAkel (CEO di RCU), sancisce il passaggio dalla visione alla realtà esecutiva per uno dei progetti più attesi della regione.

Un nome scritto nel firmamento
Il fascino di NUMAJ inizia dal suo nome, derivato dal sistema stellare Nu Ursae Majoris. Per secoli, queste stelle sono state il punto di riferimento per i viaggiatori dell’antichità che attraversavano le distese di AlUla. Il resort, che aprirà le porte nel 2027, si propone di onorare questa eredità attraverso un concept architettonico curato dallo studio GioForma (già celebre per l’iconico Maraya), capace di fondere il patrimonio culturale locale con la magia dell’osservazione del cielo.

Design organico e ospitalità d’eccellenza
Con un’offerta di 250 camere, la struttura si configurerà come un rifugio raffinato dove la luce e il legame con il territorio sono protagonisti. Non sarà solo un luogo di riposo, ma una destinazione lifestyle completa: il progetto prevede infatti cinque ristoranti gourmet, aree dedicate al benessere e spazi versatili per il tempo libero e il business. Ogni dettaglio è pensato per riflettere l’identità profonda di AlUla, trasformando il soggiorno in un percorso di scoperta continua tra natura e design.

Sostenibilità certificata e rispetto del buio
In linea con la filosofia della Vision 2030, NUMAJ punta alla certificazione LEED Gold. L’integrità ambientale è garantita dall’uso di materiali locali, dal riciclo delle acque grigie e da vetrate tecniche a bassa emissione. Un impegno che si estende anche verso l’alto: il resort aderisce infatti alla Dark Sky policy, utilizzando sistemi di illuminazione ad alta efficienza che preservano l’oscurità del cielo notturno, permettendo alle stelle – proprio quelle che danno il nome all’hotel – di brillare senza contaminazioni luminose.

Un motore per il futuro della regione
Questo sviluppo rappresenta un pilastro fondamentale per l’attrattività di AlUla come comunità dinamica e meta globale. Come sottolineato da John Pagano, l’ingresso nella fase di costruzione è un passo concreto verso la creazione di asset di livello internazionale pronti per gli investimenti. NUMAJ non è dunque solo un hotel, ma un pezzo del mosaico che sta trasformando l’Arabia Saudita in una delle frontiere più interessanti del turismo sostenibile e della diversificazione economica mondiale.
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