Dieci opere di Guardi tornano a casa, nella città dove furono realizzate secoli fa, per portare i visitatori nella Venezia del Settecento in bilico tra splendore e decadenza. A sostenerli in questa missione numerosi bozzetti dello stesso artista che mostrano il grande lavoro tecnico e l’incredibile talento che ha permesso di realizzare alcune delle vedute più affascinanti della città. Il tutto in uno dei più splendidi palazzi della città.
Venezia, Italia.

Sopra, Allestimento a Ca’ Rezzonico.
Photo grande in alto, Portego di Ca’ Rezzonico
La straordinaria cornice di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano ospita questa primavera un’eccezionale mostra incentrata sulla figura di Francesco Guardi (1712-1793). Dieci quadri del celebre vedutista tornano in laguna dal Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona. Questo importante museo portoghese conserva ben 19 vedute di Guardi, ovvero la più cospicua raccolta di sue opere al mondo, tra cui spiccano alcuni dei suoi quadri più famosi. Imprenditore e filantropo armeno naturalizzato inglese, nonché collezionista d’arte dai gusti eclettici e raffinati, Calouste Sarkis Gulbenkian (1869-1955) li acquisì all’inizio del XX secolo. Il curatore Alberto Craievich ha ideato un dialogo intenso tra i dieci scorci dipinti e cinquanta disegni dello stesso artista. Questi ultimi provengono dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe dei Musei Civici di Venezia, che a sua volta conserva la più grande collezione di bozzetti su carta di Guardi.

Capriccio, F. Guardi, Museo Gulbenkian
Francesco Guardi è noto per aver iniziato a dipingere vedute solo in età matura, infatti le opere esposte sono tutte databili tra il 1770 e il 1790. Prima si era dedicato alla pittura di storia e di genere, tanto in voga tra gli artisti veneziani, fino all’arrivo di Canaletto e del suo innovativo approccio al paesaggio urbano. Lo stile di Guardi è però nettamente riconoscibile e distinto, fatto di pennellate allusive, proporzioni liberamente sfalsate e richiami rococò. La combinazione di questi tratti produce istantanee in cui la prospettiva appare meno rigida che nella realtà, sicuramente distante rispetto alla geometria di Canaletto e della camera ottica. La Venezia di Guardi è pervasa dalla luce, resa con tratti tremolanti, e restituisce un’immagine interiore della città e della civiltà che andava ormai decadendo.

Il Ponte di Rialto secondo il progetto di Andrea Palladio, F. Guardi, Fondazione Muve
La mostra
L’imponente portego di Ca’ Rezzonico, ovvero il salone centrale al primo piano, il cuore del palazzo veneziano, offre le sue pareti per i quadri di Guardi e le sue teche per i delicati disegni. E quale spazio più appropriato se non il museo della Venezia del Settecento, il museo che riporta indietro il tempo all’ultimo secolo della Serenissima, che Guardi ha attraversato e immortalato. Ecco dunque susseguirsi vedute del Palazzo Ducale e del canale della Giudecca, istantanee di grandi occasioni come la Festa della Sensa in Piazza San Marco, La Partenza del Bucintoro e le regate sul Canal Grande. Ma anche visioni irreali, come Il Ponte di Rialto secondo il progetto di Andrea Palladio, mai realizzato eppure abbondantemente noto grazie a progetti e bozzetti. O ancora un Capriccio, ovvero un paesaggio immaginario che combina rovine antiche e altri edifici classicheggianti.

Scalinata di un palazzo, F. Guardi, Fondazione Muve
Le teche al centro della sala ospitano i numerosi disegni divisi per temi: le macchiette, i particolari architettonici, le vedute più ampie. Le prime sono rapidi schizzi che ritraggono persone, tanto gli umili lavoratori quanto le coppie aristocratiche, tutti ridotti a macchie di inchiostro o rapidi scarabocchi che delineano i tratti indispensabili e nulla più. Gli studi sugli elementi architettonici dimostrano la cura con cui l’artista osservava e replicava gli spazi, ad esempio gli scaloni monumentali di Palazzo Ducale. Le vedute preparatorie del Teatro La Fenice e della Basilica della Salute sono i punti di partenza in scala ridotta per preparare le corrispondenti grandi opere pittoriche. Tra le opere di proprietà dei Musei Civici spiccano due celebri bozzetti ad acquerello dedicati alle nozze del duca di Polignac, avvenute a Venezia nel 1790: il tratto sottile e i colori leggeri danno vita a composizioni leggere e rarefatte, quasi oniriche.

Ca’ Rezzonico
INFO
I Guardi di Calouste Gulbenkian
A cura di Alberto Craievich
Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano
Dorsoduro 3136, Venezia
7 marzo – 8 giugno 2026
Da mercoledì a lunedì 10:00 – 17:00 fino al 31 marzo, 10:00 – 18:00 dal 1° aprile
Mostra inclusa nel biglietto d’ingresso al museo
Ulteriori informazioni: www.carezzonico.visitmuve.it
Photo Marta Covre



