La Guinness Storehouse ospita la storia, la cultura e la memoria della celebre birra irlandese, dal 1759 ai nostri giorni: un’opportunità per assaporarne le immagini, i suoni, i sapori e gli aromi. Un’occasione imperdibile per esplorare una struttura moderna e dal design interessante, addentrandosi nel mondo della Guinness, dalla sua produzione, alle peculiarità che vengono adoperate per dar vita al prodotto che poi viene degustato ed apprezzato, fino a raggiungere l’ultimo piano, dove il Gravitiy Bar accoglie i visitatori e consente di gustare un’ottima birra con vista a 360 gradi su Dublino!
Dublino, Irlanda.
La Guinness Storehouse ospita la storia, la cultura e la memoria della celebre birra irlandese, dal 1759 ai nostri giorni: un’opportunità per assaporarne le immagini, i suoni, i sapori e gli aromi.
Un’occasione imperdibile per esplorare una struttura moderna e dal design interessante, addentrandosi nel mondo della Guinness, dalla sua produzione, alle peculiarità che vengono adoperate per dar vita al prodotto che poi viene degustato ed apprezzato, fino a raggiungere l’ultimo piano, dove il Gravitiy Bar accoglie i visitatori e consente di gustare un’ottima birra con vista a 360 gradi su Dublino!

La storia della Guinness
La Guinness è nata in un birrificio di quattro acri nel cuore di Dublino. Qui si ripercorre il suo sviluppo da questi umili inizi fino a quello che, a un certo punto, è stato il più grande del mondo.
La storia della Guinness inizia con Arthur Guinness, il primo mastro birraio e pioniere della Guinness: la sua arte è stata tramandata di generazione in generazione e continua a ispirare ancora oggi.
Il giovane aveva solo 34 anni quando firmò l’iconico contratto di locazione Guinness di 9.000 anni, il 31 dicembre 1759, su un sito di un birrificio allora in disuso, per un canone annuo di 45 sterline. Fu qui, su questo terreno di quattro acri, che Arthur avrebbe affinato la sua arte e costruito il marchio globale che Guinness è oggi.
Avvió infatti la produzione di birra e in breve tempo riuscì a creare un’attività di successo; nel 1770, inoltre, cominciò a produrre un nuovo tipo di birra inglese, chiamata porter.

Forgiare un’identità
La crescente popolarità della Guinness ha offerto l’opportunità di identificarla chiaramente come un prodotto di qualità: oggi è ampiamente riconosciuta grazie al suo marchio iconico.
L’etichetta del marchio Guinness si compone di tre elementi fondamentali: la firma di Arthur Guinness, l’arpa e il marchio denominativo Guinness. L’etichetta fu introdotta per la prima volta nel 1862 e registrata nel 1876.
La Guinness ha scelto un simbolo tipicamente irlandese come fulcro della sua identità: l’arpa.
Lo Stato Libero d’Irlanda adottò la stessa arpa come suo emblema quando si separò dal Regno Unito nel 1922. L’unica differenza è che lo Stato dovette rivolgere l’arpa nella direzione opposta per evitare di violare il marchio Guinness. Il simbolo dello Stato appare sulla copertina dei passaporti irlandesi e sul retro delle monete irlandesi.
Guinness continua a viaggiare per il mondo ancora oggi, mostrando con orgoglio la sua tradizione e la sua identità attraverso l’arpa su ogni etichetta. A dimostrazione che casa è davvero lì, dove si trova l’arpa.
La Guinness Storehouse
La Guinness Storehouse si trova nel birrificio St. James’s Gate, un’area per la quale Arthur Guinness firmò un contratto di locazione di 9.000 anni nel 1759. Il contratto di locazione dimostrava la fiducia di Guinness nella sua creazione e la fiducia che riponeva nel suo fascino duraturo.
L’edificio che ospita lo Storehouse e il Gravity Bar fu costruito tra il 1902 e il 1904 e utilizzato come impianto di fermentazione dal birrificio fino alla sua chiusura nel 1988. Il design dell’edificio si ispirò alla Chicago School of Architecture, diventando la prima struttura con struttura in acciaio del suo genere in Irlanda.
La trasformazione dell’edificio in un centro visitatori è iniziata nel 1997 e ha aperto le porte al pubblico nel 2000. L’obiettivo era quello di creare uno spazio che raccontasse la ricca storia della Guinness e del suo processo di produzione, offrendo allo stesso tempo ai visitatori un’esperienza immersiva e memorabile.

Il Gravity Bar
Nell’ambito di questa trasformazione, il Gravity Bar è stato concepito come il fiore all’occhiello, situato al settimo piano dello Storehouse: la location, progettata dallo studio di design britannico Imagination in collaborazione con lo studio di architettura irlandese RKD, è stata concepita come uno spazio unico in cui i visitatori potevano ammirare lo skyline di Dublino e assaporare un prodotto così profondamente legato alla storia della città.
Situato in cima alla Guinness Storehouse, si presenta come un luogo iconico che offre una vista mozzafiato a 360 gradi sulla città, mentre si sorseggia una pinta di Guinness, una Guinness 0.0 o una bibita analcolica. Spazio unico, avvolto da vetro e acciaio, racconta una storia di innovazione, tradizione e un profondo amore per la birra, iniziata con Arthur Guinness nel 1759.
Il nome del bar deriva dal termine inglese “gravity” (gravità) ed è anche un omaggio alla posizione del bar sul tetto dell’edificio originale, che sfida la gravità.
Il Gravity Bar è una meta irrinunciabile, una testimonianza della lungimiranza di Arthur Guinness e del fascino intramontabile dell’iconica stout che porta il suo nome. La sua storia è intrecciata a quella del marchio Guinness, rendendolo un luogo in cui ogni visitatore può sentirsi parte integrante del ricco arazzo del passato leggendario e del promettente futuro di Guinness.
INFO
Per informazioni e dettagli, consultare www.guinness-storehouse.com
Photo Alessandra Chianese



