Il documentario, presentato fuori concorso al Milano Design Film Festival, racconta l’ascesa, la caduta e infine la redenzione di uno dei designer più influenti e riconosciuti del nostro tempo

Milano, Italia.
Attraverso interviste con i suoi amici e familiari più stretti, il regista, Kevin Macdonald, delinea un ritratto sincero del celebre designer, riuscendo a far emergere l’uomo dietro il genio.
«Sì, ti racconterò tutto, ma ora sto tremando, mi devo prendere una sigaretta». Inizia così il documentario “High & Low”, presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma lo scorso ottobre nella sezione Special Screenings con la regia di Kevin MacDonald, già premio Oscar per il suo “One day in September” del 1999 e ora proiettato fuori concorso all’interno della 11ª rassegna cinematografica, curata da Cristiana Perrella, del Milano Design Film Festival.
Galliano sarà cacciato dalla maison Dior di cui direttore creativo
La frase, pronunciata dal genio controverso della moda, John Galliano, è preceduta dai frame del video di quel fatidico giorno del 2011 quando al Café La Perle di Parigi, lo stilista all’apice della fama e in evidente stato di ebbrezza si lascia andare a commenti razzisti e antisemiti nei confronti di una coppia. Quell’episodio, quella “cosa disgustosa” e “orribile”, come lui stesso la definirà, gli costa la carriera: Galliano oltre a dover affrontare un processo per gli epiteti razzisti, sarà cacciato dalla maison Dior di cui era direttore creativo e solleverà l’indignazione generale.
Il documentario fa dunque i conti con le conseguenze nefaste di quel celebre video del 2011 e con la dipendenza dello stilista di Gibilterra dall’alcol, mettendo l’accento oltre che sulla incredibile ascesa dell’enfant prodige della moda, dallo stupefacente debutto di un giovanissimo Galliano alla Saint Martins con quella sua prima collezione, Les Incroyables, di cui tutti nei corridoi della scuola parlavano ancora prima di averla visto sfilare (Hamish Bowles, stimato critico di moda dirà «è stata una delle cinque collezioni più belle che abbia mai visto») su quanto il sistema moda possa essere pressante verso i designer, con l’obbligo di produrre (Galliano disegnava fino a ben trentadue collezioni l’anno) e vendere sempre di più mettendo a dura prova il loro equilibrio mentale.
Galliano ha fatto e continua a fare la storia della moda
Un sistema, quello della moda, pressante e talvolta anche cinico. Un episodio in particolare viene raccontato dal celebre designer: quando Bernard Arnault, capo del conglomerato Lvmh, in occasione della morte del padre dello stilista gli presta un jet privato per partecipare alle esequie e rientrare a Parigi il giorno dopo, per non rinunciare ai fitting della successiva sfilata Dior.
Il documentario, mettendo a confronto vari posizioni pone allo spettatore una domanda lasciando a lui la risposta: fino a che punto è giusto continuare a condannare e punire un uomo, un genio creativo di tale unicità e influenza (Galliano ha fatto e continua a fare la storia della moda) per di più pentito e con evidenti debolezze? Non merita il perdono neppure di fronte a quei primi piani con uno sguardo perso nel vuoto oltre che nell’alcol?
Ripercorrere le fasi creative di un vero e proprio “progettista” della moda
Nato a Gibilterra da madre spagnola e padre gibilterrino, lo stilista si trasferì con la famiglia nel sud di Londra all’età di sei anni. Sapeva, dice, fin dall’inizio di essere gay e capì presto che questo non era qualcosa che sarebbe stato accettato dai suoi genitori, ricordando le percosse di suo padre idraulico e i brucianti insulti verbali di sua madre. La fuga (non è un caso che l’elemento della “fuga” è spesso messo in scena durante le sue sfilate spettacolo) arrivò attraverso l’arte e il cinema. Folgorante fu la visione, quando era uno studente della Saint Martin, dell’epico film muto di Abel Gance, Napoleon, che ispirò la già ricordata sfilata di laurea.
Il documentario è inoltre un’occasione preziosa per ripercorrere le fasi creative di un vero e proprio “progettista” della moda, un design visionario e audace che grazie alle sue sperimentazioni ha rivoluzionato il fashion system e che continua ancora oggi a essere giustamente celebrato come uno dei design più importanti e geniali dei nostri tempi.
Photo courtesy of Ufficio Stampa Lara Facco
Anna Alemanno




