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Isole Borromee, meraviglia italiana sul Lago Maggiore: palazzi storici, giardini fioriti e paesaggi mozzafiato

IL LAGO MAGGIORE, SECONDO PER ESTENSIONE IN ITALIA, CUSTODISCE DUE BELLISSIME ISOLE, PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE CHE FA CAPO ALLA FAMIGLIA BORROMEO: ISOLA MADRE E ISOLA BELLA. VISITARE QUESTI DUE GIOIELLI SIGNIFICA INTRODURSI IN UN MONDO COSTERNATO DI BELLEZZA E CULTURA, DOVE DOMINANO GIARDINI FIORITI, PALAZZI STORICI E PANORAMI MOZZAFIATO: UN’ESPERIENZA ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE.

Lago Maggiore, Italia.
Le isole Borromee sono una meraviglia italiana in grado di affascinare migliaia di visitatori per la loro bellezza e particolarità. Appartenenti al patrimonio culturale e naturale che fa capo alla famiglia Borromeo, si trovano nel cuore del Lago Maggiore, meta del Grand Tour di intellettuali e aristocratici europei sin dall’Ottocento. Un paradiso terrestre dove si fondono perfettamente storia, arte, botanica e splendidi paesaggi.

Il Lago Maggiore è situato nel Nord Italia, a cavallo tra Lombardia e Piemonte e si estende fino in Svizzera, nel Canton Ticino, in quello che gli americani chiamano Italian Lake District. Si tratta del secondo lago italiano per estensione dopo il Lago di Garda e custodisce due preziosi gioielli: isola Madre e isola Bella.

Isola Madre: cenni storici

Emersa già nell’era glaciale, un documento del 22 settembre 846 testimonia la presenza sull’isola, allora nominata Isola di San Vittore, di poche case, una chiesetta dedicata al santo e alcune piante d’ulivo destinate alla produzione dell’olio da usare nelle liturgie.

Durante l’età medievale, l’Isola di San Vittore è appartenuta a vari proprietari, abati e vescovi; successivamente, nel 1501, è avvenuto il passaggio di proprietà dal vescovo di Novara al nobile Lancillotto Borromeo.

Per via di matrimoni, l’Isola di San Vittore passò attorno al 1520 alla famiglia Trivulzio, e nel 1563 Renato Borromeo rientrò in possesso della proprietà, che da lui prese il nome di Isola Renata. In questo periodo, venne dato nuovo impulso alla fabbrica del palazzo, chiamando Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi, figura di spicco della cultura lombarda e architetto di fiducia di Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano.

A questo periodo risale l’aspetto tardo cinquecentesco del Palazzo che ancora oggi vediamo; grandi progressi avvengono anche per i giardini, ad opera dell’architetto Filippo Cagnola, che nel 1710 immortalò con grande precisione scalinate, pergolati e vasi.

Alla fine del secolo XVIII, l’Isola Madre ha assunto l’aspetto che sostanzialmente conserva ancora oggi e inizia ad essere considerata un luogo di pace e riposo grazie al clima mite e alla lussureggiante natura.
All’inizio dell’Ottocento, la natura rigogliosa prende le sembianze di giardino romantico e vengono introdotte piante rare ed esotiche collezionate da Vitaliano IX, appassionato di botanica.

Nel 1826 furono costruite le serre e la cappella di famiglia, voluta a partire dal 1858 ad opera dell’architetto Defendente Vannini.

All’inizio del Novecento, si pensò di trasformare l’Isola Madre prima in albergo e poi di affittarlo solo privatamente a una clientela molto selezionata. Tuttavia, a definire il futuro dell’Isola Madre sono stati Giberto e Bona Borromeo Arese tra gli anni Sessanta e Ottanta del Novecento: il palazzo (sontuosamente arredato con mobili e opere d’arte provenienti dalla Villa Borromeo Arese di Cesano Maderno) e i vasti giardini sono stati definitivamente destinati al godimento del pubblico a partire dal 1978.

Isola Madre: il parco botanico

Con i suoi otto ettari di estensione, isola Madre è la più grande isola del Verbano: lo stesso Gustave Flaubert l’ha definita con questa citazione: “Il patrimonio botanico e la forte impronta esotica l’hanno resa il luogo più voluttuoso visto al mondo”.

L’attuale parco botanico all’inglese è stato realizzato ai primi dell’Ottocento, e da allora trovano dimora piante e fiori portati da viaggi lontani e acclimatate grazie alle dolci e favorevoli temperature.

Oggi, quello dell’Isola Madre è un giardino botanico unico per le essenze vegetali rare provenienti da ogni parte del mondo, con fioriture continue ed esuberanti, frutto del lavoro di giardinieri esperti rinnovano di continuo gli angoli del parco: dai boschetti di magnolie a quelli di bambù, dalle profumate pergole di glicini alle spalliere di agrumi, dai parterre di camelie antiche e rododendri fino alle vasche traboccanti di ninfee e fior di loto. Eucalipti, palme e banani convivono con la collezione di conifere e aceri. In piena estate ibiscus, bougainvillee e ipomee esaltano l’emozione del viaggio nel viaggio.

Il clima mite ha permesso l’insediamento di una flora sorprendente e difficilmente reperibile in altri luoghi: rare essenze vegetali provenienti dalle più diverse latitudini e spettacolari fioriture la rendono un vero paradiso terrestre. Unica la terrazza delle protee, fiore preistorico simbolo del Sudafrica che qui ha trovato il suo ambiente ideale.

A completare un quadro di così armoniosa bellezza, uccelli variopinti che vivono in perfetta libertà nel parco. Fagiani argentati e dorati, pavoni bianchi passeggiano tranquillamente nei prati e fra i cespugli.

Isola Madre: il Palazzo

Nel Palazzo dell’Isola Madre, si è scelto di privilegiare la dimensione privata della famiglia. Lo stile è elegantemente sobrio: una successione di logge e sale, arredate con arazzi, mobili e quadri provenienti da varie dimore storiche che la famiglia Borromeo possedeva in Lombardia.

Tra le stanze più importanti ci sono il salone di Ricevimento, la sala delle Stagioni, il Salotto Veneziano, la Biblioteca, la sala delle Battaglie e quella dei Papi. Ovunque, dalle logge e dalle grandi finestre, è possibile cogliere suggestivi scorci del lago e del parco botanico. Porcellane e livree, dipinti di famiglia, letti a baldacchino decorati con sontuosi broccati compongono un affascinante affresco di vita cortese.

Da non perdere il teatro delle marionette: scenografie, allestimenti, marionette, interi copioni, partiture musicali, ricevute di pagamenti caratterizzano un vero e proprio teatrino domestico davanti al quale la famiglia Borromeo intratteneva gli ospiti. Le rappresentazioni coinvolsero dalla metà del XVII secolo in poi i membri della famiglia, gli amici e la stessa servitù. Insieme alle marionette si trovano esposti anche diversi congegni meccanici che servivano a creare la nebbia, il fuoco, e rumori di scena: in altre parole, gli effetti speciali di oltre due secoli fa.

Entrando nel salotto veneziano, sembrerà di stare sotto a un pergolato sorretto da colonne intrecciate con piante e fiori. Posto nel punto più soleggiato del palazzo, si presenta come una stanza costernata di specchi, lampadari di Murano e arredi richiamano il gusto della Serenissima. Un perfetto e raffinato tromp l’oeil che incanta il visitatore.

Isola Bella: cenni storici

Ci sono voluti quasi quattrocento anni e il lavoro di squadra di centinaia di architetti, ingegneri, stuccatori, pittori ed ebanisti per dar luogo alla straordinaria trasformazione dell’Isola Bella da scoglio in luogo di delizie.

Fino al 1630, l’isola Bella era uno scoglio abitato da pescatori, con due piccole chiese e qualche orto.
I Borromeo, già proprietari dell’Isola Madre dal 1501, dal primo ventennio del Seicento, con Giulio Cesare III e Carlo III, concentrano i propri interessi sull’isola, dando avvio al grandioso progetto che porterà alla creazione del Palazzo e del giardino.

I lavori che hanno portato all’attuale assetto continuarono senza interruzione anche successivamente durante tutto il Settecento e l’Ottocento, fino ad arrivare al 1948 quando, con Vitaliano IX Borromeo, sono stati costruiti il Salone Nuovo, la facciata settentrionale e il grande molo.

Isola Bella: Palazzo Borromeo

Il Palazzo Borromeo rappresenta il Barocco nella sua massima espressione: un affascinante percorso tra arte e storia accompagna nelle oltre 20 sale.
Cuore di Palazzo Borromeo, la Galleria Berthier è un mosaico di oltre 130 quadri che include capolavori e alcune copie di grandi maestri del passato del calibro di Raffaello, Correggio, Tiziano, Guido Reni, prassi ricorrente nelle collezioni nobiliari dell’epoca.
Ambienti unici sono la Sala del Trono, la Sala della Regina, la Galleria degli Arazzi e le Grotte, queste ultime nate per stupire gli ospiti trasportandoli in un magico mondo marino.

Isola Bella: il giardino barocco all’italiana

Dieci terrazze che esplodono di un colore diverso ad ogni fioritura: il giardino dell’Isola Bella venne costruito dal 1631 al 1671 circa.

Il Teatro Massimo è il monumento più importante del giardino dell’Isola Bella: statue, obelischi e fontane si integrano perfettamente con la vegetazione delle dieci scenografiche terrazze, sulla cui cima svetta la statua dell’Unicorno, simbolo araldico della famiglia Borromeo.

Tutto attorno al Teatro, un tripudio di fioriture e piante rare: la Canfora secolare, la Gunnera manicata, le cui foglie possono raggiungere i 2 metri di diametro, la profumatissima Olea Fragrans, la rarissima Halesia Diptera con i suoi fiori che sembrano fiocchi di neve, l’Anice stellato, il Pino messicano.

Incanta durante la fioritura il Parterre delle azalee ed è una gioia per gli occhi il Giardino d’Amore, composto da siepi di bosso che creano un ricamo verde visibile dall’alto delle terrazze.

Camelie, spalliere di rose a maggio, oleandri in giugno, e agrumi e ortensie paniculate in piena estate accendono il giardino all’italiana dell’Isola Bella, dove pavoni bianchi vivono in libertà.

Dal 2002, i giardini dell’Isola Bella, insieme a quelli dell’Isola Madre, fanno parte del prestigioso circuito inglese della Royal Horticultural Society.

Terre Borromeo

Terre Borromeo è il brand che identifica i siti culturali e naturali che anticamente erano legati alla famiglia Borromeo e comprende Isola Bella e Isola Madre nell’arcipelago delle Isole Borromee sul Lago Maggiore; Parco Pallavicino a Stresa; Parco del Mottarone lungo le pendici dell’omonima montagna; Rocca di Angera, sul versante lombardo in provincia di Varese e Castelli di Cannero, situati nell’alto Verbano.
Foto Alessandra Chianese

INFO

Per tutte le informazioni, consultare www.isoleborromee.it

Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

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