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BIRRA SCURA, ISTINTO E SCARPE COMODE. 48 ORE DA DUBLINER

Tradizione, storia, innovazione, cultura: Dublino è una famiglia che si vuole bene, ma bene davvero.

Dublino a Natale - Temple Bar

Dublino, Irlanda.
Consapevoli ormai che gli incantesimi durano poco e sono pure scomodi, basti pensare alle scarpette di cristallo di Cenerentola costretta a sorreggersi tra strati di pizzi, tulle e merletti, meglio armarsi di scarpe comode e vivere la magia ad occhi aperti.

La mia esperienza a Dublino risale al 2006. Eravamo una decina di giovincelli liceali in vacanza studio, stavamo al Dublin DCU College, ci addormentavamo alle lezioni di inglese ed eravamo sconvolti dall’orario dei pasti. Non avevamo grandi pretese sulla città e forse nemmeno c’importava; la nostra apertura mentale era momentaneamente chiusa al pubblico. Volevamo solo stare tra di noi e la lontananza da casa ci faceva sentire grandi. Una volta arrivati in città siamo riusciti a mettere da parte le nostri crisi adolescenziali e Dublino è stata fondamentale in questo. Onestamente non si è dovuta nemmeno impegnare tanto, le è bastato essere se stessa, tanto che ne rimasi completamente affascinata.

Se dovete concentrare la vostra permanenza in due giorni non ci sono controindicazioni, saranno le quarantotto ore più dense e produttive della vostra vita. Il segreto? Preferire il tourismo al turismo; sentirsi Dubliners aiuta a vivere la città in pieno nonostante il poco tempo.

Correva l’anno 1661 quando l’Arcivescovo Ussher riporta questo capolavoro di arte celtica al Trinity College. Vi trovate nella biblioteca universitaria e state osservando il Book Of Kells: 680 pagine di colori vivaci, iconografie, simboli e fede religiosa che riportano in lingua latina i quattro vangeli. Un lavoro preciso e perfettamente curato da monaci amanuensi specializzati in pittura e calligrafia che hanno saputo rendere unico l’intero libro tutt’oggi lustro per la città e l’Irlanda intera.

Trinity college di Dublino

Un silenzio lungo più di sessanta metri è scandito dal ritmo dei volumi posti ordinatamente negli scaffali in file quasi interminabili: la Old Library vi porta a rimanere così, fermi, senza dire una parola. A parlare sono i libri, i busti di Wilde, Swift, Beckett e Stroker, l’architettura.

In realtà, a dirla tutta, è forse l’atteggiamento prevalente e migliore durante la visita al Trinity College: ascoltare piuttosto che dire. Ha storie da raccontare dal lontano 1592, anno di fondazione grazie alla concessione di Elisabetta I; dopo il periodo di crisi seicentesca rinasce nel Settecento con la riforma Protestante, nell’Ottocento viene istituito il bellissimo Orto Botanico e nel Novecento i maschietti hanno dovuto fare i conti con l’ingresso di noi femminucce nel College (e sono certa che non fossero poi così dispiaciuti).

Cattedrale-di-San-Patrizio-Dublino-cosa-vedere@Tourism-Ireland

Difficile da credere ma è così, un tempo questa imponente costruzione era una piccola chiesetta in legno: l’austera St. Patrick’s Cathedral è in verità un gigante dal cuore buono. Le fredde mura celano all’interno grandi decori dai colori e motivi vibranti come le voci del coro che può capitarvi di ascoltare nel corso della vostra visita. Entra a far parte della Church of Ireland nel 1224 quando viene elevata a Cattedrale. Vi esorto ad uno sguardo attento, soprattutto all’inizio della navata, dove non potete perdervi la croce su pietra che segna l’esatto punto in cui sorgeva il pozzo di San Patrizio. Figura emblematica nella storia gaelica, il Santo è colui che nel 450 d.C battezzava nella sopracitata chiesetta di legno i cristiani convertiti con il trifoglio, da allora diventato il simbolo per eccellenza della tradizione irlandese.

Se ancora non siete stati colti da pioggia improvvisa fatevi una passeggiata per Grafton Street: centro nevralgico della città è un’area pedonale costeggiata da negozi per tutti gusti e portafogli. Ma ciò che la rende davvero speciale, a mio avviso, sono i numerosissimi artisti di strada che si esibiscono nella via. Mimi, pittori, cantautori, poeti, questo è uno dei ricordi più belli che ho di Dublino: vitalità, passione, carattere, voce, questi sono il cuore e l’anima della città.

Grafton Street a Dublino

Con un sottofondo di cover improvvisate, da The Fields Of Athenry a Sunday Bloody Sunday, dirigetevi verso sud dove di li a poco rimarrete colpiti da nove curatissimi ettari di parco vittoriano: Il St. Stephen’s Green. Dall’atmosfera bucolica, questo immenso giardino è costeggiato e decorato da alberi e arbusti che a seconda delle stagioni regalano colori ed emozioni diverse. Bronchioli di questo polmone verde sono i sentieri che si diramano per più di tre chilometri, indirizzandovi in zone differenti del parco: dalle più periferiche a quelle più intime, dal laghetto al parco per non vedenti con scritte in Braille e piante che possono essere toccate. La notizia più sconcertante è che in origine questo ambiente così panico e senza peccato era il luogo delle torture pubbliche.

Se si parla di flagellazioni, impiccagioni, torture è implicita la presenza di potere: il Dublin Castle, edificato intorno al 1200, è stato per molto tempo il maniero dei Normanni d’Irlanda. La sua architettura rappresenta uno dei numerosi stili presenti in città ed è tanto strano quanto tremendamente affascinante come non cozzino tra di loro. E’ come se Dublino sia stata organizzata attraverso lo stream of consciousness del cittadino James Joyce: una fusione perfetta di conoscio e inconscio, mente e realtà.

Il castello di Dublino

Se siete rimasti abbagliati o un po’ rintontiti dal troppo sfarzo e siete un po’ provati dalla giornata intensa è il momento perfetto per rilassarvi a Temple Bar. Temple Bar per me non è semplicemente una zona di ritrovo, cultura, divertimento e buona birra, ma è la prova tangibile di cosa vuol dire voler bene ad una città, alla propria città. Ex quartiere medievale, negli anni Settanta e Ottanta subisce un tremendo declino che lo porta quasi ad essere raso al suolo; fortunatamente dieci anni dopo il governo irlandese ha deciso di riqualificare la zona non imbottendola di menù medi, crocchette di pollo e fast food ma valorizzandola mantenendo la vena vivace e irish sia dal punto di vista architettonico e culturale.

Temple bar dublino

Non ci sono molte occasioni di conoscere e capire dove e come nasce un prodotto quindi conviene cogliere la palla al balzo quando si ha l’occasione: l’azienda Guinness infatti apre le porte della fabbrica al pubblico. Alla Guinnes Storehouse potete assistere alle varie lavorazioni durante le quali verrete inebriati dalle fragranze più stuzzicanti e infine potrete gustarvi un buon boccale di quel nettare scuro.

Ma c’è una cosa che renderà davvero intense e piene le vostre quarantotto ore: l’istinto. Lasciatevi guidare dalle sensazioni, dai profumi, dai dettagli, dai difetti, non c’è miglior modo per conoscere una città, per conoscere la Vostra Dublino.

 

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Come arrivare a Dublino
Aer Lingus e Ryanair offrono voli diretti su Dublino in partenza dalle principali città italiane. L’aeroporto di Dublino dista soli 30 minuti dal centro della città.

Come muoversi a Dublino
La Luas è il sistema di metropolitana leggera di Dublino è un servizio di tram veloci e sicuro che permette di arrivare in qualsiasi punto della città.

Dove mangiare a Dublino

Pig’s Ear: semplice, ospitale, tradizionale. Il cibo a chilometro zero diventa arte.

Hatch & Sons: dove il nuovo e il vecchio si incontrano; staff giovane, tradizione e goloserie per una pausa tutta da godersi.

Chapter One: ristorante stellato per assaggiare una Dublino più intima e sofisticata.

Dove dormire a Dublino

Wesbtury Hotel: l’hotel Westbury, contemporaneo, è una struttura a 5 stelle vicino a Garden of Remembrance, SFX City Theatre e Guinness Storehouse. Costruito nel 1984, l’hotel è una combinazione unica di architettura in stile contemporaneo e comodità moderne.

Fitzwilliam Hotel: struttura a 5 stelle situata nel cuore di Dublino, il Fitzwilliam Hotel offre sistemazioni di lusso, un ristorante stellato, una palestra e interni firmati da Sir Terence Conran.

Dylan: L’hotel boutique a 5 stelle Dylan vanta splendidi arredi eleganti e ampi alloggi completi di bagno in marmo italiano. Si trova a soli 10 minuti a piedi dall’RDS e dallo stadio Aviva.

 

Camilla Castellani

 

Fotografie dall’alto:
1- street performance in Grafton street @iamacosmonaut
2- Dublino a Natale: Temple bar @Ruth-Medjber-Failte-Ireland
3- Trinity College @Rob Durston Photographer
4- St. Patrick’s Cathedral @Tourism Ireland
5- Grafton street @Rob Durston Photographer
6- Dublin Castle @Rob Durston Photographer
7- Temple Bar @ Ruth Medjber Failte Ireland

Ivan Burroni

Ivan Burroni

Personaggio dai mille interessi, la maggior parte dei quali ha una vita breve quanto quella di una farfalla Effimera. In mezzo al marasma di entusiasmo per le cose della vita tuttavia esistono delle costanti, tra le quali il viaggio e la scrittura. Sogna di unire alle sue due passioni anche l’altro grande amore: quello per la sociologia e lo studio dell’uomo. Cosa ama fare in vacanza? Affittare una vespa e girare senza meta, perdersi nella giungla cittadina o nella natura inesplorata di un luogo esotico e registrare impressioni su carta, magari su un tavolino che dà direttamente sull’oceano, con un bicchiere di vino in mano e la luce del tramonto che lentamente affievolisce per lasciare il posto all’ebbrezza della notte. Ha fondato il magazine InUnGiorno.com

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