Malè, (TN), Italia. La possibilità di concedersi una vacanza Sono oltre 3 milioni (il 5% della popolazione italiana) se si considera solo chi ha limitazioni fisiche gravi. Balzano a quasi 13 milioni (pari a circa un quinto dei cittadini) se si include anche chi ha limitazioni meno gravi. Sono i numeri fondamentali della disabilità in Italia fotografati dall’Istat. Ma ancora oggi, troppo spesso, tale condizione si trasforma in un ostacolo alla possibilità di godere di una vita considerata “normale” e di vedersi riconosciuti i diritti fondamentali: lavoro, istruzione, mobilità, uso dei luoghi pubblici. E, non da ultimo, la possibilità di concedersi una vacanza. Abbattere le barriere della disabilità   Ridurre queste barriere è compito anche degli operatori turistici. Eppure, soprattutto la vacanza in montagna – in special modo quella invernale – è vista come inarrivabile per molti disabili. Non a caso, oggi appena il 9% delle persone con limitazioni gravi pratica sport. Una decisione presa controvoglia perché il 65% dei turisti disabili predilige una vacanza attiva che permetta di praticare le attività tipiche del territorio ospitante. Non abbattere quelle barriere è però anche un danno economico per i territori turistici: i disabili sono un bacino di clienti potenziali enorme e, peraltro, con un altissimo tasso di fidelizzazione (il 61% tende a tornare nei posti in cui ha trovato strutture adeguate ai propri bisogni). Fabio Sacco: ci siamo posti un obbiettivo ambizioso   «Nonostante tutto c’è una diffusa carenza di servizi per le persone disabili che ancora oggi vedono la montagna come un territorio inaccessibile. Tutto questo va cambiato» spiega Fabio Sacco, direttore generale dell’Azienda per il Turismo della Val di Sole. «Ecco perché ci siamo posti un obiettivo ambizioso: diventare la prima località turistica montana a dotarsi di una certificazione ad hoc per l’accessibilità delle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive». Dopo l’attività sportiva si superano paure e si integrano facilmente nelle attività quotidiane   Venire incontro alle esigenze dei disabili che vogliono praticare gli sport invernali ha peraltro un grande valore sociale: i vantaggi dell’attività fisica sono ancora più rilevanti per le persone disabili. Con lo sport, imparano infatti a controllare il proprio corpo, sviluppano fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità, accrescono l’autostima. Soprattutto se la disabilità è successiva a un incidente più o meno grave, la pratica sportiva migliora le capacità di coordinamento e la consapevolezza del proprio corpo. Nel caso dei ragazzi disabili, poi, è stato dimostrato che, dopo l’attività sportiva, migliorano l’umore, diventano più socievoli, superano paure e si integrano facilmente nelle attività quotidiane e nella vita sociale.   Un progetto ambizioso e inclusivo La Val di Sole ha quindi avviato il percorso che, nelle intenzioni dei promotori, porterà a farsi certificare da un soggetto indipendente. «Una prima assoluta – sottolinea Sacco - perché se si fanno ricerche sul turismo accessibile, si notano molte destinazioni che si vantano di essere barrier free. Ma nessuna ha mai ricevuto una certificazione di questo tipo» aggiunge Sacco.   «In questo modo daremo la possibilità alle persone disabili di poter alloggiare in piena comodità in Val di Sole in hotel attrezzati, renderemo accessibili alcune esperienze caratteristiche del territorio e offriremo servizi di contorno per completare l’offerta, attraverso l’accessibilità di trasporti, rifugi, musei e impianti di risalita».   Il percorso ha coinvolto fin da subito i molti soggetti turistici della valle: gestori degli impianti, dei rifugi a bordo pista, responsabili della mobilità collettiva, proprietari di hotel, ristoratori, scuole sci e noleggiatori di attrezzature sportive. «Abbiamo scelto un approccio inclusivo perché questo tipo di rivoluzioni funziona solo se i tanti soggetti coinvolti si sentono parte del progetto» spiega Sacco.   Situazione buona per trasporti e scuole sci   La strada verso l'obiettivo è iniziata fotografando il livello di accessibilità in Val di Sole. Con alcune notizie positive: alcune attività sono già a buon punto. Dal punto di vista dei trasporti, ad esempio, la valle trentina è già servita da un treno senza barriere – il Dolomiti Express – che serve molti comuni solandri e, alla stazione di Daolasa, permette di salire sulla cabinovia che, in appena 12 minuti, conduce fino all’Alpe Daolasa a 2040 metri e da lì alla skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta Val di Sole Val Rendena.   Buone notizie anche sul fronte delle scuole sci: tutte le 8 che operano nei tre comprensori della valle (Folgarida Marilleva, Pontedilegno-Tonale e Pejo­3000) hanno istruttori abilitati a insegnare o accompagnare sciatori disabili. Per offrire un ulteriore servizio, la Val di Sole ha deciso l’acquisto di un monoski con due sedute di taglia 2 e 4 – adatti sia a principianti che ai più esperti, consentono la salita in seggiovia con facilità e, già oggi, in alcune cabinovie – e di due dualski pilotato che permette di sciare condotti da maestri di sci o in autonomia anche da persone senza l’uso di arti inferiori e superiori.   Al tempo stesso, l’ApT ha anche iniziato un monitoraggio dello stato di accessibilità dei rifugi e degli hotel, attraverso un questionario inviato a gestori e albergatori. «Quella che abbiamo intrapreso è una grande sfida per rendere la nostra valle coerente con la volontà di essere aperta, solidale, sostenibile e amica di chi è più debole» conclude Sacco. «Siamo certi che questi sforzi miglioreranno la vita sia dei nostri amici turisti sia di chi vive nel nostro territorio».  

Val di Sole senza barriere

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