IN VAL D’AYAS A CHALLAND, LA MONTAGNA COM’ERA UNA VOLTA

Scritto da Marco Restelli on . Postato in Destinazioni, Weekend

Il Castello di Verrès, con la sua architettura medioevale imponente è la porta di acceso alla Valle d’Ayas. Si gira intorno al suo erto sperone roccioso e s’inizia a percorre questa valle laterale, una delle prime che s’incontra  inoltrandosi nella Val d’Aosta.
Subito la vallata sale fra boschi, alpeggi e paesi dai tetti di ardesia fino agli oltre 1500 metri di Champoluc e allo splendore del gruppo del Monte Rosa.

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E’ una valle aperta e assolata, che dopo il disgelo veste una livrea verde splendente, perfetto luogo di passeggiate per gli escursionisti. Sui prati, in primavera e in autunno, i valligiani si sfidano in due campionati di  Tsan, un gioco tradizionale a squadre che ricorda vagamente il baseball e che fa parte, insieme al Palet e al Fiolet della Fédérachon Esport de Nohtra Téra. La tradizione, in questi luoghi, ha ancora un ruolo importante nella vita quotidiana.
La media valle è fin dagli anni ’20 del secolo scorso un luogo di villeggiatura, di fascino e di pace, e conserva i ritmi lenti di una volta. A Challand Saint Anselme la vita di montagna si svolge oggi come un tempo all’ombra del castello di Graines dell’anno mille, il più antico della Val d’Aosta. Vigila dall’alto di uno sperone di roccia e contribuisce insieme alle cime severe del Mont Nery e della Dame di Challand, a rendere il panorama grandioso.
La natura, che qui è attentamente rispettata, pervade ogni attività quando ci si inoltra – a piedi, a cavallo, in mountain bike – nei boschi di conifere verso le ex miniere di quarzo aurifero di Bechaz, percorrendo i sentieri costeggiati da canali di irrigazione medioevali, fermandosi ad ammirare il lago e le cascate di Villa.
A breve distanza dal paese, la riserva di pesca del Casinò della Vallèe di Saint Vincent lungo il torrente Evançon, un tempo attirava ospiti illustri che qui si fermavano per soggiornare, pescando e passeggiando nei boschi. Anche oggi si pesca, ma con il metodo “catch and release”, senza uccidere i pesci.

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L’hotel La Torretta a Maé, una frazione di Challand Saint Anselme, ha due storie da raccontare. La prima è quella degli anni ’20 del nonno di Paola Voulaz, l’attuale proprietaria. Costruì la prima struttura, in stile liberty, dove si fermava la corriera. Negli anni ‘70 l’ex frutteto divenne “l’ala moderna”, a conferma di un successo dovuto alla bellezza dei luoghi e alla bontà della cucina valdostana di famiglia e sancito da ospiti del calibro del conte Olivetti, Dino De Laurentis, Silvana Mangano, Renato Rascel e Giuseppe Saragat.
La seconda storia è quella della nipote Paola, psicoterapeuta del Tribunale per minori Beccaria, che ad un convegno incontrò Domenica (Nica) Di Pietrantonio, naturopata. Insieme queste stimate professioniste decisero di cambiare vita e far rinascere la Torretta. Sono partite da una minuziosa ristrutturazione, fatta in prima persona allestendo una segheria nel seminterrato per intagliare gli antichi legni, recuperati da stalle e vecchie malghe, che oggi rivestono l’hotel. I numerosi intagli che rendono le 16 camere e le parti comuni calde ed accoglienti sono disegnati ed eseguiti da loro, e creano una suggestione tipica dell’abitare valdostano: si percepisce un mix di sobrietà e cura del particolare mai leziosa, perché così è la gente della valle.
Il lavoro minuzioso ed eccellente prosegue nella cucina del ristorante Majon, dove Paola si cimenta nelle ricette tipiche realizzate con i “suoi” prodotti. Le verdure sono del suo orto, il lardo e la mocetta sono lavorate da lei, persino il gelato, fatto con latte d’alpeggio e con i frutti di bosco della valle, viene dal suo laboratorio, dove si tengono corsi di gelateria e studi sulle miscele vegane e gluten free.

Slow Holiday” è l’ultima idea della vulcanica Nica Di Pietrantonio. E’ un marchio che conta 30 piccole Maisons d’Hôtes valdostane che promuovono un turismo all’insegna della cultura e della tradizione locale. Capofila di queste strutture è la Maison Dominique,  un rascard valdostano composto da stalla, cucina, solaio e fienile, trasformato da Nica, lavorando sempre in prima persona, in un B&B di grande charme. Fra le case del piccolo borgo Walser di Maé, è l’indirizzo perfetto per gli ospiti desiderosi di privacy . Ognuna delle sei camere riprende nel nome la destinazione d’uso che l’ambiente aveva: crota, ehstabio, pailly, ecc. Ognuna richiama negli arredi la sua origine. Tutto il piccolo complesso funziona con un sistema di eco-energia per l’acqua calda ed il riscaldamento, grazie a pannelli solari e caldaia a biomasse e gli ambienti sono rivestiti di biolegno e calce naturale.
Perché tutto, secondo queste signore di montagna, deve essere in armonia con la natura circostante.

 

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Paola cucinaDormire a Challand Saint Anselme
Hotel La Torretta – Frazione Maè 8, Challand Saint Anselme (Ao) tel 0125 965218 – Esternamente una struttura anni ’70, internamente il calore  e la suggestione del legno antico e di oggetti d’arredo ricavati dalla vita quotidiana dei valligiani. A breve sarà disponibile anche una suite-spa di grande intimità. Ottima la cucina tipica nella sala scaldata dal fuoco del camino. Prezzo €€

Mangiare in Val d’Ayas
Ristorante Majon – de La Torretta (vedi sopra). I piatti tipici con un tocco di raffinatezza: lo sforma tino di cavoli coperto di fonduta, la zuppa valdostana, la polenta concia con la fontina, la carbonada di vitello, tutto di propria produzione o a km 0. Prezzo €€
Bistrot Ramet  – Frazione Villa 226, Challand-saint-victor, tel 0125 945005 .  Un posto autentico, fatto di semplicità, cortesia e tradizione: lardo, mocetta e castagne, cotoletta alla valdostana, fonduta, tutto a prezzi contenuti. Prezzo €

Per informazioni
Consorzio Turistico Val d’Ayas – Monte Rosa 

Marco Restelli
marco@agendaviaggi.com
Foto di Elena Bianco

 

 

Marco Restelli

Marco Restelli

Milanese, membro del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica), è un giornalista e blogger specializzato sull’Asia. Dopo una laurea in lingue orientali ha lavorato per molti anni in RCS e poi in Gruner+Jahr/Mondadori, dove è stato vicedirettore del mensile Geo. Ha insegnato Cultura Indiana all’Università degli Studi di Milano. Oggi scrive reportage da tutto il mondo per numerose testate fra cui L'Espresso, Io Donna, Donna Moderna e ovviamente Agenda Viaggi. È Travel Consultant per Kel12-National Geographic Expeditions. Il suo blog è MilleOrienti (www.milleorienti.com).