Una divertente "altalena" di emozioni e significati in scena al Binario 7 di Monza

Una divertente “altalena” di emozioni e significati in scena al Binario 7 di Monza

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in cinema

Un divertente spettacolo di Luigi Lunari, con la regia di Enrico Roveris, in scena al Teatro Binario 7 di Monza, dal 18 al 20 marzo. Ironia, paradosso, atmosfera surreale, comicità. Un grande successo di pubblico.

Monza. Italia.
Tre sull’altalena, una produzione firmata Binario 7, è davvero un’altalena di suggestioni: dal comico al drammatico, dal giallo al fantastico.

In sala si ride molto. Non mancano ammiccamenti alla vita reale, quella privata dei tre attori in scena che d’improvviso chiedono al tecnico delle luci di accendere tutto e sospendono un attimo la finzione scenica per buttarsi in un vivace scambio di battute assolutamente irresistibile; e quella dell’attuale momento storico, con l’accenno alle guerre “che non si combattono più” e il coprifuoco, inevitabile richiamo al lockdown.

Il mistero si infittisce poi quando…

La situazione è quella surreale di una stanza che ha tre ingressi, rispettivamente in tre indirizzi diversi. Nulla di più verosimile: l’edificio è molto grande e ha tre entrate, una in una piazza, una in una via, una in un’altra via. Sì, ma poi perché il colonnello in pensione (Alfredo Colina), lo scrittore di gialli (Enrico Roveris) e il piccolo imprenditore che ha un appuntamento galante (Gregory Bonalumi) si ritrovano tutti lì, convinti di essere il primo in un ufficio, il secondo in una casa editrice, il terzo in una pensione? E perché, soprattutto, quando tentano di uscire, ciascuno riesce ad aprire soltanto la porta dalla quale è entrato? Il mistero si infittisce poi quando scatta il coprifuoco, lo scrittore esce ma torna dopo poco fradicio e infreddolito (perché fuori piove a dirotto) ma, dentro, la finestra aperta affaccia su un sole caldissimo. L’unico telefono non ha segnale. Il frigobar conserva per ciascuno ciò che desiderano: quando lo apre il bevitore di birre vi trova solo birre, quando lo apre chi desidererebbe un’aranciata vi trova solo aranciate, quando lo aprono per offrire una cioccolata calda allo scrittore vi trovano addirittura quella.

Lì la tensione (e la comicità) salgono alle stelle

Sul tavolino del telefono ci sono alcune riviste patinate un po’ datate, una Bibbia e una guida del telefono. Di Shanghai. È un attimo; il più fifone dei tre, l’amante senza dama, fa due più due: sono isolati, i loro nomi sono tutti scritti su una guida telefonica di Shanghai, strani fenomeni si verificano in quella stanza…sono certamente tutti morti. In un disperato quanto comico tentativo di redenzione si mette a leggere la Bibbia e pregare intensamente. Quando poi arriva la signora delle pulizie (Denise Brambillasca) con un improbabile accento dell’Est che, nel dubbio sia la madre di Qualcuno, tutti e tre gli uomini si mettono ad aiutare alacremente, e fa riferimenti ambigui a suo figlio, lì la tensione (e la comicità) salgono alle stelle.

Divertente, ben recitata, bizzarra, la pièce di Luigi Lunari è un grande successo di pubblico. 
Foto piccola in alto Elena Borravicchio. Le restanti immagini, courtesy by Teatro Binario 7.

Info: Teatro Binario 7  

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.