Un viaggio nelle "isole Ogasawara", un patrimonio naturalistico tutto da scoprire

Un viaggio nelle “isole Ogasawara”, un patrimonio naturalistico tutto da scoprire

Scritto da Veronica Cipriani on . Postato in Coppia, Destinazioni, Itinerari, Single

Avete presente il paradiso? Ecco, sicuramente in moltissimi lo immaginano come le Isole di
Ogosawara. Gioiello incastonato tra il verde e il blu dell’Oceano Pacifico.

Giappone.
Le Isole Ogasawara si trovano a circa 1000 km a sud da Tokyo, distanti quanto basta dal caos e dall’innovazione della città. L’arcipelago si compone di trenta isole tropicali, di cui solo due sono abitate tutto l’anno: Chichijima e Hahajima. L’unico modo per raggiungerle è attraverso un viaggio in barca di circa 24 ore.

All’arrivo, saremo sicuramente stanchi, ma completamente stupiti ed estasiati dalla bellezza del luogo quando difronte a noi troveremo: le Isole Ogasawara dal 2011 Patrimonio Unesco.

Cosa possiamo fare sulle Isole Ogasawara?

Durante il nostro soggiorno possiamo godere e conoscere più a fondo le isole grazie a delle attività guidate che ci permetteranno di esplorarle nel pieno rispetto del luogo.

Accompagnati dalle guide del Tokyo Nature, possiamo visitare l’ isola di Minamijima, famosa per il suo ecosistema di formazione carsica e perché abitata da rare specie di tartarughe e uccelli marini, ma anche per la sua spiaggia bianca: Laguna Ogi-ike. Sembra infatti, essere il miglior luogo dove poter fare incontri emozionanti con tartarughe, balene e delfini.

L’arcipelago è inoltre, un luogo dove poter fare immersioni e snorkeling, poiché l’isola di Chchijima ospita una barriera corallina. Se fortunati tra il mese di maggio e giugno, riusciremo anche ad ammirare il fenomeno naturale in cui i coralli rilasciano le uova, di solito avviene in una notte di luna piena e, una volta l’anno. Inoltre, grazie alle immersioni possiamo apprezzare il relitto della nave Hink-maku affondata da un siluro durante la seconda guerra mondiale.

Questo arcipelago sembra essere il luogo perfetto per poter ritrovare la pace in sé stessi. È un ottimo esempio di turismo esperienziale e sostenibile, poiché possiamo vivere un viaggio a contatto con la natura e noi stessi, nel completo rispetto della biodiversità e delle comunità che lo vivono. È infatti importantissimo, data la sua formazione naturale, rispettare le norme vigenti durante ogni attività che decidiamo di svolgervi.

Curiosità Enogastronomiche:
  • Le temperature tropicali della zona hanno influito sulle coltivazioni. Frutta e verdura locali sono “shima-furutsu” e “shima-yasai”, gustosi pomodorini simili ai fagioli;
  • Coltivato in queste terre e ormai celebre in tutto il mondo è il “frutto della passione”;
  • Altri prodotti locali sono il caffè e il rum, particolari per il loro sapore e aroma. In queste isole è anche facile poter mangiare non solo il sushi di pesce, ma anche quello di tartaruga verde, accompagnato dalla tempura di fagioli alati.
Curiosità Tradizionali:
  • Durante la visita nei centri abitati possiamo trovare laboratori di “takanoha zaiku”, dove insegnano a realizzare oggetti d’artigianato locale fatti con le foglie.
  • Spettacolo tipico è la danza nan’yo, caratterizzata dalla presenza della musica dei tamburi, che vengono suonati durante le esibizioni di ballo.

Un viaggio sulle Isole di Ogosawara non può che essere un viaggio che lascia un ricordo positivo di equilibrio tra bellezza del paesaggio e i villaggi che lo vivono. Infine, è un’esperienza che imprime nel visitatore una serenità che forse in altri posti non è ripetibile. Insomma, un luogo unico nel suo genere.

Veronica Cipriani

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Veronica Cipriani

Romana ma con origini abruzzesi, forte infatti è il mio legame con l'Abruzzo, ma soprattutto con la natura. Sin da piccola sono stata abituata a viaggiare e a conoscere la bellezza. Mi appassionano tante cose ma oggi, dopo tanti errori ho capito cosa voglio fare: parlare e far conoscere il Bel Paese e il resto del mondo alle persone, questo è il mio obiettivo. Il Turismo è la mia principale passione e studio continuamente perché un giorno sia la mia professione. Non a caso per gli amici più stretti sono GoogleMaps