Lugano, Svizzera. Fino all’8 gennaio al LAC, Museo d’arte della Svizzera italiana, è in corso una grande mostra dedicata a Paul Signac (1863-1935), Riflessi sull’acqua. A cura di Marina Ferretti Bocquillon, direttore del Musée des impressionismes di Girveny, in collaborazione con la Fondazion de l’Hermitage di Losanna, la mostra, attraverso oltre centocinquanta opere provenienti da un’eccezionale collezione privata, illustra la carriera di uno dei massimi protagonisti dell’arte di fine Ottocento.
Un pittore nomade Paul Signac, in viaggio perenne tra terra e mare, che con il suo pennello intinto nelle acque marine dell’Europa e non solo (viaggiò in Italia, Olanda, Turchia e moltissimo in Francia) ricreò la freschezza lucente di una natura vibrante, gioisa e coloratissima sviluppando accordi cromatici raffinati, in una ricerca continua tra “l’ansia di verità e l’attenzione allo stile” come ha sottolineato Francoise Cachin.
Signac. Riflessi sull’acqua è il titolo della mostra aperta al MASI di Lugano, fino all’8 gennaio che illustra molto bene la gioia febbrile e rigorosa di un pittore dallo sguardo delicato e profondo, poetico e scientifico insieme in cui i contrasti diventano armonie perfette, oltre la tecnica: l’anima.
Centoquaranta opere, fra olii, chine e molti acquarelli provenienti da un’unica collezione privata, invitano a scoprire un pittore già noto al pubblico per la sua tecnica di divisione dei toni, il “puntinismo”, basata su piccoli tocchi di colori puri impressi sulla tela, attraverso un ventaglio rappresentativo dell’evoluzione artistica di Signac. Dai primi dipinti impressionisti fino agli ultimi acquarelli della serie dei Porti di Francia, passando per gli anni del neoimpressionismo, il fulgore di Saint – Tropez, le immagini scintillanti di Venezia, Rotterdam e Costantinopoli.
Ma nello stesso tempo la mostra offre una visione sfaccettata di Signac, un uomo pragmatico, votato all’esplorazione cromatica, con la passione per il mare e le barche. La scoperta di Saint-Tropez, dove Signac si stabilisce nel 1982, coincide con le sue prime prove ad acquarello, di cui la mostra riunisce alcuni esemplari rari. E sarà proprio l’acquarello la tecnica prediletta dal pittore che accompagnerà i suoi molteplici viaggi, in particolare quelli alla scoperta dei grandi porti europei.
Nella serie Porti di Francia, Signac si riallaccia alla tradizione dei viaggi pittoreschi, e in particolare alle grandi imprese di Claude – Joseph Vernet e William Turner. Qui è evidente il culmine di levità e freschezza a cui perviene l’artista, che fuori dall’esigenza della divisione dei toni trova nei lavori en plein air maggiore libertà espressa in tocchi di colore acquatici vitali e dolcemente iridescenti, di un’ armonia visiva sempre nuova.
A cura di Anna C. Alemanno
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