Alla Milano Design Week 2026 Zurigo si racconta attraverso una lente nuova e sorprendente: una città che non espone soltanto il proprio design, ma lo mette in relazione con arte, grafica e cultura contemporanea. Nel cuore del Convey Building prende forma The Zurich Edit, un progetto firmato da Zürich Tourism che trasforma la scena creativa zurighese in un racconto immersivo, aperto e in continua evoluzione.
Milano, Italia.
Zurigo arriva a Milano, ma cambia il punto di vista
Non è una semplice mostra, ma un invito a entrare dentro una città. Con The Zurich Edit, Zurigo si presenta a Milano attraverso le sue energie creative più vive, quelle che oggi attraversano design, arte e cultura visiva senza confini rigidi.
L’idea è quella di costruire uno spazio che non separa, ma mette in relazione: oggetti, linguaggi e visioni si incontrano come in un unico flusso narrativo.
Un paesaggio creativo fatto di contaminazioni
Dentro lo spazio espositivo, il visitatore si muove tra epoche e linguaggi diversi. Il design contemporaneo dialoga con pezzi vintage, mentre la grafica si intreccia con la ricerca artistica.
La mostra diventa così una sorta di paesaggio culturale stratificato, dove Zurigo emerge non come immagine statica, ma come città in trasformazione.
Oggetti che raccontano storie
Tra le presenze più significative c’è Kioskio Gallery, che costruisce un racconto fatto di icone del design e pezzi da collezione.
La Rocking Chair di Wolfgang Feierbach e la poltrona Karelia di Liisi Beckmann per Zanotta diventano punti di riferimento visivi, affiancati dalle lampade di Gae Aulenti, Enrico Tronconi e Karel Wolf.
Non si tratta solo di oggetti, ma di tracce di pensiero progettuale che attraversano il tempo.

Il design come processo, non come forma
La ricerca contemporanea prende corpo nei lavori di Yael Anders, che porta in mostra una serie di vasi nati da una pratica ibrida tra arte e design.
Accanto, Tobias Brunner presenta i tavolini ASO sviluppati con il brand svizzero MOX: tre elementi, una struttura essenziale, un’idea di progetto che elimina il superfluo per arrivare all’essenza.
Quando l’architettura diventa pensiero
Nel percorso trova spazio anche Trans Magazin, pubblicazione dell’ETH Zürich che usa l’architettura come punto di partenza per parlare di politica, filosofia e società.
Più che una rivista, un laboratorio di idee che attraversa discipline diverse senza mai fermarsi a una sola lettura.
Una nuova generazione visiva
A dare ritmo all’identità del progetto è il lavoro di Nathan Meyer, che porta in mostra due interventi grafici essenziali e diretti.
Segni visivi che raccontano una generazione creativa attenta alla sintesi, alla sperimentazione e alla forza dell’immagine come linguaggio autonomo.
Zurigo, più vicina di quanto sembri
The Zurich Edit restituisce l’immagine di una città che non si limita a esporre il proprio design, ma lo vive come sistema culturale aperto.
E il collegamento con Milano è anche geografico: appena tre ore di treno separano le due città, ma il dialogo creativo è molto più ravvicinato.
Dal 17 al 27 settembre, questo stesso spirito continuerà nelle Zurich Design Weeks, quando l’intera città svizzera si trasformerà in un palcoscenico diffuso tra mostre, installazioni e progetti.
Photo courtesy of Alessia Rizzetto Communication



