Promette bene la stagione 2020/2021 al Teatro Manzoni di Milano

Promette bene la stagione 2020/2021 al Teatro Manzoni di Milano

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in Appuntamenti, cinema

Carichi e pronti a ripartire, attori e produzioni regaleranno al pubblico milanese 35 nuovi spettacoli, dal classico al contemporaneo, passando per il cabaret, la danza, l’arte, lo storytelling, la musica e la favola. Una proposta ricca e variegata.

Foto Stefano Binci

Milano. Italia.
Riparte con forte motivazione la stagione teatrale 2020/2021 del Teatro Manzoni di Milano. Presentato giovedì 6 ottobre in remoto, il nuovo cartellone prevede 35 spettacoli, di cui alcuni inediti, e quasi 200 repliche. 

Il direttore Alessandro Arnone, collegato dagli uffici del Manzoni, ha ringraziato sentitamente l’azionista Fininvest e le produzioni, che hanno accolto e condiviso il rischio di investire nel teatro e continuare a sostenere la cultura nonostante la grave battuta d’arresto che il lockdown ha comportato. Un ringraziamento in questo senso è stato espresso anche dall’assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno, che si è augurato che presto tutta la Galleria Manzoni, dove lo storico teatro meneghino ha riacceso le luci, possa tornare a brillare con installazioni temporanee ed esercizi commerciali in attività.

Quattro le rassegne dell’anno: ProsaCabaretExtra e Family. Per ciascuna, la quasi totalità dei protagonisti si è collegata alla conferenza stampa in diretta, da casa o da luoghi insoliti, o vi ha partecipato con video registrati, tutti dimostrando grandissimo affetto per il Manzoni e per il fare teatro.

Molte le commedie brillanti e gli spettacoli di cabaret che faranno ridere ma anche riflettere e, in questo periodo così difficile e delicato da gestire, regaleranno un po’ di sapiente ironia a spettatori che da lunghi mesi attendono che il sipario si rialzi.

Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio porteranno in scena Amore mio aiutami, celeberrimo film con Alberto Sordi e Monica Vitti, scritto da Roberto Sonego. “Complimenti al Teatro Manzoni che non è convenzionato: grazie da parte degli attori e degli spettatori! – Ha commentato Tedeschi – Il Manzoni è casa, è un appuntamento imprescindibile per chi fa questo mestiere: è il salotto di Milano. È una gioia incredibile tornare e aprire la stagione! Saremo emozionati”.

In scena poi Queste pazze donne, con Benedicta BoccoliMilena Miconi e Rosita Celentano, per la regia dell’austriaco Stefano Artissunch.  “È la storia di tre solitudini, uno spettacolo divertente – Ha detto Boccoli – Siamo proprio giuste in questo spettacolo, giuste nella vita e giuste in scena. Uno spettacolo per il pubblico e non contro il pubblico, che sarà apprezzato dalle abbonate. Ci saranno risate ed eleganza”. “Sono contenta di tornare al Manzoni e per la prima volta non da spettatrice ma da attrice – Ha aggiunto Celentano – Adoro la commedia brillante, non potrei fare altro, perché il segreto della vita è non prendersi troppo su serio: nei momenti più difficili bisogna sempre trovare il lato divertente, magari cinico, ma divertente. Nello spettacolo io porto le corna: le corna ormai sono il mio mantra, non solo in scena…mi portano fortuna!”.

A dicembre fino alla sera di San Silvestro andrà in scena Scusa sono in riunione… Ti posso richiamare?, con Gabriele Pignotta, regista e protagonista, e Vanessa Encontrada, una reunion di vecchi compagni di università, dai toni da black comedy.

Poi sarà la volta di Don Chisciotte con Alessio Boni e Serra Yilmaz, già previsto in cartellone nel 2019/2010, che approda finalmente al Manzoni con grande fremito da parte degli attori, in “resilienza piena”, come ha commentato Boni.

Un altro adattamento per il teatro sarà I soliti Ignoti, con Vinicio Marchioni e Giuseppe Zeno, che trae spunto dal film del 1958, del regista Mario Monicelli, con i due mostri sacri Marcello Mastroianni Vittorio Gassman.

Foto Romolo Eucalitto

A marzo Mine vaganti, per la prima volta sul palco, con la regia di Ferzan Ozpetek. “Sono molto contento di come reagisce il pubblico: durante le prove mi è venuto in mente di utilizzare il pubblico come fosse un paese o una città, interagendo direttamente con le persone – Ha detto il regista – In molte rappresentazioni ci sono stati applausi a scena aperta, applausi finali lunghissimi: il pubblico così coinvolto è un’esperienza piacevolissima! Al cinema non hai questa sensazione.

L’ultimo dei grandi classici sarà Liolá di Pirandello, del 1916, con l’adattamento e la regia di Francesco BellomoGiulio Corso protagonista. “L’ambientazione è particolare – Ha dichiaro Bellomo – Io sono di Agrigento: Liolá era nel mio dna. Diversamente dall’originale è ambientato in un borgo marinano della Scala dei turchi. C’è l’uso del dialetto, un italiano sicilianizzato, emerge tutta la verve siciliana. Il finale è diverso”. “Liolá racchiude tutto il meglio del teatro italiano: è un unicum, per la prima volta si introduce la musica – Ha detto Corso – È uno spettacolo godibilissimo, precursore di tutta la commedia musicale italiana.

Per concludere la rassegna Prosa: Se devi dire una bugia dilla grossa, con Paola QuattriniAntonio Catania e Gianluca Ramazzotti. Uno spettacolo divertentissimo, andato in scena nel 1986, nel 2000 ed ora nel 2020, sempre con la stessa protagonista: “Non sono la nonna della protagonista, sono sempre io! Voglio il teatro, voglio il palcoscenico, voglio il pubblico!” ha commentato Quattrini con grande vivacità. “Paola è unica! Molte cercano di imitarla ma Paola è Paola” ha sottolineato Ramazzotti.

Foto Lucia Iuorio

Per la rassegna Cabaret calcheranno le scene Antonio OrnanoRaul CremonaGiovanni VerniaDebora Villa con Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere (per la prima volta con una protagonista donna), Moni Ovadia e Dario VergassolaFrank MatanoAndrea Pisani Luca Peracino (anche detti PanPers) e Angelo Duro.

Per la rassegna Extra delle vere chicche al Manzoni: Queenmania Rapsody, la favola dei Queen a teatro; (S)legati, la straordinaria storia degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates portata in scena da Jacopo Bicocchi Mattia Fabris e non solo in scena, ma anche in vari rifugi in alta quota, dove il racconto della montagna vibra in maniera diversa; Siamo musica, un affascinantissimo viaggio nel mondo del compitore e biologo Emiliano TosoAlmeno tu nell’universo, un omaggio a Mia Martini, di Matilde FacherisVirginia Zini e Sandra ZoccolanÈ questa la vita che sognavo da bambino?, già previsto nel 2019/2020, con Luca Argentero, che con grande disponibilità farà numerose repliche per soddisfare le richieste di tutti gli spettatori, della scorsa stagione e di questa; Leonardo Manera e Alessandro Milan in Oh mia bela Madunina e Drusilla Foer nel recital Eleganzissima. Due appuntamenti con la danza de Il Lago dei Cigni della Compagnia Nazionale di Raffele Paganini e con la musica degli Abba. Un appuntamento con l’arte nella serata Dante Giotto di Vittorio Sgarbi.

La rassegna pensata per le famiglie sarà all’insegna di mostri e paure che visti da vicino così tanto spavento non fanno (La famiglia Transylvania – il giorno di Halloween – Il Gruffalò, per la prima volta rappresentato in Italia, La meravigliosa favola del Grinch e del Natale), di due grandi classici Biancaneve e i (7) nani e Le straordinarie avventure di Pinocchio, che tanto classici non saranno, e l’elegante ironia di Non è colpa della cicogna che spiegherà con un linguaggio a misura di bambino proprio come nascono i bambini.

Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.