PARIS BORDON. PITTORE DIVINO IN MOSTRA A TREVISO

PARIS BORDON. PITTORE DIVINO IN MOSTRA A TREVISO

Scritto da Marta Covre on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Il 16 settembre apre al pubblico la più grande mostra monografica mai realizzata su Paris Bordon, pittore trevigiano del Cinquecento, che ormai da troppo tempo attendeva di essere celebrato come quel grande esponente del Rinascimento veneziano che è sempre stato, nonostante sia stato oscurato, come molti altri, dalla fama del suo maestro Tiziano e di Giorgione.

Treviso, Italia.
Questa mostra non s’ha da fare: questo deve aver pensato a un certo punto la squadra di lavoro che da anni era impegnata nell’organizzazione. Inizialmente pensata per febbraio 2021, è stata rimandata una prima volta a causa del protrarsi della pandemia. Un anno dopo, i venti di guerra della primavera 2022 hanno imposto di ripensare alcuni prestiti, escludendo quelli previsti dal Museo Statale Ermitage. Ancora una volta sembrava che tutto remasse contro questa esposizione, invece la perseveranza ha premiato: finalmente ha aperto al pubblico la più grande mostra puramente monografica di Paris Bordon. Puramente monografica perché ci sono solo opere firmate dal pittore trevigiano, senza aggiunte di contemporanei, botteghe, seguaci e amici, per una precisa scelta curatoriale di dare al “Divin Pitor” tutta l’attenzione che merita.

La mostra raccoglie 34 opere di Paris Bordon provenienti dai maggiori musei del mondo, tra cui la National Gallery di Londra, il Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, l’Ashmolean Museum di Oxford, l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, la collezione principesca del Liechtenstein, le Gallerie degli Uffizi e i Musei Vaticani, oltre a varie collezioni private. Non dunque un’esposizione imponente in termini numerici, ma estremamente significativa nel dare conto di tutti i generi pittorici con cui Bordon si è cimentato.

La mostra

Le otto sezioni tematiche sono così articolate: eredità di Tiziano, Fortuna storica, Ritratti, Mitologie, Eros, Invenzioni di Paris, Quadri di devozione privata, Opere devozionali e pale d’altare. La prima è un’introduzione all’artista e al suo stile, che all’inizio risente molto dell’influenza del suo maestro, Tiziano Vecellio; subito dopo però possiamo comprendere l’importanza che Bordon assume nella sua autonomia di artista riconosciuto. I volumi firmati da Vasari, Pietro Aretino, Cavalcaselle e altri, le sole sette testimonianze non strettamente artistiche presenti in mostra, ci raccontano della sua vita e del suo successo. Poi si prosegue con tele più o meno grandi in cui il pittore trevigiano dà prova della sua abilità di ritrattista e di interprete delle figure mitologiche e bibliche. La sezione dedicata alle invenzioni di Paris ospita una serie di disegni in cui l’artista provava e riprovava su carta pose, anatomie, dettagli prima di avvicinarsi alla tela. Infine, l’ultima sala si focalizza sull’aspetto devozionale della pittura: opere di piccole e medie dimensioni pensate per la devozione privata, e opere di grande formato, nate come pale d’altare. Le più significative tra queste sono senza dubbio San Giorgio uccide il drago, conservata ai Musei Vaticani e restaurata per l’occasione, e l’Annunciazione, con l’impressionante architettura che fa da sfondo alla vicenda.

I curatori hanno inoltre scelto di non spostare le opere di Bordon già presenti all’interno della pinacoteca di Santa Caterina, ma di raccoglierle in una sala dove potessero essere messe in dialogo con opere dei suoi contemporanei. Come non sono state spostate le opere dell’artista sparse in città, nelle chiese in particolare. Ma suoi sono anche alcuni degli affreschi che adornano diversi edifici di Treviso, tutti da scoprire in un itinerario artistico a passeggio per la città.

L’artista

Paris Bordon nasce a Treviso nel 1500, ma già a sette anni vive a Venezia, in seguito alla morte del padre, e nella prima adolescenza diventa apprendista di Tiziano. Non ci sono molte notizie su questi primi anni della sua vita, e quanto sappiamo si deve a Vasari, che lo conobbe nel 1566. Intorno all’età di vent’anni, Bordon lascia il suo posto di assistente di Tiziano e diventa un artista autonomo. È nelle prime opere che si intravede il suo desiderio di rifarsi al grande mito dell’epoca, Giorgione, senza tuttavia mai abbandonare completamente l’impostazione, gli schemi, i colori appresi a bottega. Per anni Paris Bordon viaggia nei territori della Serenissima in cerca di committenti, e non stupisce che sue opere siano arrivate a Bari, spedite ad ambasciatori e committenti incontrati a nord. La Consegna dell’anello al doge per la Scuola Grande di San Marco a Venezia è un punto di svolta nella sua carriera, un vero riconoscimento del suo talento in Laguna. Ma questo non significa che Paris Bordon si fermi qui: continua infatti a viaggiare, va a Milano, Genova, Fontainebleau e poi di nuovo nella terraferma veneziana, fino a ritornare sempre più spesso verso Treviso, dove si spegnerà nel 1571.
Photo Marta Covre

Info

PARIS BORDON 1500-1571. Pittore Divino
A cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino

Musei Civici di Santa Caterina
Piazzetta Botter 1, 31100 Treviso
16 settembre 2022 – 15 gennaio 2023
Dal martedì alla domenica 10:00 – 18:00
Biglietto intero € 12.00, previste riduzioni
Catalogo a cura di Marsilio Arte

Marta Covre

Trevigiana doc dal 1990, laureata in turismo, ora lavora a Venezia. Affascinata dalle lingue e culture del mondo, si cimenta da autodidatta negli idiomi che la attraggono – gaelico di Scozia in testa – mentre raccoglie il coraggio per affrontare il sanscrito. Da sempre appassionata di Storia, all’università ha iniziato ad approfondire la Grande Guerra partecipando a un progetto di ricerca, per poi entrare nel mondo del lavoro facendo diverse esperienze in ambito culturale. Sognatrice accanita, lettrice onnivora, ascoltatrice compulsiva di musica, è alla perenne ricerca di stimoli, nonché del suo personale Santo Graal. La sua giornata ideale comprende la ricerca di informazioni sulla prossima meta, la costruzione di itinerari, lo studio, magari pratico, della cucina locale, e infine il sogno a occhi aperti del momento di partire.