
Ostuni, Italia.
Natura incontaminata, storia, archeologia, cultura e mare. In una parola: Ostuni, la città bianca del Salento. La primavera e l’estate sono le stagioni ideali per scoprire la “città di luce” abbracciata dalla piana degli ulivi secolari, lambita dal mar Adriatico con spiagge dalle mille sfumature di blu e siti archeologici frequentati sin dalla preistoria. Abitata originariamente dai Messapi, subì l’influenza dei Greci, dei Romani, dei Normanni, degli Svevi e Angioini. Si deve ai Normanni l’edificazione del castello. Delle numerose porte medioevali ne restano due: Porta Nova e Porta San Demetrio. Grazie alla presenza della sede vescovile, del “Sedile” dei nobili e di molti conventi, nel centro di Ostuni sorsero palazzi dai sontuosi portali.
LA CITTA’ BIANCA
Il nucleo principale della “città bianca” è racchiuso da torri e mura di epoca Angioina. Ogni casa, tinteggiata con latte di calce, è un belvedere che si può ammirare dalle centinaia di finestrelle, che sembrano ammonticchiate sulle pareti che si affacciano al tramonto. Lungo le strade concentriche che attraversano Ostuni, si affacciano anditi, scale, piccole salite, balconcini, antichi portali e facciate delle chiese attigue agli ex conventi. Da vedere la cattedrale (chiesa matrice) dedicata alla Madonna Assunta, costruita tra il 1400 ed il 1500, in stile romanico gotico. Di singolare pregio è l’ampio e raffinato rosone con 24 raggi raffiguranti Dio, i dodici apostoli e Cristo. Al centro della città, c’è la statua di Sant’Oronzo protettore di Ostuni, posta sulla settecentesca guglia opera dello scultore locale Giuseppe Greco. Nell’ex convento delle Carmelitane si trova il museo della civiltà preclassica che custodisce gli inestimabili reperti di uno dei siti archeologici più importanti della Preistoria, quello Santa Maria di Agnano.

LA MAMMA PIU’ ANTICA DEL MONDO
Qui, nel 1991, venne scoperta dal professore Donato Coppola, la Mamma più antica del mondo. Visse 28 mila anni fa e aveva solo 20 anni, quando morì, incinta di otto mesi. Il suo scheletro e quello del bambino, sono custoditi nel museo assieme alle statuine votive dedicate alla Dea Demetra. La donna infatti ricevette gli onori di una Dea: non venne sepolta, ma adagiata nella grotta con il capo ricoperto da una cuffia di conchiglie e braccialetti di conchiglie al braccio. Dopo di lei, nella Grotta, è continuato il culto della Dea madre, fino a trasformarsi, nel Medioevo, nella venerazione della Madre con bambino di cui si conserva un affresco sulle pareti. Il verde intenso, l’azzurro del mare spumeggiante sono il biglietto da visita del Parco delle Dune Costiere. Qui la natura è selvaggia ed incontaminata. Vicino ai laghetti di acqua salmastra si possono scorgere gli uccelli che sostano nel parco prima di proseguire lungo le rotte migratorie verso l’Africa. E c’è un esemplare di ginepro coccolone vecchio di 700 anni!
NATURA SELVAGGIA FRA LE DUNE
“Il parco è aperto e visitabile tutto l’anno – spiega il direttore Gianfranco Ciola – lo si può vivere in vari modi: a piedi, in bicicletta. Molte le aziende votate all’ agricoltura bio. Si pratica l’allevamento sostenibile delle anguille. Nel parco vengono ancora allevate la pecora leccese e la mucca podolica, specie in via di estinzione”.
D’estate Ostuni è un pullulare di eventi. Tutti gli angoli del centro storico sono trasformati in piccoli palcoscenici naturali dove si esibiscono gruppi di giovani emergenti che propongono dallo swing ai classici della canzone internazionale. “Il nostro obiettivo – dice il sindaco, Gianfranco Coppola – è di rendere Ostuni, sempre più accogliente, bella come il salotto di casa dove si ricevono gli amici, con servizi sempre più di eccellenza”.
Info:turismo@comune.ostuni.br.it
Donato Sinigaglia





