Tre hotel storici della Capitale — Diana, Universo e Scalinata di Spagna — ospitano opere di Ostia Antica: le teste di Faustina Maggiore e Domizia Lucilla e l’affresco della Parca Lachesi (II sec. d.C.). Il progetto porta l’archeologia fuori dai musei, rendendola accessibile a un pubblico più ampio.
Roma, Italia.
Un progetto che unisce cultura e ospitalità, trasformando gli hotel in nuovi spazi espositivi. “Arte fuori dal Museo” si pone l’obiettivo di portare reperti preziosi fuori dai contesti tradizionali coinvolgendo larete degli alberghi storici di Roma. Il risultato? Condividere con un ampio pubblico opere che altrimenti sarebbero rimaste negli archivi (si stima che il 70% delle opere possedute dai musei italiani sia conservata nei depositi!), stimolando in questo modo anche ilturismo culturale.

Ostia Antica va in città
Giovedì 9 aprile l’Hotel Diana ha presentato “Ostia Antica va in Città”, progetto che prevede l’esposizione di tre opere di età imperiale (II sec. d.C.) provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ostia Antica, restaurate con cura e riportate all’originario splendore. Tre opere per tre alberghi, che per l’occasione hanno allestito specifiche teche per accogliere nelle proprie hall questi “ospiti speciali”:
- presso l’Hotel Diana, la testa di marmo di Faustina Maggiore, augusta moglie dell’imperatore Antonino Pio e futura divinità del vasto pantheon romano, presentata in una teca circondata da specchi per permettere di ammirarla a 360 gradi, compresa la particolare acconciatura simbolo di potere femminile;
- presso l’Hotel Universo, la testa marmorea della cognata e consuocera di Faustina Maggiore, Domizia Lucilla, ricchissima signora della nobiltà senatoria e madre dell’imperatore Marco Aurelio;
- presso l’Hotel Scalinata di Spagna, l’affresco (ad oggi presentato su un supporto ausiliario e non più su quello originale) di Lachesi, una delle tre Parche, deputata a misurare il filo della vita.

Arte fuori dal Museo
Il progetto “Arte fuori dal Museo”, nato nell’ottobre 2024 da un protocollo tra la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, la non profit LoveItaly ETS e Federalberghi Lazio, coinvolge diverse strutture alberghiere romane in un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale. Gli hotel aderenti selezionano, insieme a LoveItaly, opere conservate nei depositi museali, ne finanziano il restauro, l’assicurazione e le espongono per circa 18 mesi nei propri spazi, trasformandosi in veri e propri musei diffusi.
L’iniziativa è sostenuta anche dalla Fondazione Roma, con il contributo di sponsor come il Gruppo MAG e Montenovi, e punta a rendere accessibili opere raramente visibili al pubblico. Tra i protagonisti del progetto, Carlo De Angelis (Hotel Diana), Walter Pecoraro (Federalberghi Lazio), Alessandro D’Alessio (Parco archeologico di Ostia Antica) e Richard Hodges (LoveItaly) sottolineano il valore della collaborazione tra istituzioni e ospitalità nel promuovere un nuovo modello di fruizione culturale e turistica.

Un nuovo modello di turismo culturale
La soddisfazione e l’entusiasmo attorno al progetto sono evidenti e condivisi: tante le persone che hanno unito le proprie energie e competenze per renderlo possibile, tanta la partecipazione all’evento di presentazione, e tanti i turisti che potranno beneficiarne. Come sottolineato da Carlo De Angelis, si tratta di un modo per andare oltre il “semplice” soggiorno in hotel, attraverso una vera e propria possibilità di vivere la storia.

Il turismo culturale attira infatti persone in ogni momento dell’anno e poter ammirare opere dell’Antica Roma già dal proprio albergo è un’occasione unica. “[il progetto “Arte fuori dal Museo”] riporta alla luce un patrimonio nascosto che i turisti potranno fruire come elemento stesso della nostra accoglienza” afferma a tal proposito Walter Pecoraro.
Questo progetto segna l’inizio di una piccola ma significativa rivoluzione culturale: aperto a tutti gli alberghi del Lazio, ha un potenziale di crescita e diffusione ancora tutto da esprimere.
Photo dall’alto: Michela Formicone. Rossella Cerulli Ufficio Stampa (3). Michela Formicone.




