La 14ª edizione di “Musei in Musica” ha trasformato Roma in una sinfonia di arte e cultura, con oltre 90 eventi in 40 spazi della città. Tra i momenti clou, il concerto di Ariete all’Ara Pacis e l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta al Campidoglio. Magica l’atmosfera a Palazzo Braschi, tra gospel, musica barocca e concerto d’arpa.
Roma, Italia.
Sabato 7 dicembre, Roma è stata il palcoscenico della 14ª edizione di “Musei in Musica”, un evento che ha trasformato la città eterna in una sinfonia di luci, suoni e cultura. Nonostante il tempo incerto e la pioggia che si è intensificata dopo le 23, l’entusiasmo del pubblico non si è fatto scoraggiare: numerose le persone che hanno affollato i 40 spazi culturali e museali della città per vivere una notte unica, tra musica dal vivo, spettacoli e l’incanto dell’arte.
La musica a Palazzo Braschi
Tra i tanti luoghi protagonisti della serata, Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma, ha offerto un’esperienza davvero speciale. L’atmosfera natalizia di Piazza Navona ha fatto da sfondo al coinvolgente concerto gospel dei Big Soul Mama, organizzato dall’Associazione Culturale Alt Academy.
Proseguendo all’interno del palazzo, i visitatori sono stati accolti dal Salone Torlonia, dove il repertorio barocco ha preso vita con “Suoni e voci dalle corti barocche”: danze, arie e frammenti letterari che hanno riportato il pubblico indietro nel tempo. Al piano superiore, lo spettacolo “Echi Mediterranei” ha incantato con la dolcezza e l’eleganza dell’arpa, chiudendo il percorso musicale con note di straordinaria delicatezza.

Ariete e l’apertura all’Ara Pacis
L’inaugurazione ufficiale dell’evento è stata affidata ad Ariete, che al Museo dell’Ara Pacis ha regalato un set acustico emozionante. Accompagnata dal pianoforte, la giovane cantautrice di Anzio ha ripercorso i suoi successi in un’esibizione intima e potente. Una serata che ha sottolineato la semplicità e l’emotività che caratterizzano il suo stile, consolidando il legame tra la musica contemporanea e la storia millenaria di Roma.
Numerosissimi i giovani che hanno atteso Ariete in fila davanti all’Ara Pacis: dimostrazione di come tali iniziative possano essere di interesse anche per i più giovani, avvicinandoli alle realtà museali.
Tradizione e ritmo con “La Notte della Taranta”
Un altro momento di grande impatto è stato lo spettacolo dell’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta” in Piazza del Campidoglio. Ritmi trascinanti e sonorità moderne hanno accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso le tradizioni della pizzica tarantata. Un’energia contagiosa che ha unito passato e presente, riscaldando il cuore dei presenti nonostante il clima fresco.

Un’offerta straordinaria di eventi e cultura
Con oltre 40 spazi coinvolti e circa 90 eventi gratuiti o accessibili al costo simbolico di 1 euro, “Musei in Musica” ha offerto un panorama vastissimo di generi musicali e atmosfere: dai recital di opera ai concerti jazz, dalle tradizioni popolari alle innovazioni elettroniche.
I Mercati di Traiano hanno ospitato un tributo a Quincy Jones, mentre la Centrale Montemartini ha reso omaggio a Henry Mancini con uno spettacolo dedicato al centenario della sua nascita.
Altri spazi, come il Museo di Roma in Trastevere e il Museo Pietro Canonica, hanno proposto concerti dal sapore locale e internazionale, mentre il Museo Civico di Zoologia ha sperimentato contaminazioni tra funk, jazz e pop. Persino luoghi solitamente chiusi al pubblico, come il Senato della Repubblica e l’Ambasciata della Repubblica d’Albania, hanno aperto le loro porte per questa speciale occasione.
Un successo che celebra l’arte e la comunità
La serata, che si è protratta fino alle 2 del mattino, ha ribadito il potere della cultura come veicolo di connessione e ispirazione. Le strade di Roma, tra il suono della musica e la magia delle sue luci, si sono trasformate in un laboratorio a cielo aperto dove arte, tradizione e innovazione hanno dialogato armoniosamente.
“Musei in Musica” ha dimostrato ancora una volta la capacità di Roma di essere non solo custode della storia, ma anche protagonista della contemporaneità. L’attesa per la prossima edizione è già iniziata.
Photo Michela Formicone




