Il Museo Poldi Pezzoli annuncia un restauro straordinario in collaborazione con il World Monuments Fund. Grazie a una scoperta eccezionale, l’ambiente che ispirò i grandi musei americani tornerà alla sua configurazione ottocentesca, svelando tesori rimasti celati per decenni dietro un soffitto in cartongesso.
Milano, Italia.
Un tesoro nascosto dietro il cartongesso
C’è un segreto custodito nel cuore di Milano, tra le mura del Museo Poldi Pezzoli. Durante i lavori di analisi per il recupero del celebre Salone Dorato, è emersa una scoperta che ha del miracoloso: il soffitto tecnico installato negli anni ’70 nascondeva, quasi proteggendolo, l’arco marmoreo della serliana originale. Progettato da Lodovico Pogliaghi con raffinati elementi in bronzo di Giuseppe Speluzzi, questo elemento architettonico è rimasto intatto dalla metà dell’Ottocento, sopravvivendo persino ai traumi della storia. L’intervento, sostenuto dal World Monuments Fund (WMF), restituirà finalmente alla città la configurazione originaria di uno degli ambienti di rappresentanza più iconici d’Italia.

Dall’epoca d’oro alla ferita della guerra
Il Salone Dorato non è solo una sala espositiva, ma un’opera d’arte totale. Concepito nell’Ottocento come un unicum architettonico, era celebre per il suo soffitto a cassettoni dorato, le pareti rivestite in damasco di seta gialla e la monumentale serliana affacciata sul giardino. Un’avanguardia museografica talmente potente da diventare un modello internazionale, influenzando la nascita di istituzioni leggendarie come l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e la Frick Collection di New York. Purtroppo, i bombardamenti dell’agosto 1943 distrussero gran parte di questo splendore. Gli interventi del dopoguerra, pur necessari, avevano frammentato lo spazio, occultando ciò che si era salvato sotto strati di modernità che oggi, finalmente, verranno rimossi.

Sopra, Poldi Pezzoli, bombardamento Salone Dorato. Archivio Castello Sforzesco.
Foto grande in alto, Museo Poldi Pezzoli, Salone Dorato. Archivio Castello Sforzesco.
Il progetto di restauro e il ritorno alle origini
Il piano di recupero, firmato dall’architetto Piero Guicciardini, punta a un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo. Attraverso la rimozione del soffitto del 1974, verrà ripristinata la volumetria originaria della sala, ridando respiro alle decorazioni in marmo e bronzo della serliana. Per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, i pannelli del soffitto rinascimentale e gli arazzi storici potranno essere ammirati nella loro collocazione naturale. Ma il restauro sarà anche un’occasione di condivisione: un percorso didattico dedicato accompagnerà i visitatori attraverso le diverse epoche del Salone, dalla magnificenza ottocentesca alla distruzione bellica, fino alla rinascita odierna.
L’Italia e il World Monuments Fund: un legame storico
Questo intervento segna anche un momento istituzionale importante: il lancio di World Monuments Fund Italia. L’organizzazione, nata a New York nel 1965, ha radici profonde nel nostro Paese; furono proprio la salvaguardia della Torre di Pisa e l’alluvione di Venezia del 1966 a ispirarne la missione globale. Come sottolineato da Alessandra Quarto, Direttrice del Museo Poldi Pezzoli: “La tutela del patrimonio è una responsabilità condivisa. Siamo orgogliosi che il nuovo capitolo del WMF inizi proprio dal Salone Dorato, scrigno dei capolavori rinascimentali della nostra collezione”. Un invito, dunque, a riscoprire la bellezza che non si arrende al tempo.
Photo courtesy of Museo Poldi Pezzoli Ufficio Stampa




