A MILANO LA MOSTRA DEL SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS

Scritto da Ermanno Lucchini on . Postato in Appuntamenti, Weekend

Milano, Italia
Per la prima volta in Italia, una vasta selezione di opere vincitrici e finaliste del più grande concorso fotografico al mondo, il Sony World Photography Awards, sarà in mostra a Milano, allo Spazio Tadini. L’edizione 2015 della mostra venne ospitata alla Somerset House di Londra.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 16 settembre al 16 ottobre (biglietto d’ingresso: 2 €), è una straordinaria panoramica delle immagini più belle dell’edizione 2016 dei Sony World Photography Awards, concorso promosso dalla World Photography Organisation che ha avuto quest’anno un’enorme successo: 230.000 fotografie inviate da ben 186 Paesi, scattate sia da fotografi professionisti sia da talenti emergenti. Tra le foto esposte a Milano, anche le opere di nove fotografi professionisti italiani selezionate tra i vincitori e i finalisti nelle 14 diverse categorie.

Già aperte le iscrizioni per i Sony World Photography Awards del 2017, giunti alla decima edizione. Approfondimenti su www.worldphoto.org.

Ermanno Lucchini

Foto a partire dall’alto: 
1 © Pedro Jarque Krebs, 2nd Place, Peru, National Award, 2016 Sony World Photography Awards
2 © Maroesjka Lavigne, Belgium, 1st Place, Professional, Landscape, 2016, Sony World Photography Awards
3 © Kevin Frayer, Canada, 1st Place, Professional, Environment, 2016 Sony World Photography Awards
4 © Mohammed Yousef,, Kuwait, Shortlist, Professional, Environment, 2016 Sony World Photography Awards
5 © Abhijit Banerjee, India, Shortlist, Open, Travel, 2016 Sony World Photography Awards

 

Ermanno Lucchini

Elettrizzato da Londra a 14 anni, da allora Ermanno Lucchini non ha più smesso di viaggiare: da Lodi a Milano, tutti i giorni, casa-redazione redazione-casa (prima ad Altroconsumo, poi negli ultimi vent’anni a Io donna, il femminile del Corriere della Sera). Qualche parentesi: Madagascar, Polinesia, Ngorongoro, Cina, India, Messico, Cuba, Stati Uniti, Germania (in bici: lungo il Reno, sul lago di Costanza, a Monaco, a Berlino, a Kassel per Documenta). A 59 anni si ostina a pedalare e a prendere treni affollati e quasi sempre in ritardo: dice che è la miglior terapia per rimanere vivo. E vegeto.