Una nuova Milano, lontana dalla frenesia della città: LUBNA è il cuore pulsante di un progetto di riqualificazione urbana, lungo e particolarmente impegnativo, ha interessato quello che nei primi anni del ‘900 era un deposito di ossigeno. A guidare il Listening Restaurant Bar la coppia vincente di Moebius, lo chef Enrico Croatti, nuova Stella Michelin 2025, e il bar manager Giovanni Allario.
Milano, Italia.
Esclusività, intimità, convivialità: una location dove la frenesia diventa un ricordo e si puó godere un angolo di privacy a Milano. LUBNA ha aperto le sue porte poco più di un anno fa, in una zona di rigenerazione urbana a pochi passi da Porta Romana, Fondazione Prada e Fondazione ICA, che riporta alla vita a un’area di circa 3000 mq, restituendola alla città, dopo decenni di abbandono e degrado. Una location che presenta attività di diverso tipo, correlate dalla piazza centrale dove specialmente durante le belle serate è bello incontrarsi e scambiare idee.
Il progetto
«Questo è un progetto che parla di una Milano nuova, quella del futuro, che conserva la solennità della sua storia e al tempo stesso lo slancio all’innovazione e al continuo rinnovamento della città e del suo stile di vita» spiegano Alberto Querci, Francesco Sicilia, Lorenzo Querci e Natascia Milia founders del nuovo progetto.
Vengono chi dal mondo della ristorazione e chi dall’organizzazione di eventi e hanno unito le loro forze, mettendo a disposizione le proprie competenze per creare un luogo inaspettato nel nuovo cuore di Milano, un vero e proprio “contenitore” dove vivere diverse esperienze.
Il progetto di riqualificazione urbana, lungo e particolarmente impegnativo, ha interessato quello che nei primi anni del ‘900 era un deposito di ossigeno. «Gli spazi industriali sono vuoti urbani, preclusi alla città. Sia quando sono in attività che quando cessano la loro funzione, sono perimetri inaccessibili» – raccontano Luca e Marco Baldini dello studio Q-bic di Firenze che ha curato l’intero progetto. «Ecco perché abbiamo voluto pensare ad una piazza, un luogo centrale che fosse l’esatto opposto del vuoto urbano precedente. Uno spazio libero di socialità su cui si affacciano nuove attività». La nuova area si sviluppa infatti attorno a una piazza trapezoidale, di circa 1200 m2, che connette tre distinte funzioni: l’area eventi MAGMA, il listening restaurant bar LUBNA e la galleria d’arte SCARAMOUCHE. «Entrarvi significa varcare una soglia che sospende il tempo, trasportando il visitatore in un contesto che sembra estraneo alla frenesia urbana milanese».

LUBNA Listening restaurant bar
All’interno del grande spazio riqualificato, LUBNA è il cuore pulsante del progetto: un posto univoco e autentico, un listening restaurant bar aperto tutte le sere dal mercoledì alla domenica, il luogo fisico in cui ritrovarsi.
LUBNA si sviluppa con una forma architettonica semicircolare che abbraccia la piazza centrale. La grande sala è dominata dai toni scuri, dal cemento e dal ferro e da un unico grande bancone lungo 15 metri che riunisce postazione cocktail, cucina a vista e tavolo a cui accomodarsi.
LUBNA nasce come spazio ibrido in cui mangiare, bere, ascoltare musica. A firmare la proposta, la coppia vincente di Moebius, lo chef Enrico Croatti, nuova Stella Michelin 2025, e il bar manager Giovanni Allario, fautore della scalata del locale nell’ultima prestigiosa classifica The World’s 50 Best Bars (38° posizione 2024) e Top 500 Bars (41° posizione 2024).
Come per Moebius, il nome si ispira al mondo dei fumetti e a una figura giovane, sensuale, quasi una Lolita che riflette l’immagine seducente e dinamica del locale.

Cucina su fuoco
La volontà di Enrico Croatti, chef di Moebius, del ristorante stellato Moebius Sperimentale e ora anche di Lubna, è di dare un senso di autenticità, trovare un’essenza più intima e radicata: qui le proposte parlano di Romagna, di sapori di casa, di fuoco.
Una proposta che va in controtendenza perché non promette di sorprendere attraverso novità ma trova la sua identità nelle radici della cucina italiana, romagnola nella convivialità, ancestrale nelle cotture, iper tecnica e contemporanea nelle professionalità.
Il menù si presenta in tre fasi: crudo, brace, gelato e tutte le elaborazioni sono realizzate attraverso il fuoco, il fumo, la brace e la cenere. Il fuoco non è solo un metodo di cottura del cibo, ma un concetto che tocca le migliori materie prime, è un filo conduttore: è brace, è cenere, può essere solo profumo, calore, diversi gradi di cottura. Fuoco che viene governato in cucina grazie ad una griglia Josper unico in Italia non ancora lanciato sul mercato nazionale, e dove prendono vita tutti i piatti, dalle lasagne alla grigliata mista, signature dish del menù. Ma il primo menù è solo l’inizio di una linea di cucina fatta per evolversi, avere una continuità scavando nei gusti e ricordi dell’intera brigata che potrà quindi esplorare la cucina regionale, le differenze territoriali e di ingredienti dell’intera penisola.
Tra le proposte da provare la pizza di cipolle e gelato al parmigiano reggiano, un mix di sapori esplosivo e delicato, il saltimbocca di capesante al prosciutto di cinta senese, dove l’accostamento mare e terra trova il giusto equilibrio, e la tarte tatin di barbabietola, nocciole e taleggio, un accostamento che esalta le varie componenti e genera un prodotto finale di alta qualità.
Lasagna su brace di legna
La lasagna non è una ricetta, è un rito: quello della domenica e dell’amore dei gesti con cui viene preparata. La lasagna viene riportata in tavola da Croatti nel suo momento eletto, la domenica, unico giorno della settimana in cui sarà possibile ordinarla per farla tornare ad essere speciale, una festa da attendere e da celebrare. «La lasagna è un piatto lungo da cucinare, se tutto viene fatto da zero, a mano, dalla pasta al ragù, dal mattino del sabato al momento di infornarla», spiega Croatti. Non c’è rivisitazione, la ricetta è classica, fondente all’interno e resa croccante all’esterno dalla particolare chiusura della sfoglia che vuole spingere all’estremo il piacere della memoria con un’esplosione di gusto e un intenso profumo di forno.

La grigliata mista
La grigliata è sinonimo di convivialità, di festa, e uno dei piatti romagnoli tipici delle trattorie dell’entroterra. Un piatto italiano per eccellenza ma negletto, dove quantità e varietà hanno preso il posto della qualità. Grazie al fuoco di LUBNA la grigliata mista riprende la sua importanza grazie ad un racconto di ricerca di materie prime, frollature, tagli e cotture. Un lavoro millimetrico, profondamente consapevole e contemporaneo, dove ogni taglio viene lavorato separatamente (in modo destrutturato, si potrebbe dire), con precisione e tecnica, per raggiungere un effetto finale immediato: la migliore grigliata di sempre, dove ogni elemento cotto alla perfezione per un gioco di texture, sapori e profumi.
Cocktail sulla brace
L’approccio alla creazione liquida di LUBNA é legato a filo doppio alla gastronomia e al cuore pulsante del locale: il fuoco. Lo sviluppo del menù ruota intorno al concept del locale.
«Una intera sezione della carta che lavora su ingredienti freschi messi in relazione alla griglia: qui troviamo serviti cocktail che escono dalla struttura classica e si focalizzano più sull’esperienza aromatica tesa a sorprendere il cliente» spiega Giovanni Allario, bar manager di Moebius e ora anche di LUBNA e fautore con la sua squadra del successo nelle prestigiose classifiche internazionali.
Al bancone sarà possibile sperimentare cocktail strutturati in modo nuovo, dove affumicatura, cottura o ingredienti bruciati diventano protagonisti del drink con estrazioni come quella di olio al carbone, banane bruciate, rosmarino scottato. Cocktail complessi nella realizzazione, avanguardisti nelle tecniche ma eleganti e bilanciati nel gusto. Per gli amanti dei gusti semplici e chiari, una sezione del menù viene invece dedicata alla categoria degli highball, long drink ottimi anche in accompagnamento ai piatti dellacucina, e ai twist on classic, per chiunque voglia passare una bella serata senza uscire dalla zona di comfort.
Da provare lo Yogurt Toreador, un drink fruttato, secco e agrumato a cui viene apportato un tocco di rotondità grazie a dello yogurt chiarificato che si sposa alla perfezione con l’albicocca e il tequila, decorato con un olio al carbone che dona al drink un lieve sentore di fumo e accompagna l’intera bevuta, e l’Americano Cosmopolita, appartenente alla categoria Campari Cocktail Competition, fresco e perfettamente equilibrato tra i suoi componenti, preparato con Campari Bitter, Bottega Cinzano Rosso, Cynar 70, sherbet al pompelmo, cardamomo, vaniglia, soda al pompelmo rosa.

MAGMA spazio eventi
L’area eventi MAGMA si sviluppa su una superficie di quasi 900 m², più i 1200 m² di cortile, ed è ospitata in quella che una volta era la sala macchine. Il progetto di riqualificazione non ha cancellato la memoria storica nelle architetture, nella volumetria e nell’estetica, lasciando le pareti volutamente grezze, a rivelare gli strati di storia, e gli elementi in ferro ossidato come la grande pergola per creare un dialogo tra antico e moderno esaltando l’autenticità del luogo. È una location che, come evoca il nome, vuole essere una massa in movimento, uno spazio multiforme, che può adattarsi alle esigenze di sfilate, eventi aziendali, convention, presentazioni e ad essere interpretata di volta in volta dall’immaginazione di registi differenti. L’area sarà privatizzabile in modo modulare, fino alle 1000 persone di capienza, includendo anche gli spazi e i servizi offerti da LUBNA e grazie ai due ingressi differenti in via Orobia 26/A e Via Vezza D’Oglio 14.
SCARAMOUCHE: galleria d’arte
Nel nuovo contesto urbano di MAGMA trovano spazio anche i 300mq della galleria d’arte Scaramouche, che dopo l’apertura nel 2009 a New York City si insedia ora a Milano a pochi passi da Fondazione Prada e Fondazione ICA. Anima del progetto, il gallerista di origine fiorentina Daniele Ugolini rafforzato dalla partnership con Simone Ferretti, porterà in Italia artisti internazionali sia affermati sia emergenti.
INFO
Per ulteriori informazioni e dettagli, consultare www.lubnamilano.com
Photo courtesy of Roberta Antonioli Press Office



