Un viaggio poetico attraverso la memoria: José Maya si presenta come un viaggiatore tra passato e futuro, trasformando il canto e la danza in strumenti di denuncia, verità ed emozione profonda.
Milano, Italia.

Un viaggio poetico attraverso la memoria. In Lejano, è radici e potenza del cante flamenco. In questo spettacolo José Maya si presenta come un viaggiatore tra passato e futuro, trasformando il canto e la danza in strumenti di denuncia, verità ed emozione profonda. Il “lontano” non è distanza, ma origine: ciò che continua a bruciare dentro di noi, ciò che ci fa cantare quando le parole non bastano più. Attraverso un linguaggio intenso e simbolico, lo spettacolo esplora la memoria — unica custode dell’identità — e ci invita a guardare dentro quei silenzi che resistono perché ricordano. Una celebrazione della vita,un atto di gratitudine e un’immersione nei paesaggi interiori che ci definiscono.

Biografia di José Maya
José Maya (Madrid, 1983). E’ uno dei bailaores più intensi e carismatici della scena flamenca contemporanea. Appartenente a una storica famiglia gitana di artisti tra i suoi avi compaiono nomi storici del flamenco, della pittura e del teatro: la bailaora Fernanda Romero, il cantaor Rafael Romero “El Gallina”, il pittore Antonio Maya e il cantante Gabriel Moreno, tra altri. Debutta giovanissimo e a soli 9 anni condivide il palco con figure come Antonio Canales, Joaquín Grilo ed Enrique Morente.
Premiato sin da adolescente (Copa Pavón 1998, Miglior Ballerino al Certamen de Coreografía 2000), entra nelle compagnie di El Güito e Manolete e inizia una carriera internazionale segnata da una tecnica brillante e da un’espressività magnetica. Artista versatile, José Maya ha collaborato non solo con grandi maestri del flamenco, ma anche con star internazionali quali Beyoncé, Marc Anthony, Björk e Juanes, oltre che con il chitarrista Tomatito, con cui ha realizzato lunghe tournée mondiali. Su invito del regista francese Tony Gatlif, ha partecipato come primo ballerino al film Vertiges, con tournée in Francia e Italia. Ha creato spettacoli di successo come Maya, Latente, Al Natural, Rizoma e Liturgia, presentati in Europa, America e Asia. La sua danza, intensa e profondamente radicata nella tradizione gitana, lo colloca oggi tra i bailaores più richiesti e ammirati.
Lejano
Danza José Maya
Canto Ismael “El Bola”, Delia Membrive
Chitarra El Peli
Violoncello Batio Hangonyi
Percussioni Ivan Fernández
Direzione scenica Ana Morales

Milano Flamenco Festival
Giunto alla sua diciannovesima edizione, il Milano Flamenco Festival è andato in scena sul palco del Piccolo Teatro Strehler dal 15 al 19 giugno 2026. A partire dal 3 giugno, la città si è trasformato in un palcoscenico aperto con attività complementari sociali, inclusive e divulgative in diversi spazi urbani.
L’edizione di quest’anno ha messo al centro la figura di Federico García Lorca e il suo profondo legame con il flamenco, nel 90° anniversario della sua morte. Tre artisti di primo piano — Úrsula López, Manuel Liñán e José Maya — hanno portato in scena, in prima nazionale, tre mondi diversi che si illuminano reciprocamente, riflettendo il mondo del grande artista granadino: visceralmente flamenco, poetico, visionario, sociale, politico e identitario. Le loro creazioni condividono la capacità di rinascere, di ridisegnare i confini dell’identità e di interrogare la tradizione, aprendola al presente. Proiezioni, incontri con gli artisti, performance diffuse completeranno il programma del Festival.
In questa nuova edizione, il Milano Flamenco Festival ha riaffermato la sua missione di espandere gli orizzonti dell’arte flamenco, aprendo la strada a nuove forme di espressione ed esplorazione.
L’immagine del Festival 2026 è opera dell’artista sivigliano Seis.
INFO
Per informazioni, www.puntoflamenco.it
Credit photo dall’alto: AITOR LARA_JOSE MAYA. @demetriasolana. @JuanluVela. @demetriasolana.




