Dal 19 settembre al 15 novembre 2026, il Palazzo dell’Arte si trasforma in un palcoscenico globale. Un’ottima occasione per un weekend a Milano tra teatro, danza contemporanea, musica e performance d’avanguardia. Il ricco programma autunnale diventa un invito a viaggiare tra culture e linguaggi diversi, confermando la città come una delle grandi capitali europee dello spettacolo dal vivo.
Milano, Italia.
Se state cercando l’ispirazione giusta per un viaggio d’autunno a Milano, segnatevi queste date: dal 19 settembre al 15 novembre. La Triennale di Milano torna a essere l’epicentro della creatività internazionale con la attesissima seconda parte della nona edizione di FOG Triennale Milano Performing Arts .
Un cartellone autunnale ricchissimo, che si presenta come una vera e propria carta d’identità dell’avanguardia: 14 appuntamenti per 34 repliche, tra cui spiccano 6 produzioni e coproduzioni, 4 prime assolute, 4 prime nazionali e 1 anteprima italiana. Un festival che è un autentico viaggio transculturale, capace di coinvolgere complessivamente 51 artisti e compagnie provenienti da 25 Paesi d’Europa e del mondo, con la metà dei protagonisti che si esibirà per la prima volta a Milano. Come sottolineato dalla Presidente Elena Vasco, la programmazione trasforma la Triennale in uno spazio di incontro unico, una vibrante “casa delle arti” aperta a tutte le comunità e perfettamente in linea con le grandi capitali europee.

L’apertura nel Giardino e le suggestioni barocche
Il festival si vive in ogni angolo del Palazzo dell’Arte e dei suoi spazi, a partire dallo splendido Giardino. Il sipario si alza proprio qui sabato 19 settembre con una prima assoluta di Lina Lapelytė (già Leone d’Oro nel 2019 alla Biennale d’Arte di Venezia). L’artista lituana dà vita a una spettacolare durational performance di cinque ore che unisce canto e azione scultorea in un’opera partecipata, commissionata nell’ambito del progetto europeo PIT Perform Transform Inform.
A ottobre, l’atmosfera si sposta all’interno del Teatro della Triennale. Il 3 e 4 ottobre va in scena l’anteprima italiana di Dido and Aeneas dei Dewey Dell, un affascinante viaggio nel melodramma barocco di Purcell che esplora le strutture narrative dell’antichità. Martedì 6 ottobre, un appuntamento imperdibile per gli amanti della grande musica: i riflettori sono puntati sul Premio Pulitzer Caroline Shaw che, insieme agli storici sodali del pluripremiato quartetto d’archi newyorkese Attacca Quartet, presenterà un viaggio attraverso l’album Evergreen, vincitore tre anni fa del prestigioso Grammy Award.

Dalla cultura rave ai racconti di prigionia: la città che danza
Per chi ama la danza internazionale e la contaminazione tra le arti, ottobre riserva grandi sorprese. Il 10 e 11 ottobre il palcoscenico ospita Boris Charmatz, già direttore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, che con Muette continua a esplorare il movimento come atto essenziale e radicale. A metà ottobre, la compagnia americana A.I.M di Kyle Abraham debutta a Milano con Cassette Vol.1, un travolgente omaggio alla cultura dei video musicali anni ’80 – sulle note di icone come Prince, Salt-N-Pepa, ma anche Suzanne Vega e LL Cool J. Un’esperienza che continua anche dopo lo spettacolo: lo spazio Voce di Triennale ospiterà infatti lo speciale dj set Dance Jam a cura di Radio Raheem, con incursioni performative dei ballerini.
Tra i momenti più carichi di storia e suggestione, il 17 e 18 ottobre l’installazione immersiva di madalena reversa, intitolata Pour la Fin du Temps, si ispira a una delle partiture più straordinari del Novecento. L’opera di Olivier Messiaen fu scritta dal compositore francese nelle latrine del campo di prigionia nazista di Görlitz ed eseguita per la prima volta nel 1941 con strumenti rotti, davanti a una platea di trecento prigionieri e soldati.
Il viaggio prosegue poi con la coreografa sudcoreana Lee Yanghee, che in Shimmering fonde la danza tradizionale Shinmuyong con l’energia pulsante dei rave party anni ’90, trasformando la scena in un rito collettivo.

Ricerca sonora e riflessioni sull’identità
Negli stessi giorni, la sound artist Agnese Banti presenta Voice Box, un progetto site-specific concepito per l’architettura sonora di Voce e accessibile anche al pubblico cieco e ipovedente, che sviluppa la ricerca iniziata con la sua passata performance Speaking Cables.
Il 28 e 29 ottobre è la volta del regista e compositore sudcoreano Jaha Koo, vincitore pochi mesi fa del prestigioso Premio Internazionale Ibsen. Il suo spettacolo, Haribo Kimchi, conduce lo spettatore in un viaggio culinario intimo e surreale ambientato in un pojangmacha (il tipico chiosco notturno di street food coreano), offrendo una malinconica riflessione sull’assimilazione culturale. È proprio questo spirito che il Direttore artistico Umberto Angelini definisce come “uno sguardo curioso sul mondo”, capace di creare rifugi e connessioni nei mutamenti del presente.

I grandi debutti di novembre e la chiusura del festival
Novembre si apre all’insegna delle performance più intime. Sabato 7 e domenica 8, il network blOOm sostiene Stanza di Gaetano Palermo e Michele Petrosino, un’originale performance one-to-one dove lo spettatore entra in uno spazio abitato per otto ore al giorno da un performer in uno stato di volontario abbandono, interrogando il sonno come vulnerabilità condivisa.
La chiusura del festival, dal 13 al 15 novembre, vede protagonisti i registi associati di Triennale Milano Teatro per il triennio 2025-2027. Il celebre drammaturgo iraniano Amir Reza Koohestani presenta in prima assoluta il nuovo lavoro UN/SENT, creato appositamente per FOG. Contemporaneamente, il Salone d’Onore ospita The Lovely Gears, installazione site-specific di Chiara Bersani nata in collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Architettura dell’Università di Mendrisio e presentata in prima versione al LAC di Lugano: un affascinante paesaggio tra umano e non umano in cui perdersi e ritrovarsi.
Oltre alla ricca programmazione, il festival offre un ampio Public Program curato da Damiano Gullì, con laboratori gratuiti (come quello di ceramica con Lina Lapelytė e Officine Saffi), visite tattili per ciechi sul palco dei Dewey Dell e workshop condotti da Kyle Abraham, Yanghee Lee e quello co-condotto da Chiara Bersani con l’artista americano Brandon LaBelle. Da non perdere, il 10 novembre, la proiezione video dello storico capolavoro Amleto (1992) della Socìetas Raffaello Sanzio, seguita da un incontro con il regista Romeo Castellucci, già Grand Invité di Triennale.

INFO
Informazioni pratiche, biglietti e partner
FOG Triennale Milano Performing Arts è reso possibile dal contributo istituzionale di MiC Ministero della Cultura, Comune di Milano, Fondazione Cariplo, Unione Europea e UBI Unione Buddhista Italiana.
Il festival si viaggia e si vive all’interno di tutti gli spazi della Triennale (Viale Emilio Alemagna 6, Milano), toccando il Teatro, il Giardino, il Salone d’Onore e lo spazio Voce. I biglietti per gli spettacoli sono disponibili a partire dal 18 giugno sul sito ufficiale triennale.org e presso la biglietteria del teatro, con una prelazione di due giorni (dal 16 giugno) riservata ai titolari di Membership Triennale.
Photo courtesy of Theater Press Office




