L’ARTE DI LOUISE NEVELSON ALLE PROCURATIE VECCHIE DI VENEZIA

L’ARTE DI LOUISE NEVELSON ALLE PROCURATIE VECCHIE DI VENEZIA

Scritto da Marta Covre on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Le opere dell’artista americana Louise Nevelson hanno l’onore di essere le prime esposte nei nuovi spazi restaurati delle Procuratie Vecchie di Venezia. Dal 23 aprile al 11 settembre la mostra Persistence accoglie i visitatori con una carrellata dei suoi più significativi lavori di arte astratta.

Venezia, Italia.
Piazza San Marco si candida a diventare un centro di attrazione per l’arte contemporanea, a prescindere dalla Biennale Arte appena inaugurata. Le Procuratie Vecchie aprono infatti le loro porte alla vibrante vita culturale della città. I nuovi spazi espositivi ricavati dal recente restauro, al secondo e al terzo piano dell’edificio, sono infatti una straordinaria location in cui organizzare mostre e iniziative culturali. Proprio le sale del secondo piano ospitano quest’anno l’esposizione Louise Nevelson. Persistence, uno degli eventi collaterali della 59° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

La retrospettiva

La retrospettiva dedicata all’artista americana di origini ucraine Louise Nevelson (1899-1988) è soprattutto una straordinaria occasione per ammirare il lavoro di una pioniera, avanguardista, femminista e rivoluzionaria dell’arte astratta. Sei decenni dopo la sua partecipazione alla 31° Biennale del 1962, questa mostra raggruppa oltre 60 opere realizzate tra gli anni ’50 e ’80 del secolo scorso. Lungo le nove sale del percorso espositivo i lavori della Nevelson dialogano tra loro per sottolineare le connessioni tra le diverse fasi e i diversi momenti della sua attività. Non una prospettiva cronologica quindi, ma una panoramica tematica, o meglio ancora formale, in cui le sculture si alternano con i collage e gli assemblage.

Si incontrano subito esempi delle sue celebri sculture in legno grezzo e in genere dipinte di nero: monumentali opere monocromatiche caratterizzate da una griglia geometrica in cui si inseriscono forme ed elementi astratti. E anche esempi di opere bianche, come l’installazione a colonna multipla Dawn’s Presence – Three del 1975, e persino un raro lavoro color oro, The Golden Pearl del 1962. A queste si alternano e incrociano i collage e gli assemblage da parete, sorta di quadri in bassorilievo, probabilmente il suo contributo più importante all’arte novecentesca.

Tutto il lavoro della Nevelson restituisce un’instancabile e persistente sperimentazione che coinvolge la forma, la materia e lo spazio. Ne emergono i tratti salienti del suo processo creativo, che Carla Lonzi definì “distruzione e trasfigurazione”, ma anche l’interesse per i materiali non convenzionali. Legno grezzo, metallo, cartone, pellicola di alluminio, carta vetrata e di giornale, tessuti si riconoscono facilmente. Come si riconoscono oggetti di riuso e recupero, spesso sottratti a pile di rifiuti: sedie, testiere di letti, persino scopa e paletta, che passano dall’essere un simbolo della femminilizzazione del lavoro domestico al fornire un’occasione per uno studio su materiali e consistenze.

Il restauro

A inizio aprile 2022 le Procuratie Vecchie hanno aperto le loro porte alla città: per la prima volta in 500 anni di vita dell’imponente edificio che delimita tutto il lato nord di Piazza San Marco è almeno in parte accessibile al pubblico. Progettate da Bartolomeo Bon e Jacopo Sansovino all’inizio del XVI secolo, le Procuratie Vecchie erano la sede dei Procuratori di San Marco, ovvero i funzionari pubblici della città. Oggi di proprietà del Gruppo Generali, l’edificio ospita uffici, sedi di rappresentanza e ora anche The Human Safety Net, l’iniziativa di Generali dedicata alle persone. Proprio questa parte, al terzo piano, è stata aperta al pubblico che ha quindi l’occasione di scoprirne le attività, visitare un’esposizione interattiva, sorseggiare un caffè nel nuovo bar e partecipare agli incontri nell’auditorium con vista sui tetti della città.

Il massiccio intervento di restauro ha richiesto cinque anni di lavoro e l’impegno di moltissime maestranze in grado di intervenire sulla struttura antica e sui materiali delicati con tecniche sia tradizionali sia moderne. L’impegno è stato quello di rendere gli spazi pratici per il lavoro e tecnologicamente all’avanguardia, fruibili e facilmente accessibili, senza però snaturare la struttura antica e la storia che ne permea ogni angolo. Un arduo compito, svolto con successo da David Chipperfield Architects Milano.
Photo Marta Covre

Info

Louise Nevelson. Persistence
A cura di Julia Bryan-Wilson
Procuratie Vecchie, secondo piano – piazza San Marco 105, Venezia
23 aprile – 11 settembre 2022

Da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00
Ingresso gratuito
www.louisenevelsonvenice.com

Marta Covre

Trevigiana doc dal 1990, laureata in turismo, ora lavora a Venezia. Affascinata dalle lingue e culture del mondo, si cimenta da autodidatta negli idiomi che la attraggono – gaelico di Scozia in testa – mentre raccoglie il coraggio per affrontare il sanscrito. Da sempre appassionata di Storia, all’università ha iniziato ad approfondire la Grande Guerra partecipando a un progetto di ricerca, per poi entrare nel mondo del lavoro facendo diverse esperienze in ambito culturale. Sognatrice accanita, lettrice onnivora, ascoltatrice compulsiva di musica, è alla perenne ricerca di stimoli, nonché del suo personale Santo Graal. La sua giornata ideale comprende la ricerca di informazioni sulla prossima meta, la costruzione di itinerari, lo studio, magari pratico, della cucina locale, e infine il sogno a occhi aperti del momento di partire.