Lago Maggiore: inaugurata la nuova motonave Topazio, e poi...cinque cose da non perdere in zona

Lago Maggiore: inaugurata la nuova motonave Topazio, e poi… Cinque cose da non perdere in zona!

Scritto da Giulia Cordasco on . Postato in Coppia, Famiglia, Single, Weekend

Foto sopra: motonave Topazio ormeggiata ad Arona.
Foto piccola in alto: uno scorcio del lago Maggiore
.

“In Italia c’è un grande lago, che viene chiamato Lago Maggiore: è un piccolo mare, le cui rive sono interamente selvagge” scriveva Montesquieu, “l’anima è sorpresa da questo contrasto romanzesco, rievocando con diletto i prodigi dei romanzi, nei quali dopo aver superato rocce e paesi aridi, ci si ritrova in luoghi fatati.”

Ninfee dell’Orto Botanico sull’Isola Madre.

Arona, Italia.
Oggi ci troviamo ad Arona, splendida cittadina piemontese, bagnata dalle dolci acque di uno dei laghi più grandi e profondi d’Italia, il Lago Maggiore, dove, appena una settimana fa, è stata inaugurata la motonave Topazio, la prima a propulsione idroelettrica in Italia per la navigazione interna.

La motonave Topazio, nuova gemma del lago

La nave è stata costruita nei cantieri navali della ditta Cartubi di Trieste e ha una capienza di duecento passeggeri, con una particolare attenzione nei confronti delle persone con disabilità, al comfort e alle nuove esigenze di tutti, compresa la possibilità di salire con la propria bicicletta, per godersi il tempo trascorso al lago completamente immersi nella natura e nel relax. Essa sfrutta la propulsione elettrica nelle manovre di avvicinamento e di allontanamento allo scalo, risultando silenziosa, rispettosa per l’ambiente e il territorio circostante.

Il Direttore Generale di Navigazione Laghi, l’avvocato Alessandro Acquafredda, commenta l’inaugurazione dell’ultima nave della flotta con orgoglio, mandando un messaggio di positività con l’auspicio di ritornare presto alla vita di sempre, mentre il Direttore Tecnico Paolo Mazzucchelli ci informa che la Topazio è la prima nave della navigazione interna italiana ad aver ricevuto l’annotazione Green Plus del Registro italiano Navale, un riconoscimento molto importante, che la identifica come “una nave progettata ed equipaggiata con impianti, componenti e procedure atti a controllare e prevenire l’emissione di sostanze inquinanti nelle acque, in aria, o più in generale nell’ambiente”.

Infine, il Direttore di Esercizio del Lago Maggiore Paolo Bianchi spiega che appena la situazione lo consentirà, la nuova nave entrerà in servizio in un primo momento nelle corse che collegano Angera ed Arona e poi, in un secondo momento, raggiungerà anche le Isole Borromee e il resto del lago.

La Gestione Navigazione Laghi

La Gestione Navigazione Laghi è un ente governativo che garantisce la mobilità sui laghi Maggiore, di Garda e di Como. La flotta dedicata al Lago Maggiore conta trentasei imbarcazioni, tra cui lo storico piroscafo Piemonte, sul quale è avvenuta la conferenza stampa, ventitre motonavi, quattro catamari, due aliscafi e sei traghetti. La scelta del Piemonte come location della conferenza stampa non è casuale; infatti esso, costruito nel 1904, rappresenta l’imbarcazione più antica del Lago Maggiore, messo volutamente a confronto con il Topazio, che invece rappresenta il futuro.

Vista dalla motonave Topazio, durante la tratta inaugurale.
CINQUE COSE DA VEDERE SUL LAGO MAGGIORE

Le isole Borromee

Di proprietà della famiglia Borromeo, le isole Borromee sono state da poco citate dal New York Times come uno dei luoghi più affascinanti del mondo. Ad oggi, la famiglia possiede ancora l’Isola Bella e l’Isola Madre e le rovine delle fortificazioni medioevali conosciute come i Castelli di Cannero. L’Isola dei Pescatori è l’unica isola abitata stabilmente, mentre l’Isola Bella e l’Isola madre sono meta di milioni di turisti ogni anno, che arrivano da tutte le parti del mondo per ammirare la loro meravigliosa unicità. Ogni isola ha la sua storia e le sue peculiarità ed insieme formano i veri gioielli del lago, sia per la natura incontaminata sia per una storia senza paragoni. Tra tutte le bellezze che potrete vedere, non posso non parlarvi del cipresso del Cashmir, sull’Isola Madre, cui semi sono arrivati nel 1862 dall’Himalaya. Si tratta del cipresso più antico in Europa della sua specie, che ha rischiato, nel giugno del 2006, di essere rovinato per sempre, durante una tromba d’aria che ha colpito queste zone, e che ad oggi è diventato il simbolo dell’intera isola.

Parte del giardino dell’Isola Bella.
La regina del lago: Stresa

Stresa è una celebre stazione turistica lacustre conosciuta fin dai tempi dei romani, da cui passava via Severiana Augusta, che collegava l’antica Milano con il Lago Maggiore. Imperdibile in città è una passeggiata sul romantico lungolago, dove si susseguono ville storiche, giardini e alberghi di lusso. Uno dei luoghi d’interesse principali è l’incantevole villa Pallavicino con il suo parco di diciotto ettari in cui si possono trovare oltre cinquanta specie di animali, alberi secolari (alcuni tra i più antichi d’Italia), e fiori e piante di ogni tipo, che portano i turisti a visitarlo più volte durante il corso dell’anno, per avere la possibilità di godersi a pieno il giardino in tutti i suoi colori.

Il Colosso di San Carlo Borromeo

La statua di San Carlo Borromeo è un’altra meta imperdibile se ci si trova in zona. Ubicata nelle colline vicino ad Arona, nella frazione di San Carlo, è alta quasi ventiquattro metri e la si può vedere anche dal lago, in tutta la sua maestosità. Voluta dal cardinale Federico Borromeo, venne eretta tra il 1624 e il 1698 su disegno dell’architetto Giovanni Battista Crespi, detto il Cerano, in onore di Carlo Borromeo, considerato tra i massimi riformatori della Chiesa cattolica nel XVI secolo e canonizzato il 1 novembre 1610 da papa Paolo V. Pensate che la tecnica di giustapposizione delle parti in metallo modellate, utilizzata per la sua costruzione, servì poi da ispirazione per gli ingegneri della Statua della Libertà, simbolo di New York, ma non solo: gli stessi modi di costruzione sono serviti anche per realizzare la statua della dea Guan Yin, sull’isola di Hainan, in Cina, e il Buddha di Kamàkura, una delle statue più iconiche del Giappone.

Colosso di San Carlo Borromeo.
La Rocca di Angera

La Rocca di Angera, circondata dalle Prealpi lombarde, è il risultato di cinque diversi corpi di fabbrica costruiti a partire dal 1100 fino al 1600: la Torre Castellana, l’Ala Scaligera, l’Ala Viscontea, la Torre di Giovanni Visconti e l’Ala dei Borromeo. All’interno della rocca è possibile visitare il  Museo della bambola e del giocattolo, fondato nel 1988 dalla principessa Bona Borromeo Arese, che custodisce al suo interno oltre mille bambole realizzate dal XVIII secolo in poi. Per la qualità, la varietà e la rarità della collezione, il museo è considerato uno dei più importanti in Europa in questo settore, dove luci e suoni speciali creano un’esperienza di visita sospesa in una realtà magica.

L’Eremo di Santa Caterina del Sasso

L’ultimo luogo di cui vorrei parlarvi è l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, un monastero a strapiombo sulla sponda orientale del lago, nel comune di Leggiuno. La sua costruzione ha, secondo la tradizione, origine nel 1170, quando tale Alberto Besozzi, mercante, riuscendo a sopravvivere ad un naufragio durante una traversata del lago, fece voto a Santa Caterina d’Alessandria di ritirarsi in preghiera e solitudine per il resto della sua vita, in una grotta lì vicino. La cappella dedicata alla Santa è ancor oggi individuabile sul fondo della Chiesa. Si può raggiungere l’eremo sia via terra, sia via mare; dal parcheggio vi è una scalinata panoramica da 268 scalini (o l’ascensore), mentre dal lago basta risalirne circa un’ottantina.


Foto Giulia Antonia Cordasco

Tags: , , ,

Giulia Cordasco

Giulia Cordasco

Classe 1988, curiosa dalla nascita e consulente di professione, ama la natura, i libri e il buon vino. Nata ad Acqui Terme, ha vissuto a Genova, a Valladolid, a Milano, a Roma, nel Salento ed adesso è tornata ad Acqui, dove sta preparando la sua prossima avventura. Una laurea in Lingue e letterature straniere per il Turismo culturale e una in Progettazione e gestione delle imprese turistiche che le hanno permesso di arricchire il suo bagaglio culturale e il lavoro, in questi dieci anni, è stato un intreccio perenne di storia, cultura, turismo ed enogastronomia. La sua passione per la cucina le ha permesso di lavorare anche per il programma televisivo "Ricette all'Italiana" in onda ogni mattina su Rete 4. Una frase che la rispecchia? "L'idea che sia troppo tardi per fare qualcosa è comica. Siamo così giovani, non dobbiamo perdere questo senso di possibilità perché alla fine di tutto, è tutto quello che abbiamo" di Marina Keegan. Nel 2015 ha pubblicato una ricerca storica e nel 2018 un libro di racconti. E nel 2021...? Stay tuned!