Dal 7 marzo al 28 giugno 2026 l’Orangerie della Reggia di Monza racconta l’epopea di Sandokan, eroe protagonista per 150 anni di romanzi, film, serie televisive (dal 1976 con Kabir Bedi al 2025 con Can Yaman), illustrazioni e fumetti. Una mostra unica, immersiva, multimediale e multidisciplinare che, con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Monza e grazie alla collaborazione attiva del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e vari enti quali il Museo delle Civiltà di Roma, la Fondazione Tancredi di Barolo, gli eredi Matania/Della Valle, la Cong Sa-Hugo Pratt properties, l’Archivio Sarti, il Museo Stibbert di Firenze, la Rai, la Cineteca Nazionale, l’Istituto Luce, il Museo dei Burattini di Grugliasco e il Museo del Libro e dell’Infanzia di Torino coinvolgono il visitatore in un viaggio avventuroso nel mondo fantastico creato da Emilio Salgari, ricostruito nei minimi dettagli con la curatela di Francesco Aquilanti e Loretta Paderni.
Monza, Italia.
Dal 7 marzo al 28 giugno l’Orangerie della Reggia di Monza si trasforma nella giungla del Borneo e invita i visitatori alla scoperta del mito di Sandokan. La tigre ruggisce ancora, a cura di Francesco Aquilanti e Loretta Paderni.

Sopra, Carlo Rispoli Le Due Tigri dal romanzo di Emilio Salgari, ©Carlo Rispoli e Segni d’Autore srls all rights reserved.
Foto grande in alto, Serrone (o Orangerie della Villa Reale di Monza), sede della Mostra. Photo Elena Borravicchiio
Vertigo Syndrome
L’esposizione non delude le aspettative legate a Vertigo Syndrome, vivace società di produzione di mostre d’arte nata proprio a Monza quattro anni fa, all’insegna del diktat “le mostre non devono essere noiose bensì incuriosire anche i non addetti ai lavori”.
“Vertigo ha sempre scelto di produrre i propri progetti espositivi inediti alla Villa Reale, è la nostra casa – ha spiegato Chiara Spinnato – Questa è la nostra quinta mostra, dopo Yōkai, Stregherie, Vivian Maiere Soul Leiter. All’inizio ero spaventata ma Filippo Giunti, il mio socio, pubblicitario, sapeva che sarebbe uscita a breve la nuova serie su Sandokan ed era certo che la mostra avrebbe richiamato sia gli affezionati allo sceneggiato del ’76 con un effetto nostalgia, sia le nuove generazioni, per far scoprire loro che i supereroi della Marvel che tanto amano arrivano da quegli eroi creati dalla fantasia di Emilio Salgari”.

Tolor, turcasso, Museo delle Civiltà, Roma
Un percorso multimediale
Il percorso multimediale si sviluppa per isole tematiche, attraverso reperti storici mai esposti prima, come la collezione etnografica della popolazione dei Dayak (i famosi tagliatori di teste), donata al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente del Rajah Bianco James Brooke, mitico antagonista di Sandokan, costumi di scena originali, riprese video degli anni Trenta delle popolazioni indigene,
fotografie d’epoca, tavole botaniche rare, carte geografiche, i suoni dei ramsinga e dei tamburi di guerra, i versi delle tigri, armi autentiche (come la sciabola a forma di tigre del sultano indiano Tipu Sultan, chiamato la tigre di Mysore, battuta all’asta per 14 milioni di sterline), modellini di navi (notevole quello dell’imbarcazione Royalist, per la serie televisiva prodotta da Rai e Lux Vide),
manifesti cinematografici, raccolte di fumetti lungo i decenni, bozzetti, illustrazioni di Alberto Della Valle, Corto Maltese e quelle di Hugo Pratt, che restituiscono un eroe autenticamente malese, contributi video da film e sceneggiati, pagine autografe di Emilio Salgari e molto altro.
Attenzione ai bambini
La mostra offre un’attenzione speciale ai bambini, sempre riservata loro da Vertygo (una sala dedicata, una caccia al tesoro e vari laboratori), e numerosi eventi collaterali che creano intorno al percorso espositivo un vero e proprio festival.

Costume originale da Sandokan, serie RAI 1976, Sergio Sollima, Fondo SAFAS, Costumi d’Arte Peruzzi, Roma
Legame con la Villa Reale
Che la prima edizione della mostra Sandokan. La tigre ruggisce ancora si svolga proprio alla Villa Reale di Monza non pare essere un caso anche per un altro motivo.
“Lo scrittore era solito inviare i suoi romanzi ai membri della Casa Reale – ha dichiarato Bartolomeo Corsini, direttore del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza – Nel 1897, su proposta di Margherita di Savoia, fu nominato Cavaliere della Corona. La sovrana per l’occasione elogiò in una lettera “questo genere di lettura che istruendo con diletto giustamente si è meritato il favore del pubblico”.

Modello di imbarcazione con vela di fibre vegetali, Museo delle CiviltàRoma©Damiano Rosa
Approccio giornaistico
“Non sono un salgariano, ho scoperto da adulto la realtà incredibile, divertentissima, ricchissima del Ciclo dei corsari – ha detto il curatore Francesco Aquilanti, all’inaugurazione – Salgari nasce giornalista e rimane giornalista: ricerca, si documenta. Non si è mai spostato da Verona e da Torino eppure inventa i misteri della giungla, ogni elemento gli dà occasione di approfondimento, compare un albero, per esempio, e compaiono schede botaniche. Ha fatto un lavoro di ricerca antropologica straordinaria. Nonostante abbia scritto 80 romanzi e 120 racconti è morto in povertà, a 49 anni, suicida”.

Costume originale da Sandokan, serie RAI 1976, Sergio Sollima, Fondo SAFAS, Costumi d’Arte Peruzzi, Roma
Un eroe interetnico
La assessore alla Cultura Arianna Bettin ha commentato: “Amo questo personaggio, me lo hanno trasmesso prima i miei nonni, poi mia mamma immancabilmente conquistata da Kabir Bedi nella serie del ’76 e dopo l’ho ritrovato nel cartone animato che noi nati negli anni Novanta guardavamo sul divano il pomeriggio.
La penna di Salgari sa entusiasmare nonostante vicende personali luttuose, compie alcune ingenuità che gli si perdonano volentieri, presenta una visione un po’ manichea: i buoni che resistono al dominio della Gran Bretagna e i cattivi conquistatori, ma continua a lavorare anche oggi. Allora l’Italia aveva le sue velleità coloniali, dare piena dignità a popolazioni che nel migliore dei casi erano definiti “buoni selvaggi” fu rivoluzionario.
Salgari inventò un eroe interetnico a fine Ottocento, fa specie. Certi bias culturali rimangono tuttora e l’afflato di avventura e ribellione di questi racconti risuona ancora”.

Katapu, copricapo da guerra, Museo delle CiviltàRoma ©Giorgio Bronchi
Salgari come una start-up letteraria
Il Sindaco di Monza, Paolo Pilotto ricorda con nostalgia il suo primo approccio alla lettura: “Il sabato fare la spesa con i genitori era la noia, ma il premio era andare in libreria, nella galleria davanti alle Sacramentine. Mi dicevano che, se mi comportavo bene, potevo comprare uno o due libri. Mi attraevano i libri d’avventura, il fascino di posti lontanissimi.
Ricordo inoltre che mio nonno amava percorrere il mondo con le carte geografiche, io avevo il permesso di poter stare sopra la cartina, grande più del tavolo. Due esperienze preziosissime per la mia crescita. A volte si sminuisce Salgari come letteratura secondaria ma può essere la “start up” per approcciare Montale, Flaubert e altri autori e anche per indagare il rapporto con se stessi e con gli altri. Le giovani organizzazioni come Vertigo Syndrome, con capacità profetica, hanno intuito il potenziale di questo personaggio”.

Sarangi, cordofono ad arco, Museo delle CiviltàRoma ©Fabio Naccari
La nuova Arena
“L’esordio del Ciclo dei pirati della Malesia fu preparato con una straordinaria operazione di marketing: per giorni su La nuova Arena fu data notizia di una tigre scappata dallo zoo, poi in avvicinamento, infine è stato dato l’annuncio che la tigre era arrivata, si poteva trovare in edicola, nella prima puntata del romanzo di Emilio Salgari “La tigre della Malesia” su La nuova Arena. Era il 16 ottobre 1883. Il romanzo uscì in 180 puntate”, ha spiegato la curatrice Loretta Paderni.
Non resta che addentrarsi in questo mondo costruito con minuzia e originalità intorno al personaggio salgariano. Molto interessante anche il catalogo della mostra, bellissimo a livello grafico e arricchito da preziosi contributi scientifici.
INFO
Orari
Da martedì a venerdì: dalle 10 alle 19
Sabato, domenica e festivi: dalle 10 alle 20
(Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Calendario di eventi collaterali
Sabato 14 marzo ore 15:00
Il Cortile dei Racconti, laboratorio per bambini fino ai 12 anni dedicato alla scoperta dell’universo di Sandokan.
Sabato 21 marzo ore 16:00
I Duelli dell’Immaginario
Dialogo con Marco Buticchi sull’arte di costruire l’avventura e i sentimenti nella narrativa seriale.
Sabato 28 marzo ore 16:00
Visita guidata con il curatore Francesco Aquilanti
Sabato 4 aprile ore 16:00
Sandokan in TV, tra Kabir Bedi e Can Yaman
Incontro con Danilo Gallo dedicato alle trasposizioni televisive della Tigre della Malesia.
Sabato 11 aprile ore 15:00
L’Erbario di Mompracem
Laboratorio di disegno per adulti ispirato alla flora esotica del Sud-Est asiatico immaginato da Salgari.
Sabato 18 aprile ore 16:00
La Tigre di Mompracem. Rotte coloniali e profumi d’Oriente nel mondo di Sandokan
Conferenza dedicata alle Indie Orientali dell’Ottocento e alle rotte commerciali del tè che hanno segnato l’espansione britannica. A conclusione, degustazione della miscela “La Tigre di Mompracem”, creata dalla Tea Stylist Francesca Natali.
Domenica 19 aprile ore 16: 00
La Tigre e l’Immagine. Sandokan e la costruzione dell’immaginario visivo
Conferenza a cura di Angelo Ferrillo sul rapporto tra fotografia e mito.
Sabato 25 aprile ore 16:00
L’avventura e l’ambientazione storica nel fumetto d’autore e nei romanzi d’appendice
Incontro con Carlo Rispoli dedicato al dialogo tra letteratura e fumetto.
Domenica 26 aprile ore 16:00
La Scienza di Sandokan. Tigri, monsoni e popoli dei mari in chiave scientifica: quanta realtà nei romanzi?
Incontro con Maurizio Casiraghi, professore di Zoologia all’Università di Milano-Bicocca.
Sabato 2 maggio ore 15:00
Bussola del Coraggio
Laboratorio per bambini fino ai 12 anni dedicato all’orientamento e all’esplorazione.
Sabato 9 maggio ore 16:00
Sandokan all’arrembaggio: pirati (veri) di ieri e di oggi
Incontro con Danilo Gallo per scoprire la storia della pirateria nello Stretto di Malacca e nel Borneo, ieri e oggi.
Sabato 16 maggio ore 16:00
Storia di un transfer letterario. Salgari vs. Sandokan. Andata e ritorno
Incontro con Fabio Francione e Claudio Gallo, con la partecipazione di Roberto Fioraso.
Sabato 23 maggio ore 16:00
Le donne protagoniste nel fumetto d’autore
Incontro con Laura Zuccheri e Sudeep Menon.
Domenica 24 maggio ore 16:00
Spinto da un vento irresistibile
Incontro con Andrea Calisi sulle opere realizzate appositamente per la mostra.
Sabato 30 maggio ore 16:00
Hugo Pratt e l’Oriente di carta
Incontro con Patrizia Zanotti, Giulia Parodi e Michele Ulisse Lipparini dedicato alle tavole originali di Hugo Pratt ispirate a Sandokan.
Sabato 6 giugno ore 16:00
Le arti marziali di Sandokan
Incontro con il Maestro Maurizio Maltese dedicato al Pencak Silat, arte marziale dell’area malese riconosciuta patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO.
Domenica 7 giugno ore 16:00
Gli occhi della Tigre. Sandokan e il suo mito
Incontro con Giovanni Bogani per rileggere il fenomeno Sandokan attraverso il linguaggio del cinema e della televisione.
Sabato 13 giugno ore 16:00
La geografia di Sandokan
Incontro con Danilo Gallo dedicato ai luoghi dell’epopea salgariana.
Sabato 20 giugno ore 16:00
Reliquie di Mompracem
Contest moderato da Moreno Pollastri dedicato agli oggetti ispirati all’universo salgariano. I partecipanti presenteranno manufatti e creazioni originali legate al mito di Sandokan, raccontandone la storia. Un premio speciale sarà assegnato al “tesoro” più originale e coerente con lo spirito dell’avventura.
Photo courtesy of Davis & Co. Ufficio stampa




