“La Spia”: un vino dal cuore antico che guarda al futuro

Scritto da Alfredo Verdicchio on . Postato in Food&Drink

La Valtellina è l’area «terrazzata» più vasta d’Italia. Una destinazione straordinaria sia per gli appassionati del buon vino ma anche per i viaggiatori e turisti a caccia di specialità enogastronomiche e di paesaggi incantevoli.

 

 

Milano.Italia
La storia che vi raccontiamo oggi è una di quelle storie che rendono grande il nostro paese. Una storia fatta di lavoro, dedizione, sacrificio. Una storia di antichi valori e moderne visioni del futuro. Siamo tra i vigneti valtellinesi, esattamente su una collina chiamata la Spia.  Il motivo di cotanto nome è semplice: qui c’era una postazione di avvistamento dei nemici dai tempi della dominazione dei Grigioni. E proprio quella stessa collina divenne un caposaldo di avvistamento per i partigiani che se ne servivano per spiare i movimenti dei fascisti. Dopo la guerra venne bonificata e ricoperta di piante di sottobosco. Dopo vari passaggi dalla famiglia Orsini ai Buzzi la collina arriva finalmente alla famiglia Rigamonti che, coraggiosamente, decise di disboscare la collina per destinarla alla coltivazione delle uve del Nebbiolo del biotipo Chiavennasca. Si tratta di un Nebbiolo molto particolare conosciuto anche come Nebbiolo Valtellinese dalle caratteristiche organolettiche davvero uniche. E’ l’uva caratteristica che prospera sui terrazzi valtellinesi. Sul come il Nebbiolo sia giunto fin qui esistono varie versioni secondo alcune è giunto in Valtellina in epoca medievale, secondo altreverso la fine del Settecento durante la conquista napoleonica. La piccola produzione vinicola iniziata da nonno Rigamonti si è poi trasmessa come si dice di padre in figlio fino ai giorni nostri diventando una splendida realtà. Oggi,  la Spia (dal nome della famosa collina) di Castione Andevenno (provincia di Sondrio) è una piccola moderna azienda agrivinicola proiettata nel futuro.
«Realizzando la mia cantina, otto anni fa,» ci racconta Michele Rigamonti, patron dell’Azienda «voluto continuare la tradizione di famiglia, di mio nonno e mio padre che producevano vini da un piccolo vigneto. Vini per un consumo familiare e per gli amici più cari. Utilizzavano una cantina d’invecchiamento centenaria a Sondrio. Oggi stiamo operando su tre ettari complessivi di vigne con una produzione di circa 20.000 bottiglie divise tra 4 vini: due IGT,un bianco e un rosso, un Valtellina superiore e un Sassella DOCG.»
E proprio quest’ultimo, esattamente un Valtellina Superiore Sassella DOCG (vendemmia 2011), ha ricevuto nell’ottobre scorso, il premio della Commissione Giornalisti, del Concorso Enologico Provinciale nell’ambito della 34esima edizione del Grappolo D’Oro. «Dedico questo riconoscimento a mia madre Giovanna Paganoni, alla quale il vino è intitolato» ha detto Michele Rigamonti «considero questo premio come un riconoscimento della validità delle nostre scelte enologiche e produttive e anche dei meriti del nostro piccolo gruppo di lavoro formato da mia sorella Elena, da Paolo Beltrama che segue il commerciale e da Emil Galimberti il nostro enologo»

LA VALTELLINA, TERRA DIFFICILE, IMPEGNATIVA

La Valtellina, circondata dalle Alpi, è una terra aspra ma ricca di biodiversità e variabilità da un punto di vista geologico morfologico e ambientale. Pensate: qui si trovano oltre 850 ettari di vigne che prosperano grazie ad un microclima straordinario garantito dall’esposizione a sud, verso il calore e la luce del sole. Sia per la sua esposizione che per le modeste precipitazioni distribuite uniformemente nel corso dell’anno questa terra è particolarmente adatta alla viticoltura. Queste condizioni infatti consentono la formazione di microclimi locali estremamente favorevoli. Un terroir unico al mondo plasmato da oltre 2500 chilometri di terrazzamenti, candidati ad essere iscritti tra i beni Unesco come patrimonio Culturale dell’Umanità. La Valtellina non a caso, è l’area «terrazzata» più vasta d’Italia. Una destinazione straordinaria sia per gli appassionati del buon vino ma anche per i viaggiatori e turisti a caccia di specialità enogastronomiche e di paesaggi incantevoli.
La viticoltura qui è possibile grazie ad un sistema antico e molto impegnativo. All’inizio, parlavamo infatti di una storia fatta di sacrificio, passione dedizione: vi basti pensare, semplicemente, che per la coltivazione di un ettaro di di vigna in pianura, in media c’è bisogno di circa 200 ore di lavoro mentre qui, sui terrazzamenti, le ore salgono 1600 per ettaro!

L’azienda  la Spia che ora sta avendo i suoi primi successi, comincia a navigare in mare aperto consapevole della sua forza che viene dal passato. I suoi vini stanno incontrando sempre più i favori del pubblico e degli esperti di settore. Ma non si dorme sugli allori, anzi, si cerca ancora l’innovazione, come è successo ad esempio con la vinificazione del Nebbiolo valtellinese in bianco, con il risultato di ottenere il Terrazze Retiche Bianco Igt, un vino davvero sorprendente che si sposa benissimo con ogni antipasto. Per finire, è quasi d’obbligo soffermarci sulle etichette, bellissime, dei vini de  la Spia, piccoli gioielli d’’arte . «Anche qui, come per il resto, è stata la passione a spingerci,» ci spiega Michele Rigamonti «volevamo avere delle etichette belle, uniche, e così ho incaricato un artista famoso, come il pittore milanese Luca Pignatelli, di realizzarle.. Ci siamo incontrati abbiamo convenuto su un fatto: quando ci si trova in enoteca si è in qualche modo attratti anche dall’etichetta. Siamo portati ad acquistare un vino in cui l’immagine abbia un peso importante. Il concetto, il messaggio, alla fine, è quello di dare al consumatore la sensazione di avere a che fare con qualcosa di unico, di prestigioso, non un vino come tanti ma qualcosa di davvero speciale e penso che con queste etichette siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo»

Per ulteriori informazioni:
 la Spia
Castione, loc. Sassella
23100 Sondrio, Italy
0342 1122330342 112233
info@laspia.wine

 

Alfredo Verdicchio

 

Alfredo Verdicchio

Alfredo Verdicchio

Convinto che, come diceva John Lennon «La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti» Alfredo Verdicchio, romano, ma ormai milanese d’adozione, è un giornalista professionista con una vasta esperienza che lo ha visto anche dirigere alcuni giornali per ragazzi. Si è occupato di musica, cinema e televisione. E’ amante della buona cucina e della “sana lentezza”. Il viaggio per lui non si misura in termini di chilometri percorsi, magari in sella alla sua passione: un Harley rossa, ma in termini di sensazioni provate, di esperienze vissute, come ad esempio degustando un piatto particolare e scoprirne la storia, o magari centellinando un buon vino, oppure cogliere un nuovo aspetto della propria città. Perché tutto, alla fine, diventa viaggio a partire dalla nostra vita…