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La presa di Cristo: il capolavoro di Caravaggio in mostra alla Fondazione Banco di Napoli

Dopo un intervento di accurato restauro e un’intensa attività di studio viene esposto in mostra un grande capolavoro di Caravaggio: la prima versione della famosa composizione raffigurante “La presa di Cristo”. A fare da cornice a quest’incredibile opera d’arte sono le sale di Palazzo Ricca, storica sede della Fondazione Banco di Napoli, in Via dei Tribunali 213: appuntamento da non perdere dal 2 marzo al 16 giugno 2024

Napoli, Italia.
Dopo un intervento di accurato restauro e un’intensa attività di studio, effettuata anche attraverso indagini diagnostiche, viene esposto in mostra un grande capolavoro di Caravaggio: la prima versione della famosa composizione raffigurante “La presa di Cristo”. Un’opera univoca, emozionante, che cattura la mente e la vista degli spettatori, dove l’artista crea una connessione temporale tra i personaggi presenti sulla scena.

A fare da cornice alla splendida opera, a cura di Francesco Petrucci e don Gianni Citro, presidente della Fondazione Meeting del Mare C. R. E. A., sono le sale di Palazzo Ricca, storica sede della Fondazione Banco di Napoli, in Via dei Tribunali 213, dal 2 marzo al 16 giugno 2024. L’opera arriva a Napoli dopo l’esposizione negli spazi di Palazzo Chigi ad Ariccia, in provincia di Roma, dove ha avuto grande successo di pubblico e critica, con oltre 25.000 visitatori.

La mostra a Palazzo Ricca

La mostra è allestita nel piano nobile di Palazzo Ricca, nelle eleganti sale barocche con volte affrescate da Giacinto Diana. L’accesso principale alla mostra è quello dello scalone monumentale del Palazzo, notevole architettura rinascimentale in pietra lavica scolpita, con accesso per diversamente abili attraverso ascensore. L’allestimento impegna cinque sale dell’appartamento nobile e prevede un percorso di entrata e di uscita, includendo la possibilità di visitare il Museo del Cartastorie e le installazioni narranti.

Il visitatore avrà l’opportunità, non solo di ammirare un’opera meravigliosa e di grande valore, ma anche di conoscere e ripercorrere la vicenda napoletana del primo soggiorno del pittore lombardo presente nella documentazione degli antichi banchi pubblici napoletani, custode di pagine di vita vissuta, che viene proposta attraverso un’immersione in uno spazio dedicato del museo ilCartastorie, dove si trovano tre importanti documenti: la committenza del mercante Nicolò Radolovich al maestro per una pala d’altare, datato 6 ottobre 1606, prima testimonianza certa della presenza a Napoli del Caravaggio in fuga da Roma; il pagamento per la realizzazione dell’opera più rappresentativa del soggiorno napoletano, Sette opere di Misericordia, datato 9 gennaio 1607; un documento dell’11 maggio 1607 riferito alla Flagellazione, un tempo nella chiesa napoletana di San Domenico Maggiore, oggi al Museo Diocesano – Complesso Monumentale Donnaregina.

L’Archivio Storico del Banco di Napoli si presenta come un luogo suggestivo e intrinseco di storia e cultura, dove sono custodite pagine di vita vissuta che segnano il moto perpetuo dell’esistenza: testimonianze del passato che oggi sono una fonte preziosa di scoperta e arricchimento.

La presa di Cristo

Gli amanti di Michelangelo Merisi avranno l’opportunità di ammirare un’opera che, prima di arrivare negli spazi di Palazzo Chigi ad Ariccia (Roma) lo scorso anno e ora a Palazzo Ricca, era stata esposta soltanto nel 1951 alla storica “Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi”, a cura di Roberto Longhi, negli spazi di Palazzo Reale di Milano, quando si presentava sporca e con varie ridipinture, rimosse dopo il recente restauro.

Le indagini hanno evidenziato radicali cambiamenti ed estesi pentimenti, che ne avvalorano l’assoluta autografia, confermata per la sua qualità molto alta da autorevoli studiosi sin dalla sua ricomparsa nel 2003 In ragione della sua eccezionalità, il quadro è stato notificato dallo Stato Italiano con Decreto del 2 dicembre 2004 del Ministro dei Beni Culturali come opera di particolare interesse per la Nazione. Ne vengono documentate per la prima volta in mostra le prestigiose provenienze: la collezione Mattei, la collezione Colonna di Stigliano e la collezione Ruffo di Calabria, per il cui tramite è pervenuta all’attuale proprietario.

La mostra evento sarà, infatti, corredata dall’esposizione di pannelli didattici che narrano la storia della composizione, attraverso una ricerca delle varie copie e una meticolosa documentazione di tutti i risultati diagnostici effettuati nell’ultimo ventennio.

La storia dell’opera di Caravaggio

La Presa di Cristo della collezione Mattei, nota attraverso numerose copie e presunti originali, è una delle composizioni spiritualmente più intense e ricche di pathos dell’attività romana di Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610). Essa costituisce un vero corrispettivo a destinazione privata delle stupefacenti tele della cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi (1599-1600) e della cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo (1600), che segnano una radicale svolta in termini espressivi nella produzione dell’artista lombardo, dopo la prevalenza di soggetti di genere e a tema mitologico degli anni precedenti.

In questa sede si ripercorre la controversa storia della potente invenzione caravaggesca e delle sue testimonianze pittoriche, che hanno un vertice nelle due redazioni della raccolta Ruffo di Calabria, ritrovata da Roberto Longhi nel 1943, e della Compagnia dei Gesuiti di Dublino, in deposito presso la National Gallery of Ireland dal 1993. Le due versioni sono entrambe autografe, ma dotate di autonomia formale ed espressiva, con una precedenza della versione Ruffo, di cui quella irlandese è una replica con varianti rivisitata nelle caratteristiche pittoriche e d’impianto, migliorandone il classico decoro in senso iconografico ed estetico rispetto al carattere “espressionista” e fortemente drammatico del prototipo. Nessuna opera di Caravaggio ha conosciuto nelle sue redazioni principali vicende collezionistiche così travagliate, con la pubblicazione di un romanzo thriller, un rocambolesco furto e una paradossale vicenda giudiziaria, che da sola meriterebbe una trattazione specifica.

La complessità d’impianto, i contenuti iconografici, iconologici e concettuali della composizione caravaggesca, che non ha corrispettivi nelle opere del Merisi a destinazione privata, paragonabile per le problematiche sottese a quelle delle pale d’altare, merita una trattazione monografica, oggetto di questo evento.

INFO
Per informazioni e dettagli, consultare www.fondazionebanconapoli.it/caravaggio-la-presa-cristo/

Photo courtesy of Palazzo Ricca – Napoli

Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

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