LA MALESIA: DIVERSE CULTURE, DIVERSE RELIGIONI

LA MALESIA: DIVERSE CULTURE, DIVERSE RELIGIONI

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in carnet-di-viaggio, Coppia, Cultura, Destinazioni, Itinerari, Single

VAGANDO TRA I SUOI MERAVIGLIOSI TEMPLI E LUOGHI DI CULTO.

Kuala Lumpur, Malesia.
Ogni anno, tra la fine di gennaio e i primi di febbraio, migliaia e migliaia di pellegrini visitano le Batu Caves in vista della festività indù di Thaipusam. Si tratta di un avvenimento importantissimo per gli indiani e di grande richiamo anche per i turisti stranieri. Le Batu Caves costituiscono un luogo molto affascinate.
A 13 chilometri da Kuala Lumpur, direzione nord, queste caverne impressionarono a tal punto un naturalista statunitense, William Hornaday, a tal punto da essere definite una vera e propria cattedrale naturale.
Spettacolare è anche la colossale statua dorata (è alta ben 43 metri!) del dio Murugan che si erge accanto alla coloratissima e lunga scalinata (272 gradini!) che conduce alle caverne.
E’ questo uno dei tanti luoghi di culto degli indiani che vivono in Malesia.

C’è poi lo SRI MAHA MARIAMMAN TEMPLE, uno dei principali templi indù della città di Kuala Lumpur.
Si trova in piena Chinatown e questa sua collocazione non è neppure così strana, vista l’integrazione tra le diverse etnie e religioni che convivono pacificamente in Malesia.
Edificato nel 1873 da immigrati della regione indiana del Tamil Nadu, è anche il più antico tempio indù di Kuala Lumpur. Consacrato a Mariamman, la divinità indù protettrice dagli “empi incesti”, si dice che l’edificio si stato costruito rammentando la forma di una figura distesa.
Comunque sia, è un dato di fatto che questo tempio abbia un fascino indiscutibile, a cominciare dal suo portale d’ingresso, ornato da magnifiche statue intagliate che rappresentano le diverse divinità induiste.
Nel 1960 il tempio è stato restaurato, ed è anche per questo che il suo aspetto è molto ben conservato. Il restauro ha aggiunto, tra l’altro, al già elaborato portone d’accesso, pietre preziose e piastrelle provenienti dalla Spagna e dall’Italia.
L’interno è altrettanto interessante e pieno di fascino.

A Chinatown di Kuala Lumpur si trova anche il TEMPIO CINESE CHAN SEE SHU YUEN, fondato all’inizio del XX secolo.
Impreziosito da un tetto con tegole in terracotta, con una facciata scolpita con fregi in ceramica, è un luogo quasi mistico ed è insieme uno dei più antichi e preziosi templi buddhisti sopravvissuti in Malesia.
Su una collina a sud ovest del centro, per arrivarci da qualunque zona della città è meglio andarci in taxi (scaricando sul proprio cellulare l’App Grab, garantisce taxi economici, affidabili e in tempi sempre immediati), si trova il TEMPIO DI THEAN HOU.
E’ uno stupendo tempio cinese su quattro livelli che lascia letteralmente a bocca aperta.
Si tratta di una costruzione recente, anni Ottanta del Novecento, edificata in onore di Thea Hou, la dea protettrice di pescatori e marinai.
Il tempio, con tetti a più livelli decorati con dragoni dorati e fenici, è anche un tripudio di lanterne rosse di carta.
Il santuario vero e proprio si trova al terzo piano.
Il tempio costituisce anche un importante punto di incontro per la comunità cinese che spesso celebra qui i propri matrimoni e offre una vista a trecentosessanta gradi sulla città di Kuala Lumpur.

Spostandosi nuovamente verso il centro della città, nella zona del mercato alimentare di Chow Kit, si trova anche un noto tempio Sikh, quello di TATT KHALSA DIWAN GURDWARA.
Si tratta del più grande Tempio Sikh nel Sud-Est asiatico.
Per costruirlo, nel 1922, il governo britannico assegnò un agro e mezzo di terreno alla comunità Sikh. L’edificio attuale risale però al 1990.
Il tempio costituisce un’ottima occasione per conoscere una cultura fondata sull’auto aiuto: pranzi vegetariani gratuiti per i visitatori e presente, all’interno del tempio, anche un piccolo servizio ospedaliero.
Insomma Kuala Lumpur e la Malesia costituiscono una meta prediletta per chiunque sia interessato a un mix culturale e religioso. Non a caso, si dice tra i viaggiatori che, per conoscere i mille volti dell’Oriente, no occorra visitare l’ire continente, ma basti andare in Malesia.

Visit Malaysia Year 2020 ai nastri di partenza, Il 2020 sarà il grande anno del turismo nel paese asiatico.
Per info: www.malaysia.travel
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Paola Scaccabarozzi

Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.