Una delle civiltà più misteriose della storia è in mostra con “Maya, il linguaggio della bellezza”, a Verona presso il Palazzo della Gran Guardia. Fino al 5 marzo.
Verona, Italia.
Mancano due settimane al termine della mostra dal titolo Maya, il linguaggio della bellezza, presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona. Sono 250 i manufatti esposti grazie alla speciale collaborazione con il Ministero della Cultura del Messico e l’INAH (Instituto Nacional de Antropología e Historia). L’inedito filo conduttore di tutto il percorso museale è la concezione del corpo, della bellezza in ogni aspetto della cultura maya.
La prima delle quattro sezioni, Il corpo come tela, fa riferimento a tutte le modifiche corporali tipiche di questa popolazione preispanica, da quelle meno invasive, come acconciature e pitture su viso e corpo, fino a pratiche irreversibili: tatuaggi e cicatrici, scarificazione del viso, decorazione e limatura dei denti, modificazione della forma della testa, strabismo intenzionale e foratura per l’applicazione di ornamenti a orecchie, naso e bocca, erano tutte espressioni dell’identità culturale e dei canoni estetici di riferimento.
L’abbigliamento, le cui tipologie vengono trattate nella sezione Il corpo rivestito, permetteva di riconoscere lo status sociale e la professione di un individuo. Considerando che la maggior parte della popolazione si dedicava all’agricoltura, le donne indossavano una blusa con una gonna oppure una tunica, mentre gli uomini un perizoma legato in vita e talvolta un lungo mantello sulle spalle. I nobili, invece, potevano permettersi un vestiario ricco di colori e realizzato con tessuti pregiati. Gli accessori, poi, erano particolarmente sfarzosi: cinture, collane, copricapi, pettorali con piume e tempestati di giada.
Secondo la visione cosmica dei Maya, alla quale è dedicata tutta la terza sezione, La controparte animale, gli animali incarnavano il ricco vocabolario del simbolismo religioso: essi rappresentavano le forze naturali, erano alter ego dell’uomo, intermediari con gli dei o protettori. Un esempio di animale sacro per antonomasia è il giaguaro, il quale si riferisce al Sole notturno, ovvero all’Oltretomba.
Per quanto riguarda il pantheon maya, esso è estremamente complesso, in quanto le divinità che ne fanno parte presentano caratteristiche contrapposte: sono al contempo maschili e femminili, umane e animali, creatrici e distruttrici. In quest’ultima sezione, I corpi delle divinità, viene spiegato il rapporto con gli dei, ai quali erano attribuiti tutti i devastanti fenomeni naturali che si verificavano. Delle volte queste creature potevano essere addirittura composite, ovvero rappresentate sovrapponendo diverse divinità, chiaramente distinguibili grazie alle dettagliate testimonianze plastiche in esposizione.
Un viaggio che racconta, tramite i canoni estetici del tempo, i valori fondanti di una civiltà straordinaria. Nonostante la brutale estinzione, i Maya continuano ad affascinare il grande pubblico, il quale, con questa esposizione, non potrà che rimanere incantato davanti a tutto il loro splendore, a tutta la loro bellezza.
Dove: Palazzo della Gran Guardia – Piazza Bra, 1 Verona
Quando: Fino a domenica 5 marzo 2017 con apertura da lunedì a domenica dalle 9:30 alle 19:30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ticket: biglietto intero €14,00 (audioguida inclusa), ridotto € 12,00 (audioguida inclusa)
Online: www.mayaverona.it
Sara Forniz




