Un itinerario artistico che collega Anversa, la Superba e Londra: a Palazzo Ducale va in scena la più grande mostra degli ultimi decenni dedicata al maestro fiammingo. Un’occasione unica per seguire le tracce di un pittore che ha trasformato il volto dell’aristocrazia europea, tra sessanta capolavori provenienti dai più prestigiosi musei del mondo.
Genova, Italia.
Un triangolo d’oro che unisce Anversa, Genova e Londra. Al centro di questa geografia artistica e finanziaria brilla la Superba, la città che nel Seicento divenne la seconda patria del “pittore gentiluomo”. Oggi, quel legame antico torna a vibrare grazie alla grande mostra “Van Dyck l’Europeo”: un omaggio solenne allestito nelle stanze dorate dell’Appartamento e della Cappella del Doge a Palazzo Ducale.

Da Anversa a Londra: l’ascesa di un cosmopolita del pennello
Il percorso espositivo è molto più di una rassegna: è un vero e proprio itinerario dell’anima che ripercorre le tappe fondamentali della vita dell’artista (1599-1641). Divisa in dieci sezioni tematiche, la mostra ci conduce per mano dalla giovinezza ad Anversa, dove il talento precoce di Van Dyck fiorì sotto l’ala protettrice del maestro Peter Paul Rubens, fino al decisivo approdo in Italia tra il 1621 e il 1627.
Fu proprio tra i vicoli e i palazzi genovesi che Van Dyck divenne il ritrattista più conteso dall’aristocrazia finanziaria e nobiliare, prima di chiudere la sua parabola a Londra come pittore di corte di re Carlo I. Oggi, sessanta capolavori provenienti dai santuari dell’arte mondiale — dal Louvre al Prado, dalla National Gallery al Thyssen-Bornemisza — tornano a dialogare in un incontro senza precedenti.

I volti della Superba: un’eleganza lunga quattro secoli
Per il visitatore che approda a Genova, la mostra rappresenta una porta d’ingresso privilegiata verso l’Età dell’Oro della città. Il cuore batte forte davanti al “Ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo”: un prestito eccezionale della National Gallery di Londra. Vedere quest’opera, dipinta proprio qui nel 1626, è come assistere a un emozionante ritorno a casa dopo quattrocento anni.
Passeggiando tra le sale, il turista culturale resta incantato dai contrasti: l’imponenza della Ritratto di Dama della Collezione Odescalchi sfida la grazia delle nobildonne inglesi e fiamminghe. È un gioco di specchi in cui il pennello di Van Dyck si adatta alle diverse sensibilità delle committenze europee, mantenendo sempre quel tocco di innata eleganza che lo ha reso immortale.
Oltre il ritratto: la forza del sacro
Sebbene Van Dyck sia celebrato universalmente per i suoi ritratti, la rassegna di Palazzo Ducale accende i riflettori su un aspetto meno noto ma altrettanto potente: la pittura religiosa. Raramente si è vista in Italia una concentrazione tale di opere sacre del maestro fiammingo, tra cui spiccano la Cattura di Cristo del Prado e il San Sebastiano di Edimburgo.
Ma il vero coup de théâtre attende chi si incammina verso la Cappella Dogale. Qui campeggia la monumentale Crocifissione, l’unica pala d’altare realizzata dall’artista durante gli anni genovesi. Un’opera di dimensioni ragguardevoli — oltre tre metri d’altezza — che testimonia la profonda spiritualità del maestro e la sua capacità di emozionare attraverso una tecnica compositiva innovativa.

Un viaggio che continua tra i vicoli e il mare
L’esperienza non si esaurisce dentro le mura del Ducale, ma invita a farsi itinerario tra le pietre e i colori della Liguria. Uscendo dal Palazzo, è d’obbligo perdersi tra le facciate monumentali di Via Garibaldi, lungo i Musei di Strada Nuova: qui, tra Palazzo Bianco, Palazzo Tursi e il rinnovato Palazzo Rosso, l’arte del Seicento continua a vivere in un museo a cielo aperto dove il lusso dei tessuti dipinti da Van Dyck sembra specchiarsi ancora oggi nei velluti e negli ori delle sale.
Ma la vera anima del viaggio si rivela lasciandosi alle spalle il brusio della città per seguire la linea azzurra della costa verso Levante. La Crocifissione esposta al Ducale appartiene infatti alla piccola Chiesa di San Michele Arcangelo a San Michele di Pagana, un borgo sospeso nel tempo incastonato tra Rapallo e Santa Margherita Ligure.
Raggiungere questa perla del Tigullio significa immergersi in un paesaggio che alterna scogliere a picco e macchia mediterranea. Qui, tra il profumo della salsedine e il riflesso argenteo degli ulivi, si ritrova l’opera nel suo contesto originario, esattamente dove fu commissionata nel 1627 dallo speziale Francesco Orero. È un vero pellegrinaggio della bellezza, dove il rigore fiammingo dialoga con la luce del Mediterraneo in un’esperienza sensoriale che trasforma la visione del quadro in un ricordo indelebile.
INFO
La mostra “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra” resterà aperta a Genova presso l’Appartamento e la Cappella del Doge di Palazzo Ducale fino al 19 luglio. Si tratta della più grande esposizione dedicata al maestro degli ultimi venticinque anni, un’occasione imperdibile per ammirare un patrimonio artistico immenso che spazia dai ritratti equestri degli Uffizi ai principi del Louvre. Tutte le informazioni su orari e biglietti sono disponibili sui siti ufficiali VisitGenoa.it e PalazzoDucale.genova.it.
Photo Carlo Ingegno
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